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IL MARE SCOSSO. Occhi puntati sulla spiaggia dell’Eliporto. Bagnanti tra abusi, ripascimenti dubbi ed interventi elettrici…

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Ida Trofa | Estate, afa, tempo di mare e di polemiche sul mare e le spiagge, ma non solo. Da giorni ci sono gli occhi puntati sui cavi sottomarini Enel che servono l’isola d’Ischia. Da maggio sorso sono in atto, infatti, nello specchio acqueo antistante il Comune di Casamicciola Terme e sul litorale stesso, una serie di ispezioni sia terrestri che subacquea del cavo Enel sottomarino “Cuma-Ischia”. Non a caso nei giorni scorsi passati si sono registrati una serie di Black out prolungati.
Terna, torna nel mare e sulla sabbia di Ischia a seguire lo stato e la eventuale necessità di riparazione dei sui impianti.

I lavori Terna-Enel
A seguito del rilievo di detti punti di criticità sul cavo sottomarino Enel, la stessa ha ordinato apposte verifiche. In particolare si tratta di Video-ispezione e rilievo dei punti di criticità sul cavo Enel n° 6 ordinata dal 06 giugno al 30 giugno 2022. Ad disporre le verifiche è la E-Distribuzione S.p.A. che ha affitto l’incarico per lo svolgimento dei lavori indicati alla Società “SITE S.p.A.”. Per l’intervento c’è anche il via libera del Consorzio Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”. I lavori dovevano essere effettuati con l’ausilio della M/N denominata “ITELI” di Castellammare di Stabia e della M/B denominata “S. Rosanna” di Baia con l’impiego di 3 sommozzatori.

Al momento, dopo i lavori, è stata ridotta la criticità e dovranno risistemare lo scavo fatto in spiaggia all’eliporto per coprire il cavo “rattoppato” e poi se ne riparla dopo l’estate per completare del tutto la riparazione. Si parla di lavoro molto lungo ed invasivo: Enel dovrà smuovere tutta la spiaggia. Come è noto tali cavi recano all’interno liquidi oleosi altamente inquinanti. Se la perdita sull’arenile non pare aver allarmato più di tanto, ugualmente anche le acque casamicciolesi, sembrano apparentemente pulite al punto da far ritenere che non ci siano state dispersioni di tali sostanze in mare.

La levata di scudi dei bagnanti e le polemiche
Tutto questo fermento, tutta questa intensa attività ha messo in apprensione i bagnati che hanno provato a contestare l’azione degli operai incaricati ed in particolare è finito nel mirino lo scarico di sabbie e materiali sul piccolo arenile in località Fundera, oltre che il costante verso di altri prodotti da parte di chi pulisce il suo angolo di spingai privata e getta le immondizie nel tratto free. A fare il punto della situazione sono alcuni bagnati avvelenati da questo odo di fare che ritengono assurdo, da contrastare.

Al punto da far indietreggiare un enorme camion carico di terre pronto a sverzare il tutto in spiaggia: “Giovedì 30 giugno è arrivato un camion dì sabbia – ci spiegano i fruitori del lembo di costa – a dire degli addetti ai lavori, si trattava di sabbia di fiume, avrebbero dovuto ribaltarlo dalla pista eliporto , per questo hanno rimosso la rete di confine spiaggia – eliporto. Ci siamo fatti sentire con gli altri bagnanti tentando di respingerli ed evitare che scaricassero tutto quel terricci”.
Concludondo sottolineando altresì “siamo riusciti per ora a fermare questo camion, va detto ancora che comunque e non c’è rispetto né tutte per questo sito.
Questa spiaggia libera è di fatto la discarica di tutti anche degli altri lidi. Ogni mattina il cumulo di pietre e alghe e sassi aumenta sempre di più negli angoli di questa zona che noi occupiamo senza pagare. Ci costringono a stare nei rifiuti! Già hanno ridotto l’arena le ad un misto di terra e pietre. Da giorni poi camion bobcat e operai vanno e vengono, rovinandoci la giornata al mare”.

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