Il saluto e la promessa di Caruso: “mi farò promotore per l’intitolazione di un’opera pubblica in memoria di Don Angelo Iacono”

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Una celebrazione commovente e molto emozionante, con il feretro posizionato al centro della piazza di Serrara Fontana e il clero della Diocesi di Ischia a rendere omaggio, con i pochi fedeli cui era concesso di essere presenti, a Don Angelo Iacono, parroco da sempre di Serrara Fontana e tanto amato da tutti, non solo dai suoi parrocchiani.

Scrive il sindaco di Serrara Fontana, Rosario Caruso: “Il mio saluto a Don Angelo Iacono e una promessa: mi farò promotore per l’intitolazione di un’opera pubblica in tua memoria affinchè il tuo nome resti sempre vivo nella comunità e nelle future generazioni.

Caro Don Angelo,
oggi c’è il sole e non poteva che esserci per te che sei stato come il Sole per la tua comunità. Pochi giorni fa, il 16 novembre hai compiuto 82 anni. Una vita spesa per la Tua comunità parrocchiale, un territorio a cui tenevi tantissimo. Lo si capiva dalla luce che emanavano i tuoi occhi quando raccontavi di fatti storici del nostro paese, dei tempi della guerra, dei racconti dei tuoi nonni, di personaggi conosciuti e non, delle tradizioni contadine, delle sofferenze dovute alla povertà in un territorio che non aveva conosciuto ancora lo sviluppo turistico ed i suoi effetti benefici per l’intera Isola. Anche se sono stati tempi difficili ne parlavi con nostalgia.

Caro Don Angelo Ti ho spesso definito la memoria storica di Serrara e oggi sono convinto che con Te se ne va un pezzo grande ed importante dei ricordi di questo territorio.
Quanti di noi sono cresciuti con Te, sono diventati uomini, donne, padri e madri. Quanti ricordi affollano la mente. Il catechismo da ragazzino: con gli altri bambini ti aspettavamo in Piazza e quando ti vedevamo scendere, rigorosamente a piedi, ci avvicinavamo alla porta della Chiesa per entrare insieme.
Sulla porta Ti levavi il cappello, ci inginocchiavamo si diceva la preghiera tutti insieme e solo dopo si entrava. Guai a non rispettare questa regola. A maggio nel mese dedicato alla Madonna premiavi chi era venuto più spesso a messa e per noi era una gara, per me Gino e gli altri coetanei. Nella ricorrenza della settimana Santa ci portavi ad Ischia Ponte per la benedizione dell’olio Santo per noi era una festa partecipare con Te a quella celebrazione.
Da Te abbiamo ricevuto il sacramento della comunione, della cresima del matrimonio ed hai battezzato i nostri figli. Ci hai visto crescere e ci hai spronato ad impegnarci nella vita. Eri contento per ognuno di noi che dimostrava valore nel lavoro, nella professione, nello studio. Ci hai insegnato ad essere persone rispettose degli altri e cattolici che devono partecipare alle funzioni domenicali. Quante prediche ho ascoltato in cui esortavi i parrocchiani a partecipare alla messa domenicale, a volte rimproveravi proprio chi era mancato da tanto tempo e veniva in occasione di una celebrazione o di un sacramento. Su queste cose eri severo, a volte duro ma solo all’inizio.

Per i giovani di questo Paese hai speso sempre parole di incoraggiamento, eri contento quando si organizzavano eventi per il territorio e proprio Tu sei stato uno dei fautori della realizzazione della rappresentazione della Passione di Gesù prima in Chiesa e poi all’aperto. Quante volte durante l’inverno rientrando a casa dopo la messa serale ti fermavi ad ascoltarci divertito nella sala Lorenzo Fiore mentre facevamo le prove per la commedia natalizia.
Per i ragazzi del territorio sei stato sempre disponibile, come per l’asilo dato in locazione al Comune per un prezzo modestissimo perchè “è per i bambini” dicevi.
Era il 2002, credo, quando venni a chiederti di vendere il terreno della parrocchia per realizzare un campo per i giovani del Comune. La risposta fu subito affermativa e da lì che siamo partiti per poi acquistare altri fondi di terreno dove oggi sorge il Campo di calcetto. In quel luogo ho voluto mettere una targa, insieme con l’Amministrazione, per ricordare che quella struttura è stata realizzata dopo tanti decenni grazie alla disponibilità di persone come Don Angelo.

Come non ricordare i lavori di sistemazione della Chiesa parrocchiale fortemente voluti da Te. Come non riconoscerti il coraggio nell’affrontare un impegno gravoso ed il merito di aver realizzato un gioiello di architettura rupestre che tutti ammirano al Ciglio. Credo che quell’opera è uno dei doni più belli che hai fatto all’intera Isola ed alla Chiesa. È un Tuo merito e di chi ha collaborato con Te al Ciglio.
Come non ricordare il tuo essere sempre una persona trasparente e sulla quale poter contare. Da Te ho ricevuto solo bene e ho cercato sempre di ricambiare comportandomi con Te con la massima correttezza, rispetto e riconoscenza.
Grazie.
Grazie a nome mio, di tutta l’Amministrazione e di tutta la comunità di Serrara Fontana.
Grazie perché nonostante la Tua età e qualche acciacco hai continuato ad accudire spiritualmente la Tua comunità.

Pubblicamente voglio ringraziare anche Don Vincenzo parroco di Sant’Angelo con cui collaboravi con piacere per la Sua opera pastorale nonostante non sia più giovanissimo. Sono sicuro che Don Vincenzo oggi è molto addolorato.
Sono anche convinto che ora sei vicino a Don Vincenzo Avallone e a Don Pasquale Sferratore, vicini perché siete stati tre pilastri per le vostre comunità parrocchiali e non solo e non potete che continuare insieme la vostra missione nell’alto dei cieli.
Ci mancheranno tanto le poesie in dialetto serrarese recitate da Te in varie occasioni anche al termine di qualche funzione religiosa. Mancherai agli amici di Pontedera, Comune gemellato con Serrara Fontana, amici che accoglievi sempre con grande affetto, piacere e semplicità.
Ricorderò, ricorderemo sempre il Tuo sorriso, il Tuo alzare le spalle per dire” lascia stare” , i Tuoi pizzicotti, il Tuo girare per il Paese con la stuola bianca per dare la comunione agli ammalati, la Tua laboriosità nei campi, la Tua passione per le nostre tradizioni una fra tutte: fare il pane in casa, l’amore per i fiori, la devozione alla Madonna a San Vincenzo ed a San Ciro. Adesso che hai rincontrato i tuoi genitori, la tua adorata sorella Pierina e tuo fratello Antonio continua a vegliare sulla nostra comunità, sulla nostra Isola ed in particolare sulla Tua amata famiglia e su Tua nipote Lena a cui tenevi tanto.
Ciao Don Angelo.

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