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Il Liceo Buchner e la verità di M: “con un esemplare
calcio in culo sbattuto fuori e messo alla porta…”

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E’ agosto e la scuola è chiusa. Eppure, c’è un buon motivo per tornare a parlare di scuola e di Liceo Buchner. Nell’attesa che Dionigi Gaudioso trovi i fondi per cancellare il murale di Jorit dalla facciata del Liceo che inizia a stancare e a rovinare il panorama che si vede dalla Sopraelevata, dopo molto silenzio, i liceali di Ischia si sono ritrovati un pistolotto lungo del giovane ex rappresentante bullizzato dall’artista dei centri sociali e poi bocciato. Ve lo lascio, così, integrale. Magari serve a chiudere, definitivamente, tutta la vicenda ora che ha cambiato istituto.

Liceali, buonasera e bentrovati!

Sin da subito ho avvertito la necessità di chiarirmi con Voi in merito a quanto accaduto verso il termine dello scorso anno scolastico. Di certo non potevo andare via come un ladro, senza salutarvi o degnarvi di qualche riga. Volevo per voi le migliori parole e ieri mi si è presentata un’ottima occasione ed adesso sono qui a scrivervi. Vi invito a leggere questo messaggio nella sua interezza.
Con il sussulto di gioia di alcuni e la tristezza di altri, vi comunico che proseguirò il mio percorso di studi e formazione altrove, salutando, quindi, il Liceo.
Tale notizia è giunta alla vostra Preside, la quale mi ha scritto nella serata di ieri dicendo di rispettare la mia scelta e, augurandomi il meglio, mi informava che, qualora dovessi ripensarci, il “Buchner” si rendeva pronto a «riaccogliermi». Sulla base di ciò, ho formulato la mia risposta, il mio saluto e i miei migliori auguri alla preside. A voi, cari liceali, inoltro le medesime parole, confidando nella vostra ampia capacità di comprenderne ogni singola sfumatura.
Ecco a voi.

“Liceali, buonasera e bentrovati!Sin da subito ho avvertito la necessità di chiarirmi con Voi in merito a quanto accaduto verso il termine dello scorso anno scolastico. Di certo non potevo andare via come un ladro, senza salutarvi o degnarvi di qualche riga. Volevo per voi le migliori parole e ieri mi si è presentata un’ottima occasione ed adesso sono qui a scrivervi. Vi invito a leggere questo messaggio nella sua interezza. Con il sussulto di gioia di alcuni e la tristezza di altri, vi comunico che proseguirò il mio percorso di studi e formazione altrove, salutando, quindi, il Liceo.Tale notizia è giunta alla vostra Preside, la quale mi ha scritto nella serata di ieri dicendo di rispettare la mia scelta e, augurandomi il meglio, mi informava che, qualora dovessi ripensarci, il “Buchner” si rendeva pronto a «riaccogliermi». Sulla base di ciò, ho formulato la mia risposta, il mio saluto e i miei migliori auguri alla preside.A voi, cari liceali, inoltro le medesime parole, confidando nella vostra ampia capacità di comprenderne ogni singola sfumatura.Ecco a voi. “Buongiorno Preside,mi perdoni l’attesa, ma avevo sincera necessità di maturare una risposta il più esaustiva possibile. Non posso che risponderLe con le medesime Sue parole, una in particolare: «riaccoglierti». Nonostante saluti il liceo con deficienza sia in latino che greco, e non solo, qualcosa in questi tre anni ho appreso. Il verbo da Lei utilizzato è preceduto dalla particella latina iterativa «re». Quest’ultima per definizione indica il ripetersi di un’azione e un’azione si ripete solo quando è avvenuta già in un primo momento, ma poi, però, ha conosciuto la sua fine. E se parliamo di accoglienza, beh, ci troviamo: ha scelto il predicato migliore in assoluto per quella frase. Sì, le spiego, perché il sottoscritto nel lontano settembre del 2019, dall’allora Liceo Statale “Ischia”, fu accolto come parte integrante di una grande famiglia. Quella Scuola mi accolse con tutte le mie aspirazioni, i miei sogni, le mie paure, il mio stile, le mie basette e i miei limiti. Poi quest’azione di accoglienza nei miei confronti è perdurata nel tempo, si è rafforzata, ma dalle 14:09 di quel pomeriggio del 21 maggio scorso si è dissolta in una lenta eutanasia. Non una morte naturale, ma un gesto concreto, un intenzionale atto a farle conoscere la sua fine, la più brutta, la più vergognosa. E quale arguta logica o fine ragionamento, finanche intriso del più puro ottimismo, converrebbe sul fatto che io, in primis, debba maturare l’idea di ritornarvi e, in seconda istanza, che la stessa comunità scolastica che mi ha, con un esemplare calcio in culo sbattuto fuori e messo alla porta, abbia la minima – non chiedo troppo – capacità di riavermi tra i suoi banchi?

