martedì, Aprile 13, 2021

Il flop della protesta dei terremotati

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Non sono stati neanche capaci di organizzare una protesta, vorrebbero rappresentare le sorti di una popolazione. Dopo il voto del 4 marzo, quello che ha sancito la vittoria dei populisti, dei pallisti e di chi sventolava, forte la bandiera, della demagogia, della fake news e della facile protesta, ad Ischia, o meglio nelle zone di Casamicciola Alta dove è stato favorito l’abusivismo edilizio speculativo alberghiero senza ritegno, qualcuno non è riuscito neanche in questo intento.
Ed è il caso di commentare il dato che è emerso dal voto del 4 marzo della protesta inscenata dal comitato del “pro terremoto”. Una scelta di protesta che ha superato di poco quota 90 voti. Eppure quelli che avrebbero dovuto aderire erano più di 2000. Un dato che non torna.

O forse, analizzandolo con calma, è il caso di dirci che c’è chi usa, senza una sostanziale approvazione della base, il termine “terremotato”. Un “millantato credito” che vale solo per qualche distratto giornalista della terra ferma che trova terreno facile per la sua facile strumentalizzazione. Ma il vero problema è la qualità di chi muove i fili.

Personaggi dal piccolo calibro sociale che fino ad oggi hanno saputo solo animare la vergogna della clientela politica in nome di abusivi e contro abusi. In nome di favori e interessi privati che andavano protetti in nome e per conto di una squallida logica da casta tutta locale.

E’ arrivato il caso che i terremotati di Casamicciola e Lacco Ameno, iniziassero a mostrare un po’ di dignità, un po’ di coraggio non facendosi rappresentare da personaggi che, noti ai più per la loro incapacità, oggi cercano una nuova via per darsi un tono. Tono che, tra l’altro, non hanno mai avuto. Anche quando indossavano, senza dignità, la fascia tricolore.

Eppure sarebbe stato facile aizzare le genti sofferenti di Casamicciola e Lacco Ameno. La fake news della mancata nomina del commissario per la ricostruzione poteva prendere. Ma chi si affida ad Arnaldo Ferrandino sa che dopo qualche mese (più o meno sette, dal terremoto!) va tutto a rotoli. La storia insegna proprio questo. Al massimo un anno, poi lo “mandano a casa”.
Il sospetto è che qualcuno volesse il commissario senza regole certe per alimentare la speranza di poter “apparare” tutto il marcio che ha e che deve nascondere. Camere abusive e tanto altro. Le ordinanze di demolizione aspettano solo di essere messe in esecuzione.

Gadme

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