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Il ricordo della Preside Morgera-Matarese. Ida Matarese: “Cara nonna, non ti ho mai conosciuta, ma ti scrivo”

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Molto intesa e toccante, la lettera che Ida Matarese, nipote della Preside, ha scritto indirizzandola alla nonna che non ha mai avuto modo di conoscere. Una lettera che è stata letta durante la celebrazione del ricordo nel trentennale della scomparsa della preside, il 29 dicembre 2021.

“Cara nonna, non ti ho mai conosciuta, ma ti scrivo. Oggi è un giorno importante, in cui forse sentiamo tutti la tua presenza un po’ più vicina. Sembra quasi che tu sia seduta qui con noi, ad osservarmi in questo momento, col tuo sguardo benevolo mentre leggo queste righe. Ma cosa si può scrivere a qualcuno che non si è mai conosciuto? Forse potrei partire proprio da questo: il grande rammarico di non averti incontrata. Immagino spesso come avrebbero potuto essere le nostre giornate assieme. Forse da bambina avresti giocato con me, avremmo fatto tante passeggiate, mi avresti insegnato tante cose. Pian piano, crescendo, mi avresti dato tanti, importanti e preziosi consigli di vita, di cui avrei fatto tesoro.

Immagino spesso la tua figura in casa, magari vicino ai fornelli (eh sì, nonostante la tua vita professionale, mi hanno sempre raccontato di tutte le tue prelibatezze); ti immagino dietro la scrivania dello studio; ti immagino a prenderti cura del mio papà, oppure seduta in giardino, in un giorno d’estate, accanto a nonno Michele. Gli sei mancata tanto, sai? Avevo solo quattro anni quando anche lui ci ha lasciato, forse all’epoca ero troppo piccola per comprendere cosa fosse la malinconia, ma gli occhi del nonno li ricordo ancora e parlavano chiaro. Anche se quando era con me appariva più sereno, da buon lupo di mare senza di te era un comandante con la sua grande nave, ma senza un mare da navigare.

Cara nonna, non ti ho conosciuta personalmente, non so com’era il suono della tua voce e il tono della tua risata; non conosco il tuo profumo e non so quale sia stato il tuo libro preferito; non ho conosciuto di persona la dolcezza del tuo sguardo, che ho potuto solamente vedere in qualche fotografia ormai un po’ sbiadita. Non ho saputo quanto poteva essere rassicurante un tuo abbraccio e morbida una tua carezza.

Mi mancheranno sempre queste cose, ma al tempo stesso so che tra noi ci sarà sempre un legame indissolubile e so che, in un certo senso, qualcosa di te l’ho conosciuta.

Ogni qual volta mi ritrovo a chiacchierare con qualche amico di famiglia o qualche conoscente, sento spesso ripetere una semplice ma significativa frase: porti il nome di tua nonna. Sai che è stata la mia preside? E in quei momenti, quando vedo i loro occhi sorridere e vi leggo tutta la stima e l’affetto che traspaiono quando parlano della tua persona, mi sento davvero orgogliosa. Li ascolto parlare di te, della tua cordialità, di come eri in grado, nella vita di tutti i giorni così come dietro una scrivania, di mettere tutti a proprio agio, di come la tua presenza infondesse tranquillità e sicurezza, nonostante il ruolo che ricoprivi. Insomma, un perfetto connubio di gentilezza d’animo ed umiltà, oltre che di innata eleganza, come mi raccontano tutti.

E’ straordinario come tutti ti ricordino con tanta ammirazione e questo non fa altro che accrescere, da un lato, il rammarico di non averti conosciuta, dall’altro il grande orgoglio di essere tua nipote ed avere un filo invisibile che mi lega a te.

Sai nonna, anche io studio lettere, proprio come hai fatto tu e mi piace pensare che sia stata propri tu, in qualche modo forse a noi incomprensibile, a trasmettermi questa passione e ad avermi aiutata a trovare la mia strada, dopo tanti dubbi e insicurezze. E’ qualcosa di difficile da spiegare, ma sento che in questo percorso che ho intrapreso c’è la tua presenza che mi guida.

Può mancare qualcosa che non si è mai avuta? Si può provare nostalgia per una persona, di cui si è tanto sentito parlare, ma che non si è mai conosciuta dal vivo?

Io credo di sì, perché è quello che sto vivendo costantemente in questi giorni e che mi sono ritrovata a provare quando mi capitava di pensare a te. Cara nonna, o meglio, “gran mammà”, come si era soliti dire in famiglia, non smetterò mai di stupirmi di tutte le cose belle che mi raccontano della tua figura.

Forse in questa giornata, così importante per noi, ne scoprirò tante altre, che mi permetteranno di avvicinarmi ancora di più a te. E chissà che tu, da lassù, non ci stia già sorridendo dolcemente.”

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