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Il mondo della notte e quel non sapere che fa paura

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Gaetano Di Meglio | Da giorni sono affascinato da quanta approssimazione e quanta incapacità ci sia nel leggere e nel capire le ordinanze sindacali varate da Enzo Ferrandino. Per fortuna, la politica cambia posizione ma, in questo vortice, nonostante il Covid, nonostante i problemi siano sempre gli stessi, nonostante le motivazioni siano sempre le stesse, non si riesce ad avere un fronte unito con cui confrontarsi.

Due ordinanze che vanno in direzioni opposte

La cosa più “bella”, in assoluto, è la crisi degli imprenditori della notte che non avendo capito cosa abbia deciso Enzo Ferrandino si agitano e sbandierano il vessillo della cazzata-divertimento a tutti i costi senza aver capito la differenza tra due ordinanze che vanno in direzioni opposte. Quest’anno Enzo Ferrandino, spinto anche dal vicequestore Ciro Re, ha solo messo ordine nel coacervo di ordinanze che regolano la gestione del suolo pubblico e ha eliminato una chiara discriminazione. Già l’ho scritto: a differenza degli anni scorsi, tutti sono sullo stesso piano e il possesso di una proprietà privata su cui “suonare” non fa la differenza. Quello che è mancato, ma i nostri valenti imprenditori non lo hanno valutato o richiesto, è la proroga che ogni anno veniva concessa.

A.A.A. proroga cercasi

Una proroga e, soprattutto, una motivazione che, volendo, gli stessi imprenditori avrebbero potuto invocare e rivendicare. E, invece, presi dall’ignoranza di non capire che le ordinanze emesse sono le stesse emesse nel 2010 e nel 2017, si limitano a commentare le attività collaterali. E’ questo l’aspetto grave che viene fuori. E’ questo il link che dà l’errore 104 nella gestione del territorio. Ed è questo aspetto, ovvero quello che vede i singoli imprenditori della notte incapaci di organizzare un pensiero e una richiesta collettiva e “politica”, che permette a Enzo Ferrandino di fare quello che gli pare e piace. E la questione non è neanche la mancanza di minoranza in Consiglio comunale, è proprio l’assenza di una controparte che lo richiami alle sue stesse azioni e alle sue stesse responsabilità.

La cazzata dell’isola dei pensionati

Il mondo della notte, impegnato ad affrontare i propri errori e la costante azione di controllo di vigili urbani (in alcuni casi, i soliti, tra l’altro esagerati e fuori luogo), Polizia e Carabinieri ha perso l’occasione di mostrarsi capace di organizzare una reazione pacifica, corresponsabile, mediata, coordinata. Limitarsi a dire la cazzata del secolo: “siamo un’isola di pensionati” o, peggio, “l’estate è divertimento”, è il massimo che può fare questo mondo? E’ davvero il massimo che questi giovani imprenditori riescono a produrre? O, invece, c’è un luogo dove può nascere una proposta di mediazione e di confronto?

Non capire che le zone di silenzio sono una cosa e l’ordinanza sulla musica è un’altra, è grave. E, sia chiaro, è ancora più grave l’atteggiamento di chi lo ha capito e le strumentalizza entrambe per invocare una deregulation che non esiste in nessuna parte del mondo. C’è un errore 104 a cui possiamo rimediare. Basta rimettere on line il “contenuto”.

2 Commenti

  1. Basta il vecchio testo TULPS a cui ogni amministratore e imprenditore privato dovrebbe uniformarsi. I costumi sociali cambiano è vero. Ma lo sfogo smisurato della musica va certamente sanzionato, quando oltrepassa i limiti della decenza e tolleranza. Ogni altra considerazione è solo un parlare a vanvera pietro

  2. Ha ragione, il mondo della notte ha due facce: quella del silenzio e quella della movida, ma solo nella misura in cui c’è spazio per entrambe, e reciproco rispetto.

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