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giovedì, Maggio 23, 2024

Il Maschio del Castello come il parcheggio della Siena. Interventi tardivi dopo latitanza e inadempienze amministrative

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Nel mese di agosto dello scorso anno, ospiti di Clementina Petroni che aveva messo gentilmente a disposizione la sua abitazione sul Castello Aragonese, nasceva il Fronte Unito dell’Ambientalismo isola d’Ischia, con la partecipazione di numerose associazioni ambientaliste e culturali d’Ischia, al quale aderisce anche il PMLI. Scopo dell’iniziativa quello di tentare di salvare il salvabile su un’isola presa di mira dai soliti furboni. Dal confronto scaturì la necessità di puntare, in ordine prioritario, l’attenzione sul Faro e sul Maschio del Castello, e di rivolgere l’invito, inviato il giorno dopo, al sindaco d’Ischia, per un incontro necessario ad avere tutte le informazioni sulla situazione amministrativa e giudiziaria dei due beni, sui legittimi proprietari degli stessi e quindi, sugli obblighi indispensabili a garantirne lo stato di salute.

Il 17 Ottobre, a due mesi dalla richiesta, il sindaco accoglie gran parte del Fronte nella sala consiliare. Ma l’incontro si risolve in una chiacchierata generale su opere pubbliche, sul suolo pubblico, insomma, una chiacchierata…al bar, perché il sindaco, sprovvisto di ogni elemento, garantì: “Mi informerò e vi chiamerò”. Ultime parole famose. Il 7 novembre Franco Borgogna del “Fronte”, bacchetta il sindaco perchè non ha colto l’occasione dello sbarco del ministro Sangiuliano sull’isola, per fargli notare lo sfacelo del Maschio e del Faro. Sempre a novembre, Rino Romano del “Pan Assoverde” pone all’attenzione di tutti, il decreto del 1966 col quale il Maschio è incluso giustamente, fra i beni storici artistici ai sensi della legge 1089/39. Dunque, quale occasione migliore per mostrare al ministro ad hoc, il degrado di un bene artistico che si erge nella sua Campania e per di più su un’isola che gli “sta nel cuore”!? Ma niente ancora. Sollecitato telefonicamente, Ferrandino continua a tacere.

Poi, oggi, la bomba in prima pagina su “il dispari”. Si viene a sapere che il sindaco è intervenuto, dopo una nota della Sovrintendenza dell’8 febbraio di quest’anno, ed un esposto di un privato, per interdire l’area su cui insiste il Maschio, afflitto da una grave situazione di disfacimento. Quanto è successo dimostra dove porta l’assenza, l’immobilismo, il silenzio e l’inadempienza di un’amministrazione. E’ successo col parcheggio della Siena, dove silenzi e complicità della pubblica amministrazione hanno portato al sequestro dello scempio messo in atto dalla Turistica Miramare, solo quando lo scempio stava per essere portato a termine, dopo oltre undici anni dall’avvio dei lavori! Ora, dopo i segnali e gli articoli apparsi per segnalare pubblicamente lo stato in cui si trovano Faro e Maschio al Castello, dopo il silenzio e l’inadempienza del Sindaco di rispondere ad un folto gruppo di associazioni, ci troviamo difronte ad un analogo intervento estremo di due enti pubblici.

Siamo giunti ad un punto in cui l’Amministrazione Comunale di Ischia deve intervenire per sottrarre ad un privato un bene di grande interesse artistico. Il Faro è già di proprietà comunale. Il Maschio non lo è mai stato perché di proprietà privata fin dal primo acquisto, nei primi del ‘900, poi venduto ad una società privata che, a dispetto di ogni norma urbanistica, l’aveva trasformato con soppalchi e monolocali e infine, venduto ad un altro privato ancora, che non avendo potuto mettere in atto suoi propositi speculativi, l’ha affidato all’incuria del tempo. Ora, diventi finalmente, di proprietà comunale anche il Maschio con una requisizione che possa trasformarlo finalmente, in un bene popolare, perché diventi pubblica la fruizione di un cespite composto da oltre cento stanze, saloni, scuderie, cappelle nobiliari, sotterranei, un fossato di oltre tremila metri, ampi terrazzi che offrono panorami mozzafiato. E scusa se è poco, signor ministro della cultura!

1 COMMENT

  1. ma di cosa vi lamentate, avete scelto VOI questa specie di sindaco ignorante, adesso ve lo tenete con tutte le sue limitazioni

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