Mi avete messo alla porta, sotto la nuova insegna del Buchner, sotto il murale di Jorit dalla vernice ancora fresca, sotto il murale dell’accoglienza ancora in divenire.

Ebbene, una sera di giugno, ricordo era tardi, uscii di casa e andai lì sotto. Mi misi a riflettere. Capii due cose: quel murale è incompleto, quel murale è stato vandalizzato. Quel murale che parla d’accoglienza resterà un’eterna opera incompleta, ne sono venute meno le fondamenta già ai suoi albori. Lo avete battezzato come murale dell’accoglienza elitaria,dell’accoglienza parziale,dall’accoglienza politica.Quella “Santa” non ha niente di cristiano o quantomeno non ha letto il Vangelo di Luca, l’unico che contiene la parabola del figliol prodigo. Penso io, sarà stata impegnata a leggere i 99 Posse? Probabile. Non c’è stato l’abbraccio paterno verso il figlio che ha sperperato tutta la sua eredità, che ha infangato la dignità della sua famiglia, di suo padre. Lo sa che Papa Francesco su questa parabola fece un anno santo straordinario? Visto che lo apprezza tanto, ci sono diversi suoi scritti a riguardo. Io ne ho letti alcuni. Glieli consiglio come lettura estiva.In secondo luogo, mi dispiace, ma quel murale è stato vandalizzato. Non da me. Da voi. Lo avete reso una macchia ostica, che non si toglierà facilmente. Quella “Santa” l’avete profanata, quella “Santa” è martire due volte, quella “Santa” non è più vergine. Lo sa che quella “Santa” ha gli occhi come i miei, del mio stesso colore, azzurri? E allora quando si recherà a scuola, guardi quegli occhi, li fissi, faccia sì che mai gli occhi azzurri, marroni, verdi o neri di nessuno si riempiano di lacrime o si offuschino di tristezza. Faccia sì che mai gli occhi di nessuno siano spettatori di una sanguinosa gogna mediatica, di affilate occhiate di suoi docenti quando quegli stessi occhi si recheranno nella Sua scuola, putacaso, a vedere gli esami di stato di alcuni suoi amici. Sia accogliente non solo verso il ragazzo encomiabile, ma soprattutto verso colui che sbaglia, ma non rifaccia l’errore che persegue e punisce. Non discrimini mai, non faccia mai razzismo, non faccia mai apologia, non inciti mai alla “vandalizazione” di un giovane 17enne.

Non inciti mai alla “vandalizazione” di tutti quegli «M.». Sia sempre educatrice e quando necessario ri-educatrice.

Preside, casomai dovesse prevedere una sospensione con delle ore con obbligo di frequenza “sui temi della tolleranza, inclusione, sulla conoscenze e sul rispetto della Costituzione italiana”, faccia sì che siano ore realmente fruttuose e non festeggiamenti dei genetliaci dei suoi docenti di latino e greco, con palloncini e candeline annesse e connesse, o Mak Π messi su tra risa e scherzi. Quel murale ve lo meritate, perché se io ho fatto quello che ho fatto, ci crediate o meno, poco mi interessa, non ero di serie intenzioni, voi, invece, siete stati convinti, di serissime intenzione, nessuna goliardia, siete arrivati a conclusioni sorrette da una onnipresente unanimità – apparente e forzata credo io. Quel murale ha tanto da insegnarvi, siate attenti allievi, perché, mi permetta, quel murale vi ha mandato tutti a recupero, l’esame lo farete a settembre. In bocca al lupo. Sempre quella sera, preside, oltre a ciò pensai che non esiste solo il “Buchner”, anzi l’«Universo Buchner» era come stato inghiottito da un buco nero. Può capitare. C’erano millemila altre spiagge pronte a darmi un porto sicuro e tra queste ne ho scelta una. Ne sono assai contento.Ho superato gli esami integrativi con grande soddisfazione. Lo sa che l’esame di fisica, stesso programma del III anno con in aggiunta altri argomenti, l’ho superato con la valutazione di 8 su 8, il massimo? Lo dica al mio ex professore di matematica e fisica, ne sarà contento. Ai suoi auguri, non posso che ricambiare. Le auguro di non trattare mai nessuno allo stesso modo, nessuno! A meno che non voglia ri-sbagliare, ri-perdere, ri-accogliere qualcun’altro.

