martedì, Aprile 13, 2021

Il nuovo volto della politica

In primo piano

Anna Fermo | Tutto come previsto: un’ Italia che all’indomani del voto resta un paese ingovernabile, al netto di vincitori e vinti, al netto di dimissioni annunciate e di riflessioni che la politica della seconda Repubblica avrebbe potuto in qualsiasi momento fare, piuttosto che rinviare ad un domani che è, ahimè per loro, coinciso con il dato disastroso di oggi. Ma come si dice: al vecchio avanza il nuovo! Ed è proprio quest’ultimo che reca i tratti del nuovo volto della Politica italiana, o almeno si spera.
Partiamo da un presupposto di fatto: non credo affatto che il popolo Italiano sia un popolo di stupidi! Piuttosto, ritengo offensivo da parte di quanti per anni hanno giovato di un pari consenso, rispetto a quello che oggi M5S e Lega insieme hanno conquistato, accusare la scelta di buona parte degli elettori per non ammettere un proprio fallimento. Il Fallimento di cui parlo, non è relegabile al solo fallimento amministrativo, ma soprattutto ad un fallimento che trae le sue primarie motivazioni nella perdita di fiducia da parte del corpo elettorale.
Negli ultimi anni si è registrato uno svilimento della politica italiana che altro non ha fatto che fomentare delusioni e dunque populismi. Il M5S in primis, ma anche la Lega, hanno il merito di aver saputo cogliere il momento e cavalcarlo sino a farlo diventare un’onda d’urto violentissima abbattutasi proprio questo 4 marzo contro nient’altro che una politica ormai rappresentativa dell’ultimo baluardo di un sistema divenuto perverso.
Il Voto di Protesta, se è così che vogliamo a tutti i costi chiamarlo, quasi per enfatizzarlo e dunque poi indebolirlo nel suo vero significato, si è rivelato decretando una svolta che va ben oltre la difficoltà di garantire un governo stabile per l’Italia.
Il Voto di Protesta si è palesato come il No, il Basta allo scempio in cui sono state gettate le istituzioni italiane attraverso rappresentanti irresponsabili. Al contempo, questo Voto di Protesta, proprio perché tale, non premia nessuno, quand’anche, più i penta stellati che i leghisti , ci vogliano far credere.
La lettura del voto di oggi certamente apre nuovi scenari sul fronte istituzionale, nella necessità di fare la giusta conta per consentire al Centro Destra di proporre un Governo, ma comunque significa un cambio di rotta deciso dal popolo a favore di un nuovo che resta una incognita e lo resterà probabilmente sino a quando il nuovo governo non si insedierà con tutti i limiti di una maggioranza risicata. Cosa potranno fare i penta stellati se il Centro Destra riuscirà ad insediarsi? E qualora non riesca ad insediarsi, credete realmente che ci saranno accordi di sorta?
Dal canto suo, Renzi è stato chiaro: nessun inciucio, per il PD, almeno fino a quando lui non si dimetterà realmente! Ed è proprio sul PD che vanno fatte delle riflessioni serie, riflessioni che un tempo già si fecero su Berlusconi. Forza Italia ha perso colpi e consensi negli anni, come oggi il PD di Renzi. La vittoria del Centro Destra di oggi è ascrivibile ad una coalizione che si compone in prevalenza di partiti svuotati e di un unico partito in crescita : la Lega. Il PD, da unico partito non referenziale, ma realmente democratico, diventa il partito di Renzi e fa la fine di Forza Italia. Il perché di queste evoluzioni? E’ molto semplice: sono partiti che si sono discostati sempre più dai territori e che quando hanno “scelto” i propri rappresentanti, l’hanno fatto a prescindere dal consenso della gente, complici sistemi elettorali epurati da preferenze.
Ad Ischia, ove il risultato elettorale rispecchia bene o male la media nazionale, non è tuttavia accettabile la caduta a picco del PD. Vuoi perché nel nostro comune capoluogo c’è un’amministrazione PD, vuoi perché oltre l’amministrazione, non mancano qui da noi rappresentati PD in seno al Provinciale ed all’Assemblea Nazionale dello stesso PD, così come non manca un Circolo di cui sono componenti non pochi consiglieri comunali neo eletti oltre il Sindaco. E come se non bastasse, c’è un Sindaco uscente in procinto di vestire i panni di Onorevole PD in seno al Consiglio Europeo.
Cosa è successo? Come mai questa debacle? E’ stata decisa a tavolino o sono stati i cittadini ischitani ad aver deciso che le cose andassero così, non fosse altro che per dimostrare, come un monito minaccioso, che alle prossime amministrative, potrebbero decidere di mandarli a casa tutti optando anche per un salto nel vuoto, ma comunque per qualcosa di nuovo? Per la serie: peggio di così non può andare?
La verità è sempre nel mezzo, anche se ho tutta l’impressione che quei poco più di 1100 voti per il PD siano i voti fisiologici, naturali, di opinione appunto, che anche ad Ischia non sono mancati e che comunque non siano stati sollecitati attraverso la campagna elettorale che, per l’appunto, i Piddini ischitani, non hanno affatto intrapreso.
Di Pancia, come ha ben detto il nostro direttore Di Meglio, i cittadini di Ischia hanno protestato con la crocetta sul M5S ed anche sulla Lega, come tutto il SUD Italia, sentitosi beffeggiato da amministratori storici buoni a far nulla.
Le elezioni Politiche, si sa, non sono mai paragonabili a quelle amministrative o regionali, eppure significano tanto di più. E’ in queste competizioni che il popolo si libera di ogni pressione e che, volenti o nolenti, i nostri politici sono chiamati alle loro responsabilità, specie locali.
I Partiti, per confermarsi forze politiche nazionali, non possono prescindere dal rapporto con la base, con l’elettore. Pertanto, se chi li rappresenta localmente è già fallito, come possono questi Partiti proporsi senza una seria presa di coscienza,ripensando al proprio agire e fare amministrativo?
Il caso di Ischia non è l’unico in Italia, anzi, nel centro sud è andata ovunque così. Vogliamo parlare di Salerno?
Eppure, se guardiamo alla nuova geomorfologia italiana all’indomani di questo 4 marzo, notiamo che al Nord, dove la Lega amministra anche localmente, non ci sono stati dubbi sulla scelta del Partito.
Non v’è dubbio alcuno: sono le amministrazioni locali ed i colori che indossano a decretare la scelta del popolo, nel bene e nel male.
Il Nuovo volto della Politica italiana ha tratti ancora poco chiari, ma di certo è nuovo, basti questo a comprendere che il solo desiderio di cambiamento che oggi ha fatto incetta dei volti vecchi e noti della politica, non arretrerà finchè quei tratti non si distingueranno.
Staremo a vedere!

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