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Il Ricordo. Ciao Professore Michele D’Arco

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Sandra Malatesta | Quando molto giovane arrivai a insegnare alla Scuola media Scotti trovai ad accogliermi prima Michele D’arco e subito dopo la Preside Anna Baldino con la quale ebbi un rapporto affettuoso e che mi insegnò tante cose. Michele era un prof di educazione tecnica, ma era soprattutto un uomo che amava organizzare tutto affinché la scuola funzionasse bene.La mattina era il primo ad arrivare.

Magro, sempre ben vestito, amava camminare a piedi, almeno negli anni fine settanta inizio ottanta. Prendeva subito dalla segreteria gli assenti e si metteva all’opera per le sostituzioni. Quello che ricordo con affetto erano i modi gentili di chiedere. Si avvicinava piano e quasi come chi sa che deve chiedere un piccolo sacrificio diceva: “Sandra potresti sostituire in quella classe per un’ora, sai è scoperta il prof è malato”

Non gli si poteva dire di no, anche perché poi lui cercava di distribuire bene le sostituzioni. Michele amava i suoi alunni e cercava sempre di capire per dare una mano.Una volta gli chiesi di un alunno che non voleva fare niente e non sapevo come coinvolgerlo e lui: “Sandra ha tanti problemi familiari facciamogli prendere la terza media così va a lavorare e aiuta a casa, inutile bocciarlo due o tre volte, tanto dopo non continuerà gli studi”. A quel tempo l’obbligo scolastico era fino a 14 anni e io capii che tanti ragazzi avrebbero voluto lavorare e li aiuta a uscire in tempo dalle medie. Michele è stato amato e rispettato da tutti noi colleghi e la mia ultima Preside Prof. Lucia Monti lo riteneva il suo braccio destro e so che oggi sarà tanto addolorata come i colleghi di quella scuola che abbiamo amato Quando andò in pensione si commosse per la festa che gli organizzammo e per la filastrocca che gli scrissi (come facevo con tutti i colleghi).

Mi venne vicino sempre con quel modo riservato e con gli occhi lucidi mi diede la mano stringendola forte. Questo è mio ultimo ricordo di Michele D’arco e ora vorrei tanto che stesse in pace perché lui era un credente e praticante e uomo di grande fede. Mi unisco al dolore dei due figli e delle loro famiglie e so che Michele ha vissuto una vita piena di tante passioni. Sono vicina anche al suo amico fraterno Giovanni Sorrentino che per anni ha condiviso con lui un gran pezzo delle loro vite.

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