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In attesa del Piano speditivo: Casamicciola, in 1200 a rischio sfollamento

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Ancora attesa. Ancora controlli. Ancora verifiche. Ancora sopralluoghi. Quello che diciamo da giorni è tutto confermato, manca solo la firma sotto l’ordinanza della dottoressa Simonetta Calcaterra e poi si parte. Una firma che, più o meno, arriverà domani mattina.

Il piano speditivo illustrato dal prefetto Palomba ad Ischia si basa sullo studio di 1134 edifici, della loro staticità, della loro sicurezza e del contesto che li circonda. Di questi 1134, sono 600 quelli ritenuti più a rischio, sia per proprie deficienze o danni, sia perché nei pressi di potenziali pericoli.

La grande zona rossa che si sta disegnando, strada più strada meno, riguardare gran parte della zona bassa di Casamicciola, gran parte della alta del paese, quella già toccata dal sisma e una piccola coda che insegue e segue le cave e gli alvei che scendono giù.

Il tavolo del centro coordinamento soccorsi, il CCS (abbiamo imparato un altro acronimo) tenutosi tra Napoli e Casamicciola, sta vagliando tutti i dati in possesso e li sta incrociando anche con i rilievi più tecnologici che provengono dal sistema satellitare e dai voli eseguiti con i tecnici dell’INVG e i geologi arrivati ad Ischia con la collaborazione dell’albo nazionale.

Il piano speditivo, questo sconosciuto, come vi abbiamo già illustrato, servirà a dare delle regole per affrontare la prossima (e le prossime) allerte meteo che si verificheranno nei prossimi giorni e non solo quella prevista per sabato e domenica. Delle regole che si adatteranno al livello di allerta: alcune misure di prevenzione se l’allerta meteo sarà gialla ed altre, più severe, se sarà arancione.

In questo frangente, però, il CCS ha coordinato diversi hotel per accogliere per i potenziali 1300 sfollati in corrispondenza delle zone di rischio. Hotel scelti nelle vicinanze per rendere più agevole sia la logistica che la stessa esecuzione dell’allontanamento. Le forze dell’ordine presidieranno gli accessi alle aree sgomberate per evitare che si possano verificare sciacallaggi (come era già capitato durante il post terremoto).

A disposizione dei cittadini in difficoltà sono stati previste sia delle navette per chi non ha possibilità di movimento sia delle ambulanze per consentire lo spostamento anche dei più fragili e più anziani, con o senza la presenza di medico.

Una nave ancorata nel porto di Casamicciola, infine, sarà pronta ad ospitare quanti, pur non rientrando in questa grande zona rossa, non si sentono al sicuro nella propria abitazione e vogliono una sistemazione alternativa.

E’ giusto ricordarlo, questo piano, nei prossimi giorni sarà ridotto ancora dopo i controlli specifici e dopo l’osservazione degli eventi climatici e potrebbe rappresentare il primo vero, piano, protezione civile dell’isola d’Ischia. Uno strumento, che va sottolineato, che fino ad oggi nessuno aveva mai immaginato e che mette a tacere anche tutte le farneticazioni senili di chi è preso dalla copincollite e dall’invio massivo di PEC.

Nella mattinata di venerdì 2 dicembre, anche in vista di sabato, sarà diffusa una planimetria dettagliata e un preciso avviso pubblico con tutte le informazioni necessarie per affrontare questo primo sfollamento di messa dell’isola d’Ischia anche se limitato a Casamicciola Terme.

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