IL SALUTO SILENZIOSO. Lutto cittadino e funerali in piazza per Don Angelo Iacono

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Ida Trofa | È lutto cittadino a Serrara Fontana. Nella solitudine di Piazza Pietro Paolo Iacono, tra le sue montagne e i pini, sopra il mare di Sant Angelo, forse nel punto più alto e suggestivo della sua terra, si sono tenuti i funerali di Don Luigi Iacono. Il parroco della gente. Serrande abbassate e lutto cittadino, il paese saluta il pastore degli anni più intensi. Ieri, in rigoroso rispetto della normativa anticovid, si è tenuto, cosi, l’ultimo saluto di don Angelo, il Parroco della Chiesa di Santa Maria del Carmine risultato positivo al coronavirus agli inizi di questo novembre è morto mercoledì nel reparto Covid-19 dell’ospedale Anna Rizzoli.
Il rito è stato celebrato dal Vescovo Lagnese nella piazza di Serrara a partire dalle ore 15.00 con accesso contingentato. Una piazza comunque commossa, nel silenzio assordante e greve di un paese che offre l’ultima messa all’amato Padre. La salma è stata tumulata presso il Cimitero comunale di Serrara.

Il lutto cittadino proclamato dal sindaco
E’ stato il sindaco Rosario Caruso a disporre la proclamazione del lutto cittadino con l’ordinanza 65, dalle 14 del 19 novembre in concomitanza con le esequie. Nel merito i cittadini, i titolari di attività commerciali, le organizzazioni politiche, sociali e produttive e le associazioni sono state invitate ad esprimere la loro partecipazione al lutto mediante la sospensione delle attività. La bandiera, esposta a mezz’asta nella sede comunale.

Arrivederci Don Angelo: “Fino all’ultimo ha svolto il suo ministero“
Don Angelo ha lasciato, così, sola e senza guida spirituale la sua comunità. Quella comunità che aveva sostenuto ed ascoltato per tutta la sua esistenza, mantenendo la figura di faro spirituale anche dopo l’ultima messa celebrata nei panni di parroco poche ore prima di essere ricoverato, poco prima di entrare nel tunnel della morte.
“Fino all’ultimo ha svolto il suo ministero: benché già debilitato fisicamente non ha smesso di celebrare e visitare i malati portando loro il conforto dei sacramenti” ha ricordato il Vescovo di Ischia, Mons. Pietro Lagnese.

Nato a Serrara Fontana il 15 novembre 1938, don Angelo era stato ordinato sacerdote il 12 luglio 1964. Aveva conseguito la licenza in Teologia. La vita di Don Angelo si è conclusa d’improvviso, quando ancora le energie e la voglia di essere pastore lo portavano a predicare ovunque, nonostante la sua bella età, l’esperienza e gli affanni della vita. Il cammino terreno di questo sacerdote si è interrotto in un insolito mercoledì mattina, presso il nosocomio dove era stato ricoverato da qualche giorno per aver contratto il coronavirus. Tutto è accaduto quando il clima mite e le giornate che riportano ad altre stagioni non faceva presagire nulla di terribile, eppure, quel cielo terso e la bellezza dei giorni sono stati sfregiati ed ristatti dalle notizie drammatiche e terribili, dalla morte e dal dolore.

Dopo 44 anni di sacerdozio, un addio commosso all’uomo, l’amico, il sacerdote umile e generoso, figlio del popolo, andatosene cosi da solo e smarrito in un letto d’ospedale, è stato ancora nella profonda solitudine, immerso nella bellezza della sua terra, nel punto più alto dell’isola d’Ischia. Solo la parola di Dio e la sua grande fede ad accompagnarlo oltre. Con quest’uomo di spirito e di carattere sarà solo un arrivederci nei ricordi e nei momenti che accompagneranno quanti ha ora avuto l’onore e la fortuna di conoscerlo.
Nel clima di restrizioni la commozione degli isolani si è espressa soprattutto via social e non sono mancate, ovviamente, neppure le speculazioni politiche.

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