Il ministro della Giustizia ufficializza la proroga della sezione di Ischia

Il fatto. Con una e-mail inviata al presidente nazionale della classe forense. Lo stesso guardasigilli si è impegnato anche a sviluppare una norma affinché si giunga in tempi altrettanto rapidi alla stabilizzazione dei tre uffici giudiziari isolani: Ischia, Elba e Lipari

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Paolo Mosè | C’è l’ufficialità della proroga della sezione distaccata di Ischia. Nella e-mail inviata dalla segreteria del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede al presidente del Consiglio nazionale forense Mascherin. Proroga anche per le due altre sezioni distaccate delle isole di Lipari e d’Elba. Nella stessa missiva il governo ha in animo di valutare, approfondire con i competenti uffici del Ministero di giungere alla stabilizzazione dei tre uffici giudiziari presenti nelle tre isole.

La missiva è stata poi girata dallo stesso presidente del Consiglio forense Andrea Mascherin ai presidenti dei tribunali interessati di Napoli, Livorno e Barcellona Pozzo di Gotto, che hanno le competenze sulle tre sezioni distaccate, nonché ai vari consigli dell’Ordine degli avvocati e alle tre associazioni forensi delle isole di Ischia, d’Elba ed Eolie.

Una comunicazione che da un lato soddisfa gli avvocati, dall’altro, però, l’obiettivo primario era quello di giungere già da adesso alla stabilizzazione. Il provvedimento approvato nell’ambito del “Milleproroghe” licenziato l’11 febbraio scorso ha il sapore di “prendere tempo” per una nuova valutazione tra qualche anno, quando si renderà necessario affrontare una volta per tutte questo annoso problema giudiziario che ormai si trascina da troppi anni con proroghe su proroghe. La nuova scelta governativa tende ad allungare il termine già prefissato dallo stesso Bonafede che aveva ritenuto di prorogare le attività giudiziarie fino al 31 dicembre 2021. Se ne parlerà tra qualche anno ancora, quando si spera la situazione politica si sarà stabilizzata (è più un’utopia che una certezza) e che vi sia un governo capace di programmare sulle scelte e come governare il Paese. Soprattutto in servizi essenziali, che sono basilari per il funzionamento del sistema Italia.

Questo lavoro prende il via prima dell’estate, allorquando il Consiglio nazionale forense prende a cuore le sorti dei tre uffici giudiziari isolani. Fortemente pungolato dai presidenti delle tre associazioni, che comporta un costante contatto con il ministro della Giustizia con la consegna di una proposta di legge che va nella direzione unica della stabilizzazione. In subordine, in caso di impossibilità di modificare lo status quo, in un’ulteriore proroga affinché la legge faccia il suo percorso nei due rami del Parlamento.

Si è scelta la seconda strada, in considerazione anche delle turbolenze che si manifestano nella stessa maggioranza, e dalla segreteria del ministro intorno alle 12.00 è partita l’e-mail indirizzata al massimo rappresentante dell’avvocatura italiana, in cui si legge: «Gentile Presidente, facendo seguito alla nota da lei trasmessa, relativa alle sezioni distaccate dei tribunali delle isole di Ischia, Lipari e Portoferraio, sentiti gli uffici competenti in materia, le rappresentiamo che il ministro, con decreto legislativo 25 luglio 2018, n. 91, art. 2, comma 3 e con provvedimento inserito nel “Milleproroghe” approvato l’11 febbraio 2020, con emendamento governo n. 859, ha favorito la proroga per le sezioni distaccate menzionate, testimoniando una certa sensibilità riguardo i tribunali insulari di prossimità. Per quanto riguarda la definitiva stabilizzazione dei tribunali citati, ci si riserva di approfondire ulteriori spunti di modifica normativa».

E’ un impegno del governo ad andare oltre. Passare dalle promesse ai fatti. Dalle proroghe alla stabilizzazione. Ma ci vorrà un po’ di tempo. Il tempo necessario che i vari uffici competenti in materia riescano ad elaborare una norma che soddisfi coloro che siedono in Parlamento per ottenere la maggioranza e dare definitivamente quell’ufficio giudiziario che a Ischia manca del tutto e che solo la stabilizzazione può dare con la presenza di personale adeguato per il suo funzionamento.

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