In bocca al cinghiale, viva il cinghiale | #4WD

Daily 4Ward di Davide Conte del 20 ottobre 2020

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Il rispetto degli animali, come quello dell’ambiente, non può e non dev’essere un’esclusiva di nessuno, né privati né associazioni. Dev’essere un sentimento diffuso e oggettivamente condiviso, ma senza per questo toccare livelli di inutile fanatismo e stupidità. E al tempo stesso, non deve ossessionare al punto da trascurare, e soprattutto prevaricare, il rispetto del prossimo.

La polemica sorta a Roma pochi giorni fa per l’abbattimento di un’intera famiglia di cinghiali presente in un parco giochi è il simbolo di una degenerazione sociale figlia del fanatismo di cui sopra. Sicuramente le modalità di esecuzione del provvedimento lasciano alquanto a desiderare, ma non è possibile protestare con forza all’insegna della morale animalista, ignorando o facendo finta di ignorare il gravissimo pericolo provocato alla collettività dallo scorrazzare indisturbato di questi ungulati in pieno centro cittadino. La loro ricerca del cibo, così come sta accadendo in particolare nella nostra capitale, li spinge a lunghi movimenti dalle campagne circostanti verso l’abitato, dove purtroppo negli ultimi anni la presenza di copiosi rifiuti organici lungo le strade rappresenta per loro un bottino ambitissimo. Ciò comporta il rischio enorme per un passante ignaro della giusta reazione da adottare, a sua volta, per proteggere sé stesso e, magari, il proprio bimbo nel passeggino dal possibile attacco di un animale spaesato; ma anche per qualcuno che, intento a curare il giardino, se ne ritrova un branchetto dentro casa da un momento all’altro. Senza dimenticare, peraltro, che ormai da due anni i principali viticoltori toscani denunciano l’inefficacia della legge 2016 sugli abbattimenti programmati dei cinghiali, che stanno letteralmente distruggendo, insieme ai caprioli, interi vigneti e annate produttive di assoluto pregio, mettendo in ginocchio il settore.

Come il lupo, non è che il cinghiale debba crepare a tutti i costi. Ma per favore… a tutto c’è un limite!

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