sabato, Maggio 15, 2021

Il presepe dantesco di Angela Barnaba

In primo piano

Le festività natalizie sono appena terminate. Ed è iniziato da pochi giorni l’anno dantesco. Precisamente: il settimo centenario della morte di Dante Alighieri (1321-2021).

E, con esso, le celebrazioni dantesche che contrassegneranno l’intero anno in Italia e nel mondo. Anche Ischia c’è! In particolare, Angela Barnaba – autrice di tre importanti bestsellers poetici (“Sospesi tra infiniti”, “Il vento delle cose” e “Deserto di fanfare”), presente nell’Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei – ha deciso di allestire, nel mese di dicembre, un magnifico presepe ispirato all’immortale figura dell’autore della “Divina Commedia”.

“Ogni anno realizzo il presepe – ha dichiarato Angela Barnaba – perché si tratta di una tradizione importantissima, capace di metterci in contatto con il Mistero dell’Incarnazione del Verbo. E di farci guardare al mondo con gli occhi stupiti del bambino, del “fanciullino” pascoliano…  Quest’anno ho voluto caratterizzarlo – oltre che con molti pastori e manufatti in movimento (lo scultore, la stiratrice, il calzolaio, il formaggiaio e una serie di mulini, fontane, cascate, etc.), che mi sono procurata nelle notissime botteghe della magica strada partenopea di San Gregorio Armeno – sotto il segno di Dante, di cui ricorre quest’anno il settimo centenario della morte. Sono molto legata all’opera dell’Alighieri, uno degli apici della letteratura non solo italiana, ma mondiale. La levatura artistica e morale di Dante gli ha consentito di forgiare un universo testuale – quello della “Commedia” – in cui i lettori di ogni tempo possono ritrovarsi e crescere… in umanità! Così, pensando all’occasione del centenario, ho deciso di porre proprio vicino alla Grotta, in contemplante adorazione della Natività, il pastore rappresentante Dante, che mi ero precedentemente procurata in Toscana, precisamente presso il Museo Civico del Palazzo Comunale di San Gimignano: una delle sale dello splendido Palazzo è, per l’appunto, la “Sala Dante”, denominazione – questa – posta a ricordo della visita che il poeta fiorentino effettuò a San Gimignano nel 1299 in qualità di ambasciatore della lega guelfa. Spero che il mio Presepe Dantesco possa essere per tutti motivo di riflessione e accrescimento culturale e umano…”. Le foto e i video del Presepe Dantesco hanno fatto il giro del web. Moltissimi gli apprezzamenti per l’incanto di un presepe in cui, anche al di là della presenza esplicita di Dante, si respira un’aria infinitamente “poetica”: l’Avv. Nicola De Siano l’ha definito non a caso “il Presepe Poetico”. Anche il compositore Maestro Luca Iacono ha utilizzato un lessico similare: “Che meraviglia… Semplicemente poetico!”. Francesco Caldarelli, napoletano doc impegnato nel sociale e nella divulgazione di contenuti spirituali, ha scritto: “Si nota nei dettagli un clima relazionale di significato personale, divino, artistico, lì dove il Divin Bambino fa breccia in pienezza nel Corpo Mistico”. La Prof.ssa Rosa Elisa Giangoia, scrittrice genovese, redattrice della rivista letteraria internazionale “Xenia” e raffinata prefatrice del “Deserto di fanfare”, non ha mancato di far pervenire a Barnaba le sue congratulazioni per i meravigliosi risultati conseguiti, sottolineando “la magia del presepe napoletano”. La Maestra Nella Colella ha voluto definirlo “un capolavoro”, evidenziando come sia rimasta senza parole di fronte al “frutto – immagino – di un lungo e accurato lavoro”. L’estrema “originalità” e la preziosità dell’idea è stata messa in risalto dalla Dott.ssa Mariaserena Conte, che ha inteso anche sottolineare la poliedricità artistica di Barnaba e ringraziare per la condivisione “social” del video: “Grazie per avermi fatto viaggiare in un presepe così pieno di vita!”. Anche il soprano Nunzia Ferrandino ha speso parole assai significative: “Un presepe molto ricco, popolato di personaggi piuttosto che di colori: Divino ed umano si incontrano. Avviene l’admirabile Commercium! Grazie, Angela Barnaba, che arricchisci la nostra isola con le tue proposte culturali. Siamo fortunati ad averti!”. La Dott.ssa Marialuisa Mazzella ha elogiato Barnaba non solo per la realizzazione del presepe in sé, ma anche, in un’ottica più vasta, “per aver reso ancora viva la tradizione del presepe, che purtroppo negli ultimi anni si sta perdendo”. Molto pertinente, inoltre, il giudizio di Ilio Barontini, Maestro presso il Conservatorio “Mascagni” di Livorno, che ha evidenziato la qualità icastica, pittorica della realizzazione presepiale di Barnaba: “Non sono semplicemente foto e video di un presepe: questi sono quadri! Autentici quadri: quadri di straordinaria, infinita bellezza!”. Similmente, la Maestra Giusy Ruggiero ha messo in risalto le cangianti qualità cromatiche del Presepe Dantesco, che – a suo avviso – ispira nel suo complesso un sentimento di “allegria”. La giornalista Lucia Manna non ha mancato poi di sottolineare il talento artistico di Barnaba, “straordinaria” sia in quanto “poeta” che in quanto “scenografa”. La dimensione emozionale del presepe (“la capacità” di Barnaba “di farci vivere sempre un’emozione”) è stata ben enfatizzata da Francesco Cenatiempo, che ha confessato di non stancarsi mai di vedere e rivedere il video postato anche su Youtube. La Prof.ssa Carla Molinari, dell’Università di Firenze, autrice – tra l’altro – di importantissime pubblicazioni dantesche, si è sinceramente congratulata “per lo splendido presepe, già sbilanciato verso il 2021, anno dantesco”. Carico di empatia il commento dell’attrice Teresa Sasso: “Mi sono commossa nel vedere le immagini: il presepe rappresenta una rinascita e in quest’anno particolare rappresenta anche una speranza!”. La Preside Angela Procaccini, notevolissima scrittrice e autrice, tra l’altro, di una straordinaria recensione del “Deserto di fanfare”, ha ribadito l’importanza dell’opera presepiale: “È un capolavoro! Angela Barnaba è una grande artista, oltre che poeta”. Carmen Amabiletti ha giustamente sottolineato l’importanza dei dettagli: “Non ho mai visto un presepe così curato nei dettagli!”. La componente di un importante Coro toscano di musica sacra, Alfonsa Vella, ha definito l’opera “geniale”: “Non ho parole, è un’opera imponente anche nel senso della ricerca storica e dei materiali!”. Insomma, il Presepe Dantesco di Angela Barnaba ha riscosso davvero un grande successo presso gli esperti conoscitori dell’antichissima arte presepiale e gli esponenti della cultura più aggiornata. Ovviamente non possiamo registrare qui, per motivi di spazio, tutte le importanti reazioni di apprezzamento e sostegno all’opera dantesca. Chiudiamo con le belle parole di Giusi Gulisano, che ha voluto citare, attualizzandolo, il celebre verso conclusivo dell’“Inferno” (XXXIV, 139): “Un presepe dantesco è un auspicio: possa essere un nuovo anno di speranza, volto ‘a riveder le stelle’!”.

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