Il governo agisce come un’amministrazione di quart’ordine!

Manovra di bilancio 2020: tutto all’insegna della inutile tassazione! E’ certo: chi ci governa non sa affatto quel che fa, tutto sommato come ad Ischia!

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Anna Fermo | Una manovra da 30 miliardi di euro ed altrettanti, se non di più, dubbi!

A cominciare dall’Iva, il cui aumento, dopo le minacce di Renzi (“Noi non la votiamo”) risulterebbe formalmente evitato con ancora troppi se e troppi ma. Servono 23 miliardi! E, purtroppo, quella illustrata dal Premier Conte e dal Ministro dell’Economia Gualtieri ci sembra davvero una manovra troppo debole, per non dire, come dicono gli esperti, “piuttosto timida e con moltissimi lati oscuri”.

In effetti, non è ancora chiaro dove si possano recuperare i 30 miliardi che la costituiscono, figuriamoci i 23!

In parte, sembrerebbe, dal deficit che l’Europa dovrebbe concedere al 2,2% per un totale di 14,4 miliardi. Pensare che lo scorso anno lo sforamento al 2,04% venne visto da molti come un atto rischioso. Oggi è al 2,2% e andrà  bene così? Bha! Sembra davvero un paradosso!

Per l’altra parte, ci sarebbe poi il solito tesoretto del recupero dell’evasione fiscale, messo in conto per 7-8 miliardi. Una cifra questa, che poi, come insegna il nostro recente passato, va vista fortemente al ribasso perché quando si parla di evasione “recuperata” (cioè i soldi che effettivamente rientrano nelle casse dello Stato) i tesoretti diventano, come qualcuno ha sapientemente osservato, “salvadanai da bambini”. E giacché la soluzione qui sarebbe quasi tutta nella “cash back”, cioè nella restituzione di una parte (non meglio precisata) di quanto viene speso se si paga con carte di credito e bancomat e che dovrebbe costituire un importante deterrente all’uso massiccio dei contanti, quindi, dunque, con riduzione dell’evasione, niente da meravigliarsi se asseriamo, senza se e senza ma, che: siamo governati da poppanti!

Un po’ come ad Ischia, anche se qui, qualche poppante, di anni a cullarsi in Consiglio ne ha trascorsi fin troppi e purtroppo inutilmente per il bene della la nostra comunità!

Ad ogni modo, va da se che l’ipotesi del citato “cash back”, sia nient’altro che l’ennesimo slogan, non risolverà proprio nulla, piuttosto, inasprirà ulteriormente gli animi dei cittadini!

Proprio ieri, al Senato, è iniziato il percorso parlamentare di questa legge di bilancio. Le liti nella maggioranza sulla manovra? Chiaramente, proseguono e s’acuiscono, anche se, possiamo dire che l’ennesimo vertice di Governo a Palazzo Chigi, dovrebbe comunque aver chiarito quali saranno le nuove tasse e quanto peseranno sulle tasche degli italiani. Dall’ innalzamento notevole delle tasse sulle auto aziendali, sia a carico delle società che per i dipendenti, con tanto di previsione di una “stangata” che rischia di avere ripercussioni pesanti sull’intero settore automobilistico dato che il giro d’affari delle auto aziendali copre il 40% dell’intero mercato auto, alle graduali eliminazioni delle detrazioni fiscali sulle spese sanitarie, novità che interesseranno i redditi alti, al di sopra dei 120 mila euro. Dalla Flat Tax che dal 2021 escluderà dalle agevolazioni fiscali tutte le persone con partita Iva che abbiano avuto un reddito superiore ai 30 mila euro e che si tratti di lavoro dipendente o di pensionati, alla Plastic Tax, confermata quale tassa legata all’ambiente ma che in realtà si trasformerà in una vera e propria stangata per le spese quotidiane degli italiani. La tassa, tra l’altro, prevede un aumento del costo di un euro al kg e riguarda la plastica mono-uso, quella per gli imballaggi che alla fine, come annunciato dalle case produttrici che protestano duramente, ricadrà sul prezzo finale dei prodotti. Dal Diesel, per il quale è confermata per il 2021 l’eliminazione dei benefici fiscali quando usato per il trasporto merci o persone e legata a veicoli “inquinanti”, Euro 3 ed Euro 4, al Tabacco, per il quale è previsto l’ennesimo aumento con tanto di stretta fiscale. Sarà confermata, in tema pensioni la Quota 100, mentre come detto, per l’uso del contante, verrà introdotta la prima mossa alla lotta all’evasione fiscale: la limitazione al suo uso passa da 3mila euro a 2mila euro, con tanto di previsione di un’ulteriore riduzione per il 2021 a solo 1000 euro. Ed ancora, dal taglio del Cuneo Fiscale, i cui fondi sono saliti a 3 miliardi, fatto che comporterà un aumento delle buste paga per i lavoratori fino ai 30 mila euro  di soli 18 euro/mese ( Capirai!), ed interesserà solo i lavoratori e non le aziende, al bonus Facciate, una novità di rilievo che prevede una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici, per migliorare l’aspetto esterno dei palazzi, quelli dove magari i lavori di ristrutturazione venivano rinviati per problemi di costi eccessivi e per il quale tuttavia, non è ancora chiaro nel dettaglio come funzionerà, così come l’ammontare e la disponibilità di soldi messi a disposizione. Così come l’aumento per alcune pensioni che verranno rimodulate, ancora non si sa come, ma sembrerebbe a dir poco simbolicamente (per alcuni addirittura offensivo), giacchè si registrerà al netto attorno ad un solo euro al mese! Nel contempo, ci penserà la digital tax a fruttare altri 600 milioni l’anno per il governo. Si tratta della nuova tassa sui servizi digitali che prevede un’aliquota del 3% sui ricavi da applicare ai soggetti che prestano servizi digitali e che hanno un ammontare complessivo di ricavi non inferiore a 750 milioni di euro e un ammontare di ricavi derivanti dalla prestazione di servizi digitali non inferiore a 5,5 milioni di euro.

