Il presidente del Tribunale ordina la trattazione dei processi dinanzi al Giudice di Pace

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Paolo Mosè

Il presidente del Tribunale di Napoli Elisabetta Garzo ha emanato un nuovo decreto per disciplinare soprattutto i processi dinanzi al Giudice di Pace. Che interessa direttamente la sezione distaccata di Ischia. Per ridare funzionalità alla struttura, che è ferma da quando è esplosa l’emergenza sanitaria. Mentre per gli altri settori della giustizia i vertici hanno stabilito di procedere sostanzialmente a quei processi ove vi sono detenuti, prime udienze e discussioni per quanto riguarda il penale. Mentre per il civile si è scelta la strada della trasmissione telematica da parte dei difensori delle parti in causa, per evitare il più possibile i contatti nelle aule di udienza e in particolare con le cancellerie.

Per il Giudice di Pace c’è un decreto emanato dal presidente della Corte di Appello che ha stabilito comunque che fino a 4 giugno non vi sarà alcuna attività, mentre quello del presidente del tribunale va nella direzione di accorciare i tempi. Per i giudici della sede centrale il presidente ha stabilito che dovranno trattare da sei a un massimo di otto procedimenti ciascuno, mentre per quelli di Ischia il discorso appare diverso. Nella sostanza.

Questa scelta è dettata da una circostanza ormai da tutti conosciuta e che riguarda questo benedetto coronavirus. Sul punto il presidente Garzo scrive: «Ritenuto che le misure protettive della possibile diffusione del contagio da coronavirus individuate debbono valere a far data dal 12 maggio 2020 e fino al 30 giugno 2020 fermo restando la possibile modifica (anche nei termini di durata) tenuto conto dell’evoluzione della diffusione del contagio e degli eventuali ulteriori provvedimenti delle autorità competenti».

Ed ancora: «Ritenuta la opportunità, al fine di consentire la trattazione fisica di un maggior numero di procedimenti ed evitare accumularsi di arretrato, che venga proposta una temporanea variazione tabellare dell’ufficio del Giudice di Pace a tenere una terza udienza settimanale fino alla data del 31 ottobre 2020; ritenuta la opportunità, nel medio periodo, al fine di limitare assembramenti nell’edificio e di aumentare il livello di sicurezza per gli utenti e per chi vi lavora stabilmente, di emanare le idonee misure organizzative…».

LE DISPOSIZIONI PER LE ISOLE

Il tribunale di Napoli, nella sua sede centrale, ha una problematica molto complessa non solo per la grandezza della struttura e per i molteplici varchi di ingresso, ma soprattutto per coloro che vi operano, che sono alcune migliaia, e di coloro che hanno necessità di accesso. L’ufficio del Giudice di Pace ha poi delle diramazioni esterne che comprendono Barra nonché le tre isole del Golfo, Ischia, Capri e Procida.

Tutte quelle disposizioni che sono emanate nel decreto hanno una validità per gli uffici distaccati, in quanto la procedura deve essere identica, così come la trattazione dei processi, sia per quanto riguarda la massa più consistente del civile, che per il settore penale. Sul punto le disposizioni impartite dal presidente Elisabetta Garzo sono abbastanza chiare ed inequivocabili nella parte in cui si legge: «Le disposizioni elencate varranno altresì per gli uffici del Giudice di Pace di Ischia, Capri e Procida con le seguenti precisazioni derivanti dalla circostanza che nei predetti uffici non è previsto il doppio turno di udienza (cosa che si avvererà presso la sede centrale consentendo l’alternanza dei giudici, ndr) né la compresenza di magistrati nella stessa aula di udienza: ciascun giudice di pace tratterà fisicamente un numero massimo di 16 procedimenti; le due fasce orarie saranno una tra le 9.00 e le ore 11.00 e la seconda tra le ore 11.00 e le ore 13.00 ed in ciascuna fascia potranno essere trattati 8 procedimenti».

Questo per quanto riguarda espressamente i procedimenti di natura civile. C’è un’altra disposizione, invece, per i procedimenti penali dinanzi ai giudici di pace di Ischia, Capri e Procida. Per la nostra realtà il presidente del tribunale si è più a lungo soffermato: «Quanto al Giudice di Pace di Ischia, verranno trattati al massimo n. 10 processi ad udienza e segnatamente procedimenti di cosiddetta “pronta definizione” quali ad esempio quelli aventi ad oggetto reati perseguibili a querela in cui, a seguito del tentativo di conciliazione, sia stata già presentata ovvero, sia ragionevolmente prevedibile, la remissione della querela stessa, ovvero casi di ricorso immediato, come prescrive la legge, ovvero quei procedimenti in cui il rinvio sia stato effettuato per la sola discussione».

Difficilmente presso la sezione distaccata di Ischia vi saranno processi per i quali è previsto solo l’intervento delle parti per le conclusioni e potrebbero definirsi nella udienza stessa fissata. Mentre resta in piedi tutto l’altro aspetto della questione riguardante la sicurezza ed ogni giudice dovrà valutare la necessità o meno di poter celebrare ogni attività che sia in correlazione alle disposizioni sanitarie. Anche perché, come abbiamo scritto nei servizi precedenti, vi è una situazione legata alla presenza di personale di cancelleria che ora si alterna nel recepimento degli atti che gli avvocati intendono depositare. Gli avvocati, dall’altro, manifestano estrema preoccupazione su come svolgere in questo periodo le attività dibattimentali. E ciò anche in correlazione ai dibattimenti che dovranno svolgersi dinanzi al giudice penale e civile del tribunale. Finora, infatti, nulla è stato fatto proprio in considerazione della volontà stessa dei giudici, che preferiscono allo stato discutere nella massima sicurezza quei processi non rinviabili ed urgenti. Per il penale i dibattimenti che sono stati fissati valgono solo per imputati detenuti o per quei processi che sono in una fase ultimativa e che hanno necessità di essere portati a compimento anche in relazione alla gravità del reato e per l’incombenza della prescrizione.

E’ comunque un rompicapo e alla fine si tratterà poco o nulla, soltanto quelle attività inderogabili che la legge prescrive e che vengono delineate dalle disposizioni che sono state emanate nella massima urgenza dai presidenti della Corte di Appello e del Tribunale di Napoli.

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