Le auguro di essere di semplici e sinceri gesti. Non come Renzi che a Letta disse:- Enrico sta’ sereno. E poi gli fece cadere l’esecutivo. Non dia quel doppio bacio sulla guancia, ne è piena la storia di questi baci. Non dica a nessuno:- Non ti preoccupare M., adesso sistemiamo tutto. E successivamente mi sospende, prima, mi mette nella condizione di non poter recuperare ed essere bocciato, dopo, e infine, con l’allegra sua combriccola, mi espelle moralmente da quella scuola. Preside, stia serena, ci sono millemila altre spiagge. Un consiglio, ancora, che si congiunge agli auguri: dopo che sospende e boccia, lo mandi un messaggio a quei ragazzi. Lo mandi Lei, lo faccia mandare dai docenti che all’unanimità hanno preso questa decisione, lo faccia mandare dai suoi compagni di classe. Un messaggio anche di rimprovero, ma lo mandi, lo faccia mandare.Le chiedo:- Nel mio caso aveva deliberato anche il silenzio stampa? Ridiamoci su. È meglio. Ex preside, io la saluto e con lei saluto ciò che ha reso il liceo. Lì dentro c’è una crisi climatica assai ostica, uso le parole di Craxi, poiché “avete creato un clima infame”. Provi ad accedere uno split, potrebbe aiutare.

P.S. Riferisca al suo Responsabile del servizio di prevenzione e protezione che i discorsi del Rappresentante d’istituto Di Meglio non costituiscono alcune fattispecie astratta o concreta di pericolo… né da prevenire, né da cui proteggersi. Meglio organizzare una prova di evacuazione, quella urge.Ad ogni modo, nel primo pomeriggio le formalizzerò la richiesta di nullaosta al trasferimento.

N.B. Non mi apostrofi come screanzato o maleducato, ho detto solo quella che è per me la verità e realtà dei fatti.”

Per correttezza, vi dico che la Preside ha ribadito brevemente di rispettare la scelta e che il liceo sarà sempre aperto per me. Non ha replicato al mio lungo scritto. Vi ringrazio per quanto fatto insieme, avremmo potuto fare tanto altro ancora. Ma a qualcuno davo fastidio. Voi siete l’unica speranza di quel Liceo! Cordialità”

2 Commenti

  1. Un diciassettenne che cita craxi il vangelo il papa…..bha! Forse eravamo altri diciassettenni noi. Se lo ha scritto un adulto per lui non ha certamente aiutato il ragazzo al discernimento delle azioni fatte, anzi ne ha ampliato il senso di icompiutezza ed inadeguadezza perché si è fatto rappresentare da chi ne sa più di lui. Se poi sono realmente parole sue, la vita sicuramente gli riserverà grandi opportunità di riscatto.

  2. Io credo che la cosa non debba finire qui.
    Troppo spesso professori e dirigenti scolastici confondono il termine “educare” con il termine “manipolare”.
    E se si tratta di manipolazione emotiva e psicologica perpetrata da questi verso i loro alunni, aggravata da discriminazione per chi non la pensa come loro sul tema della favola ambientalista di Thunberg, diritti civili, Palestina, immigrazione e bla bla bla, allora chi di dovere è obbligato ad aprire un inchiesta sull argomento.
    Le voci di popolo dicono di tanti altri studenti che presto scioglieranno il silenzio per raccontare le forte discriminazioni alle quali sono soggetti giornalmente da parte della dirigente del Buchner e di alcuni professori, solo perché non sono allineati con le loro ideologie politiche..
    Spero che si faccia presto giustizia

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