In fondo… alla piscina. C’è un grosso guaio: è tracimazione o caldaia rotta?

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Gaetano Di Meglio | Ischia comune dove lo sport per bambini e giovanissimi non ha diritto di cittadinanza. E’ questo il succo dello sfogo di Vincenzo Vins Di Costanzo. Che ci gira il post inviato al social del Comune, che però non è stato mai pubblicato. Per ovvie ragioni, evidentemente, di quelli che definisce «politicanti».

Il lettore esordisce con una domanda: «Quando sarà possibile portare i propri figli a fare un po’ di sano sport su quest’isola? Un campetto comunale magari con una pista di atletica e magari con un corridoi ciclabili per i bambini? Non esiste. Una piscina? Non esiste (per la verità esiste, ma è aperta “a singhiozzo”); di campetti per praticare un po’ di basket o pallavolo come sono stati realizzati sul lungomare di Pozzuoli non ne esistono. Vuoi pescare? Non puoi farlo se non hai il permesso per il Regno di Nessuno».

Quindi Di Costanzo prosegue indirizzando le sue giuste recriminazioni agli occupanti del palazzo di via Iasolino: «Scusatemi, vorrei sapere solo se l’assessore allo sport esiste e cosa fa. E a lei sindaco, è vero che ha già le varie grane del comune, ma cerchiamo di fare salire quest’isola dal punto di vista sportivo. I giovani ci sono, le promesse pure… Ho fatto sport a livelli alti nella mia carriera ma non ho mai visto una cittadina e dei bambini più rovinati di quelli di quest’isola, per non parlare delle inesistenti strutture e dei salti mortali che fanno alcuni ragazzi ed allenatori per poter fare sport. Potrebbero crescere tantissimo, lo sport ed i ragazzi, ma da quello che vedo tra lentezza e stantia voglia di fare è tutto fermo, allora si dia una mossa se un suo assessore o chi di per sé non è in grado… Gli dia un simbolico scoppolone dietro la testa e gli faccia rimboccare le maniche. Io vengo da una grande città ed ho sposato una meravigliosa donna isolana, ho due bambini stupendi che non posso fare crescere sportivamente perché, mi dicono, “qui non c’e la cultura dello sport”, ma io vi dico: qui non ci sono le strutture per fare sport. Manca l’organizzazione per fare sport. Mi rivolgo ai genitori di tutti i bambini, aprite le menti dei vostri figli: mens sana in corpore sano».

Un appello dunque anche agli stessi genitori, visto che la pratica sportiva serve a tutelare la salute dei loro figli. Il problema generalizzato evidenziato da Di Costanzo evidentemente non tocca gli amministratori ischitani. Le cui iniziative sono tutte finalizzate a salvaguardare interessi che con la pratica sportiva nulla hanno a che vedere. E dunque anche dello sport ci si ricorda solo quando può diventare utile alle strategie politiche del momento.

A questo grido di dolore, dopo giorni, si aggiunge un’altra protesta sempre nel merito della vicenda “piscina”. Questa volta è Gianluigi Grimaldi che, invece, scrive direttamente a Babbo Natale.

Un post che è diventato virale con oltre 190 “mi piace”.
“Letterina a Santa Claus. Caro Babbo Natale, è arrivato anche dicembre e dell’apertura della piscina ancora non se ne parla. È stata chiusa da giugno a settembre e i lavori giustamente iniziano ad ottobre. Per non parlare di quando fu chiusa 3 anni fa’ per fare le cose principali e sempre giustamente non hanno avuto il tempo di terminarli, ma in Italia ovviamente funziona tutto così, è la normalità delle cose. Non Ti ho mai chiesto un regalo, ma questa volta ne ho bisogno, anzi, ne abbiamo bisogno TUTTI, dai bimbi che tu ami tanto, agli anziani, per non parlare di coloro che utilizzano l’acqua come terapia: Hai tu il potere di far aprire la nostra amata piscina prima di Natale? Sarà il nostro più bel regalo sotto l’albero! Firma I cittadini di Ischia”

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