sabato, Maggio 15, 2021

Il saltino. Paura delle dimissioni: Gianluca Trani passa in maggioranza come Antonio e Antonello. Da semplice consigliere comunale

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Gaetano Di Meglio | Termina la crisi politica di marzo del comune di Ischia. Gianluca Trani passa da “Ischia Cambia “ a “La Bella Ischia”. Enzo Ferrandino smette di essere consigliere comunale con la fascia e, come per magia, diventa sindaco.
Quello che avevamo raccontato nei giorni scorsi è stato un parto lungo. Un parto che, alla fine, ha provato a salvare un po’ la faccia.
Un saltino della quaglia, quello del gruppo “per Ischia” che ci offre un triplo punto di vista.
Il primo è quello del sindaco di Ischia che festeggia l’ingresso in squadra di altre 3 consiglieri.

«Ringrazio i consiglieri Giustina Mattera, Gianluca Trani, Ciro Cenatiempo, – scrive Enzo Ferrandno – i quali hanno risposto concretamente al nuovo progetto politico “Rilanciamo Ischia”. Abbiamo condiviso e approfondito i punti programmatici mettendo insieme le idee e i progetti per il rilancio del nostro territorio. Un progetto che non ha come orizzonte il termine della consiliatura bensì un programma di lungo periodo. Saremo chiamati a prendere decisioni determinanti per gli anni futuri ed è giusto farlo anche con un modo nuovo di intendere la politica, mettendo al primo posto il bene comune e mettendo da parte l’interesse politico. Mi piace sottolineare – continua Ferrandino – che il programma sottoscritto oggi (ieri, ndr) non prevede nessun cambiamento del quadro amministrativo contrariamente a quanto raccontato in maniera prematura negli ultimi giorni. Con i tre consiglieri, che da oggi entrano a far parte della maggioranza, ci siamo stretti la mano dopo aver parlato di opere pubbliche, transizione ecologica, supporto al settore turistico, sostegni alle attività economiche locali, sostegno ai lavoratori e alle famiglie, scuola, sanità, trasporti, giustizia, politiche sociali. Buon lavoro, c’è tanto da fare!»
Il sindaco prova a distrarre i più teneri in quanto a politica (la maggior parte di quelli che frequentano i social) e chi non segue, da vicino, i giochi del poter.

Con stile, dobbiamo dire, Enzo Ferrandino maschera bene la volontà di Gianluca Trani di non dimettersi da consigliere comunale.
Il “combinato disposto” di Enzo Ferrandino “nessun cambiamento del quadro amministrativo” e “entrano a far parte della maggioranza” si traduce in breve.

E passiamo al secondo punto di vista.
Gianluca Trani non si fida, fino in fondo, di Enzo Ferrandino. Il candidato sindaco sconfitto non si è dimesso da consigliere comunale così da conservare il posto in consiglio comunale e non trovarsi spalle al muro quando le condizioni potrebbero precipitare ed essere legato alla nomina sindacale. La storia di Giosi Ferrandino e Luigi Telese, almeno nel suo epilogo, dovrebbe venire in mente ai più distratti. In questo modo, Trani conserva il “potere” della mano alzata in consiglio comunale e, contemporaneamente, si siede al tavolo della maggioranza. Ai più teneri va ricordato che non serve avere un assessore o una delega per esercitare politica. Per la gestione della Genesis o dei tributi o, ad esempio, il ritorno in auge di Ciro Cenatiempo a Ischia Servizi non serve nessuna dimissione, basta stare in maggioranza. Poi sarà bravura del consigliere farsi valere. Già, valere è un parolone…

E il terzo motivo? Il terzo motivo è chiaro: definiti i confini dello scambio, Gianluca prova a salvare la faccia con il suo elettorato. Un tiepido tentativo. Una pezza a colori. Si, una pezza a colori. Gianluca, senza le dimissioni, potrà dire di avere solo accettato l’apertura di Enzo Ferrandino e non di aver tradito il mandato elettorale. Dovrebbe suonare più o meno così: “Enzo non aveva i numeri, ma io non sono come Antonello Sorrentino o Antonio Mazzella, gli ho solo detto che gli voto tutto in consiglio comunale. Teneva bisogno di me. Vedi che non mi sono dimesso?”. In verità, però, il terzo motivo è figlio di un’altra esigenza. Un’esigenza più politica. Le dimissioni di Gianluca Trani ora sono troppo premature. Dimettersi ora, infatti, significa convocare il consiglio comunale entro i prossimi 10 giorni per la surroga con Ciro Ferrandino. 10 o 20 giorni che siano, però, sono troppo pochi per far digerire il boccone amaro al resto della maggioranza. Avrebbe consentito un’occasione mediatica che, invece, ora non si vuole.
Nella sostanza non cambia niente. Sono passati in maggioranza, questo conta e lo sanno tutti.

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