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Il “Mercato” e l’accesso agli atti protagonisti nel prossimo Consiglio, atteso cambio ai regolamenti

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Il mercato d’autunno stenta a decollare a Casamicciola, troppi mancati pagatori. In tanti, compresi alcuni fruttivendoli illustri, a causa del mancato versamento imposte sul suolo pubblico hanno saltato i primi giorni di vendita. Ma il comune di Casamicciola, il sindaco Castagna, sono subito corsi ai ripari e nel prossimo consiglio comunale spunta anche la revoca del Regolamento Comunale per la disciplina del commercio al dettaglio su aree pubbliche di tipo B esclusivamente in forma itinerante. A questo va aggiunta la modifica e l’integrazione al Regolamento comunale per l’applicazione del canone di occupazione del suolo pubblico. Una integrazione last minutes del 29 settembre scorso da sistemare tra le dismissioni dei beni e l’approvazione del Bilancio, in cui inserire anche i costi delle recenti manifestazioni come la Partita del cuore ( vitto e alloggio e transfert da saldare), la sfilata delle auto storiche con tutti gli annessi e connessi, spunta anche la revoca del Regolamento Comunale per la disciplina del commercio al dettaglio su aree pubbliche di tipo B esclusivamente in forma itinerante.
Il Civico Consesso si terrà Venerdì 3 ottobre alle ore 12,00 in prima convocazione e sabato 4 ottobre sempre alla stessa ora in seconda il consiglio comunale di Casamicciola Terme. Fin’ora cinque i punti all’Ordine del giorno. Su tutti spicca il tema della dismissione del patrimonio comunale l’individuazione di beni da valorizzare tramite la dismissione o la cessione in proprietà o in diritto di superficie. Ci sarà poi la surroga del componente dimissionario Geometra Russo Simone dalla Commissione per il Paesaggio, la conferma delle tariffe per Pubblicità e Pubbliche affissioni del 2014 ed infine la discussione sul bilancio di Previsione del 2014 e pluriennale del 2014-2016. A questo vanno aggiunti i due temi “Mercato” e altri tre punti: La proposta di modifica ed integrazione all’art8 comma 1 del regolamento d’uso dei beni comunali, l’emendamento alla proposta di approvazione del bilancio comunale per l’esercizio finanziario 2014 e quello pluriennale. Tra i temi particolari, per gli amnati del genere documenti e atti riservati da occultare, spunta la proposta di modifica della disciplina delle modalità di accesso ai documenti amministrativi con le modalità di esclusione afferenti addirittura alla norma del 1990, a seguire quella del 1997 approvata con delibera del Commissario Straordinario. Ovvero saranno il diritto di accesso è escluso:

a) per i documenti coperti da segreto di Stato ai sensi della legge 24 ottobre 1977, n. 801, e successive modificazioni, e nei casi di segreto o di divieto di divulgazione espressamente previsti dalla legge, dal regolamento governativo di cui al comma 6 e dalle pubbliche amministrazioni ai sensi del comma 2 del presente articolo;

b) nei procedimenti tributari, per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano;

c) nei confronti dell’attività della pubblica amministrazione diretta all’emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione;

d) nei procedimenti selettivi, nei confronti dei documenti amministrativi contenenti informazioni di carattere psico-attitudinale relativi a terzi.

2. Le singole pubbliche amministrazioni individuano le categorie di documenti da esse formati o comunque rientranti nella loro disponibilità sottratti all’accesso ai sensi del comma 1.

3. Non sono ammissibili istanze di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell’operato delle pubbliche amministrazioni.

4. L’accesso ai documenti amministrativi non può essere negato ove sia sufficiente fare ricorso al potere di differimento.

5. I documenti contenenti informazioni connesse agli interessi di cui al comma 1 sono considerati segreti solo nell’ambito e nei limiti di tale connessione. A tale fine le pubbliche amministrazioni fissano, per ogni categoria di documenti, anche l’eventuale periodo di tempo per il quale essi sono sottratti all’accesso.

6. Con regolamento, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo può prevedere casi di sottrazione all’accesso di documenti amministrativi:

a) quando, al di fuori delle ipotesi disciplinate dall’articolo 12 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, dalla loro divulgazione possa derivare una lesione, specifica e individuata, alla sicurezza e alla difesa nazionale, all’esercizio della sovranità nazionale e alla continuità e alla correttezza delle relazioni internazionali, con particolare riferimento alle ipotesi previste dai trattati e dalle relative leggi di attuazione;

b) quando l’accesso possa arrecare pregiudizio ai processi di formazione, di determinazione e di attuazione della politica monetaria e valutaria;

c) quando i documenti riguardino le strutture, i mezzi, le dotazioni, il personale e le azioni strettamente strumentali alla tutela dell’ordine pubblico, alla prevenzione e alla repressione della criminalità con particolare riferimento alle tecniche investigative, alla identità delle fonti di informazione e alla sicurezza dei beni e delle persone coinvolte, all’attività di polizia giudiziaria e di conduzione delle indagini;

d) quando i documenti riguardino la vita privata o la riservatezza di persone fisiche, persone giuridiche, gruppi, imprese e associazioni, con particolare riferimento agli interessi epistolare, sanitario, professionale, finanziario, industriale e commerciale di cui siano in concreto titolari, ancorché i relativi dati siano forniti all’amministrazione dagli stessi soggetti cui si riferiscono;

e) quando i documenti riguardino l’attività in corso di contrattazione collettiva nazionale di lavoro e gli atti interni connessi all’espletamento del relativo mandato.

7. Deve comunque essere garantito ai richiedenti l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici. Nel caso di documenti contenenti dati sensibili e giudiziari, l’accesso è consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile e nei termini previsti dall’articolo 60 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in caso di dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale”.

Insomma c’è molto da nascondere,mentre in municipio, come rileva il COnsigliere Luigi Mennella pubblicamente nel corso dell’ultimo consiglio comunale, gironzola no e fanno “ufficio” molti personaggi che nulla hanno a che vedere con le cariche pubbliche.

Come mai questa necessità di secretare gli atti, come mai ora?
Appuntamento dunque a Venerdì con un consiglio fatto al dettaglio.

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