Ecco, questa la grande manovra!

Una manovra da 30 miliardi, con un intervento da 23 miliardi per bloccare l’aumento dell’Iva ed un ricorso al deficit per 16 miliardi, il cui perno della discussione è oggi centrato solo su due miliardi di micro tasse.  Questo è il livello di chi ci governa. Pensano di potersi far gioco di noi come fossimo tutti dei cretini! Si atteggiano come chi ci sta amministrando ad Ischia! Possibile che nessuno di loro si renda conto che noi cittadini stiamo solo osservando attoniti la loro irresponsabilità?

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, apre ad una mediazione sulla plastic tax: “Occorre modularla bene e sono pronto a discutere con gli operatori del settore“. In ogni caso la plastic tax “è una misura giusta” per proteggere l’ambiente, ribadisce d’accordo con Luigi Di Maio, “La cosiddetta plastic tax è prima di tutto una tassa che aiuta l’Italia a convertire la propria produzione e a inquinare di menoOggi il dibattito è se farla partire o se far perdere voti oppure no. Io dico soltanto che i politici guardano alle prossime elezioni, gli statisti alle prossime generazioni. E chi sarebbe lo Statista? Lui? Il ministro degli Esteri più ignorante della nostra storia? L’ iniziativa sulla plastica, vale solo un miliardo e per il leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, è il perno dei suoi slogan, “serve a dare una scossa, serve a invertire la rotta”. Ma quale rotta? Quella storta che tiene in testa? Si mettesse sotto il braccio di Greta! Pensare che pure il resto della maggioranza la rivendica! Come detto da Italia Viva, “Plastic tax, sugar tax e aumento delle tasse sulle auto aziendali valgono solo 1,5 miliardi” e sono solo misure simboliche. Servono a Di Maio e company per confondere il paese e le masse che di amministrazione e governo non capiscono nulla.

Il Governo nazionale agisce come un’amministrazione comunale di quart’ordine! Solo slogan ed iniziative di facciata, al netto del bonus, tanto per sentirsi acclamare dalla folla dei semplici e comuni cittadini, quelli che di massimi sistemi non s’intendono, che non conoscono le macchine amministrative, e che sono lì ad attendere soluzioni che non arriveranno mai! Zizzì, le iniziative contro la plastica, i marciapiedi di piazza degli Eroi, le strisce blu in ogni dove a prezzi altissimi, la pista ciclabile etc, etc, etc. Slogan! Dov’è il governo del territorio? Dove sono le programmazioni? Dove sono le riforme amministrative? Dove sono le iniziative proiettate verso un orizzonte di almeno 10 anni per la nostra isola? Niente di tutto questo!

Siamo all’anno zero e Di Maio di sente Statista, né più e ne meno di chi, qui da noi, si sente Sindaco.

La manovra di Bilancio? Che Dio ce la mandi buona! 

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