sabato, Maggio 15, 2021

In piedi da 64 giorni. Dal 10 febbraio ad oggi nessun rispetto per over e fragili. In attesa di una semplice sedia

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Gaetano Di Meglio | Le vaccinazioni contro il covid, sull’isola d’Ischia, sono partite lo scorso 10 febbraio. 64 giorni in cui si è macinata molta strada, somministrate molte dosi eppure, senza una valida e reale motivazione, nel disinteresse dei più, abbiamo lasciato che i nostri “over” e i nostri “fragili” restassero in piedi in attesa del proprio turno.
Beh, qualcuno, potrebbe invocare una sorta di mal comune mezzo gaudio quando guardiamo ad altre realtà della terra ferma. Vedere certe scene ai TG o nei post social sembrano sia la giustificazione per non indignarsi di questa indecenza.

Sono trascorsi 64 giorni e non abbiamo trovato, ancora, una soluzione a quanti sono in attesa.
E se questo va bene altrove, da noi non è accettabile.
Non torneremo a raccontarvi dei disagi e delle difficoltà che hanno incontrato molti anziani, lo abbiamo fatto ieri. La riflessione da fare è quella del fallimento e delle chiacchiere dei sistemi messi in campo per questa vaccinazione.

Dovremmo essere la patria dell’accoglienza, dovremmo avere sulla nostra isola professionisti che organizzano eventi, gala e che hanno a che far con i grandi numeri ogni giorno.
Sembra una follia assistere a scene da terzo mondo come quelle che abbiamo visto a Forio e a Ischia in questi giorni. In coro, molti, raccontano dei due mondi: quello super organizzato all’interno dei palazzetti e quello di caos, disagio e confusione all’esterno.

Davvero dovremmo credere che nessuna amministrazione si è coordinata con l’associazione albergatori o chi altro per organizzare un servizio di pre-accoglienza e pre-registrazione all’esterno degli hub vaccinali?

Ci voleva molto per evitare la distribuzione di numeretti a mano? Ci voleva molto a realizzare una campagna di informazione per garantire un afflusso organizzato alle due strutture dedicate? Davvero pensiamo di essere una località moderna che non sa fare altro che mettere due sedie, qualche ombrellone e un paio di gazebo senza senso all’esterno dei due palazzetti dello sport? E questo dovrebbe essere il brand mondiale che invoca De Luca? Davvero dovremmo credere che in 64 giorni, prima al Presidio San Giovan Giuseppe e poi ai 2 palazzetti dello sport non siamo riusciti a predisporre una sedia per i nostri anziani e per i nostri fragili? Se non è una sconfitta questa, beh, diteci voi quale possa esserla!

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1 commento

  1. Per la serie Esopo news
    Purtroppo la realtà va ben oltre (in negativo) la possibile descrizione in termini giornalistici, seppure molto vibranti e sdegnati come sono espressi in questo articolo.
    Però, forse, una sola parola può rendere il concetto che si ricava dalla nefasta organizzazione locale di questa vicenda: inciviltà.

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