Il presidente dell’Assoforense chiama a raccolta i vertici dell’avvocatura napoletana

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Paolo Mosè | E quasi come un presagio, il presidente uscente dell’Assoforense ha chiesto e l’intervento del consiglio nazionale dell’avvocatura e di quello napoletano per sottolineare per l’ennesima volta che con questo andazzo non si va lontano. Si dice sostanzialmente che la giustizia ad Ischia sta diventando qualcosa di effimero, che soprattutto non interessa a nessuno.

Ci sono migliaia di sentenza che attendono invano un funzionario di cancelleria per la registrazione e che interessano migliaia di cittadini che si erano rivolti speranzosi al giudice affinché risolvesse un contenzioso, condannasse chi avesse sbagliato. In molti casi le sentenze ci sono e come, ma queste sono di fatto relegate in una cassaforte, perché prima che vengano messe in esecuzione la legge impone la loro pubblicazione. E questo può avvenire soltanto se vi è la presenza di un cancelliere, o megli odi un funzionario che abbia i titoli per svolgere queste funzioni.

Francesco Cellammare fa una radiografia molto pessimistica della situazione e non potrebbe fare altrimenti. Trovandosi di fronte a dati di fatto inoppugnabili che danno l’esatta descrizione dei giudici presenti, ma soprattutto di quelli assenti in tutti quei settori che competono ad una sezione distaccata. Non tralasciando poi di affrontare il nodo del personale di Cancelleria e qui la situazione diventa realmente drammatica, insostenibile.

Perché con il passare degli anni molti sono andati in pensione e non sostituiti e così come per coloro che sono stati trasferiti. Nella premessa il presidente dell’Assoforense pone all’attenzione dei vertici dell’avvocatura ciò che realmente esiste in questo ufficio, con danni rilevanti alla cittadinanza, che non riceve mai alcuna risposta rivolgendosi alla giustizia.

Ed un ruolo particolare di evidente agonia si appalesa nel Giudice di Pace: «La drammatica condizione in cui è ormai stata ridotta l’amministrazione della Giustizia ad Ischia e che è ahimè sotto gli occhi di tutti sebbene ignorata o sottovalutata da chi dovrebbe farvi fronte, è un problema non solo Ischitano ma che involge l’intera prestigiosa Avvocatura Partenopea frustrata e mortificata poiché impossibilitata a svolgere il proprio Ruolo sociale e a tutelare i Diritti dei Cittadini vedendosi del tutto impotente dinanzi alle immani disfunzioni della Sezione Distaccata e del Giudice di Pace di Ischia, per carenza di magistrati e di personale amministrativo (nonostante i dati macroscopici di pendenze annue ed il rilevantissimo incasso per l’erario, al Giudice di Pace manca il quarto giudice ed il funzionario da più di due anni ed alla Sezione Distaccata manca almeno un Togato ed un GOT nel settore Civile ove è in servizio solo un assistente giudiziario di nuova nomina oltre alla Dirigente di Cancelleria, sicché i processi in ambo gli Uffici Giudiziari vengono continuamente rinviati e non introitati in decisione, mentre nel settore Penale, dove operavano due Togati, si è passati all’applicazione di un Togato ed un GOT, fino al mese di luglio di quest’anno, quando l’arresto dell’unico Togato, Dott. Alberto Capuano, e la sua sostituzione con la Dott.ssa Montesarchio per un sol giorno di udienza settimanale ha di fatto determinato una vera e propria stasi delle attività giudiziarie ed il concreto rischio di prescrizione di numerosi reati)».

LA BORDATA
Quando l’avv. Cellammare ha scritto questo appello non era a conoscenza degli ultimi risvolti dell’applicazione della Montesarchio in appello e di ciò che si prospetta in futuro nel penale, perché quasi certamente la sua reazione sarebbe stata ancora più dura verso chi nulla fa e resta sistematicamente alla finestra in attesa di eventi che non arriveranno mai. Ma qualche bordata la rifila lo stesso: «E’ giunta l’ora di levare alto lo sdegno ed il nostro grido di protesta affinché raggiunga coloro che sinora non hanno inteso udirlo».

E nell’ultimo capoverso di questo accorato appello il presidente uscente dell’Assoforense chiede al consiglio di Napoli una reazione la più forte possibile, che tenda a richiamare l’interesse dell’opinione pubblica, perché solo in questo modo qualcosa in questo Paese si smuove.

Ricordando tra l’altro che una delle funzionarie che avrebbe dovuto trasferirsi una o due volte a settimana ad Ischia, guarda caso non arriverà certamente per tutte questioni legate sicuramente a doversi alzare all’alba per raggiungere l’isola con tutte le difficoltà legate ad un moto ondoso non sempre clemente, che fa fuggire letteralmente a gambe levate a chi viene imposto di raggiungere il nuovo posto di lavoro sull’isola: «L’Avvocatura Ischitana, pertanto, invoca l’intervento autorevole dell’Ecc.mo Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, per una celere e definitiva risoluzione delle problematiche su evidenziate, ed in particolare, con estrema urgenza, per l’immediata assegnazione di un Funzionario all’ufficio del Giudice di Pace di Ischia, ove alla revoca dell’applicazione dalla Presidenza della Corte d’Appello della funzionaria Savino Rosaria, che avrebbe dovuto prendervi servizio per un mese a decorrere dal 9 settembre scorso, non ha fatto seguito la nomina ed applicazione di altro funzionario ad opera della Presidenza del Tribunale, onde porre rimedio ad una situazione di completa paralisi dello stesso ed al gravissimo nocumento derivatone agli Avvocati ed ai Cittadini».

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