Il Regina Isabella è Covid free, 45 tamponi negativi

Dopo il caso della cameriera positiva

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Sono stati giorni complicati e difficili quelli che hanno visto protagonista Giancarlo Carriero e i lavoratori dell’albergo della Regina Isabella che, dopo la positività di una dipendente, ha messo in atto una vera e propria “task force” privata per l’individuazione del contagio.

Nei giorni scorsi, infatti, dai tamponi eseguiti in merito ai contagi, uno dei casi positivi era riferito ad una cameriera dell’hotel di Lacco Ameno. Dopo la comunicazione dell’ASL e del Comune, però, la struttura turistica ha posto in essere tutto quanto previsto dalle recenti ordinanze di contrasto al contagio.
Rintracciato un laboratorio privato autorizzato, è subito partita una campagna a tappeto che ha portato allo screening di ben 45 tamponi realizzati in due giorni. Tutti hanno dato esito negativo! L’albergo è dunque Covid free.

Oltre ai lavoratori che hanno avuto contatto con la cameriera trovata positiva, l’hotel si è fatto carico di eseguire i tamponi anche a diversi vicini della donna. Il risultato negativo per tutti gli esami lascia un solo interrogativo sul come la donna si possa essere contagiata. Al momento, però, oltre ad augurarle una veloce guarigione, c’è da tirare un sospiro di sollievo.

Nessun sardo. Nei giorni scorsi, nel merito di questo contagio, si erano diffuse diverse voci. Tra le tante, l’aver ospitato turisti sardi. Dalla direzione della struttura hanno assicurato di non aver avuto clienti provenienti dall’isola divenuta focolaio e, per una maggiore trasparenza, hanno fatto sapere che durante il mese di agosto, effettivamente, alcuni clienti avevano dichiarato di aver trascorso qualche giorno in Sardegna prima di venire ad Ischia.

Circostanza che ha spinto la direzione a sottoporre a tampone alcuni addetti che erano stati in contatto con questi clienti. Anche qui, esito negativo per tutti.
Certamente una buona pratica che ci rende tutti un po’ orgogliosi e che dovrebbe essere seguita da tutte le strutture ricettive. Se si fossero attesi i tempi biblici della sanità pubblica per gli esiti dei tamponi, timori e preoccupazioni sarebbero durati a lungo. Altro che due giorni! Invece il privato ha deciso di fare da sé.

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