Il festival di Berlino 2020 ai tempi del coronavirus

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Michelangelo Messina | Senza troppa psicosi per il coronavirus, la 70a edizione del Festival del cinema di Berlino si avvia verso la chiusura. Come in tutti i luoghi di aggregazione sociale ci sono detergenti per lavare le mani, (nei paesi civili, questo é sempre esistito, basta andare all’Ikea, di origine svedese per rendersi conto) per il resto tutto normale, non ci sono persone in giro con mascherine, a meno che non hanno un raffreddore, qualcuno la porta, di solito sono asiatici (è nella loro cultura), nei supermercati si trova tranquillamente l’amuchina e non c’è nessuna psicosi, nonostante ci sono 16 casi in Germania. Al mercato del festival EFM, che raccoglie circa 538 società provenienti da 62 paesi differenti, tra cui 116 nuove aziende, grande é il da farsi, assenti solo le produzioni cinesi, che hanno disdetto la loro area all’ultimo momento. L’Italia, invece, è ben rappresentata, con un ampio spazio per le Italian Film Commission presenziata dalla nuova presidente in pectore Cristina Priarone, già direttore generale di Roma Lazio film Commission. Presente anche la Film Commission Campania con il direttore Maurizio Gemma. Nell’area del Pavillion Italia, al piano terra, diverse case di distribuzione Italiane, oltre all’Anica, l’Istituto Luce-Cinecittà.

Alcune serate sono state animate da feste di distributori che hanno i film in concorso. Oltre agli incontri programmati, ho visto tanti film, tra cui diversi in concorso, tra quelli Italiani, merita (per me) senz’altro un plauso l’ultimo film di Giorgio Diritti “Volevo solo nascondermi” sulla vita di Antonio Ligabue interpretato da uno straordinario Elio Germani. Spazio tra l’area della Media Europe dove è collocata la mia postazione e il pavillion Italia che si trova di fronte, e chiaramente in quest’ultimo c’è sempre un susseguirsi di quanto sta accadendo in Italia in questo momento. Forte é la tensione tra gli Italiani, sia per chi deve fare ritorno su Milano, sia per la gravità delle decisioni attuate dal governo Italiano per circoscrivere il virus, decisioni che stanno già influendo il mercato delle uscite dei film in Italia.

Molti dei film nazionali in uscita prossimamente e presentati in anteprima a Berlino probabilmente slitteranno le uscite, così come anche chi deve programmare (come me) con gli ospiti deve fare i conti con lo sviluppo del virus, la frase che si sente spesso è “navighiamo a vista, cerchiamo di capire cosa succede”. Negli altri ambienti internazionali non c’è nessuna preoccupazione, anzi sono riuscito a chiudere delle interessanti accordi per la selezione di anteprime da portare al festival quest’anno.

Ischia e il Festival è ben presente al mercato grazie all’opportunità che la Media Desk Cultura mi concede ogni anno all’Interno del mercato per promuovermi e fare incontri con distributori e produttori. Molteplici le iniziative al di fuori delle proiezioni organizzate dal mercato, condotte da esperti del settore, buyers e produttori. Nel  pavillion Italia, conoscendomi e sapendo cosa rappresento, mi chiedono di Ischia e del decreto dei sindaci poiché balzato su tutti i tg nazionali e tutti gli italiani qui ne sono a conoscenza.

Il festival di Berlino quest’anno ha creato un focus sul Cile con diverse proiezioni ed incontri, ma anche una finestra sul cinema Italiano con omaggi e proiezioni, oltre a quelle in concorso e con la presenza di Marinelli in giuria. Conferenza stampa e proiezione di presentazione al festival anche per Matteo Garrone, accompagnato dal premio Oscar Roberto Benigni e Ceccherini per presentare il suo “Pinocchio”  alla distribuzione internazionale. In attesa di vedere l’ultimo film di Abel Ferrara “Siberia” co-produzione Italia/Germania/Messico e l’altro film italiano in concorso “Favolacce” dei f.lli D’Innocenzo mi concedo qualche incontro con produttori e distributori.

Si avverte l’assenza di diverse produzioni americane, ad aprire il festival una straordinaria Sigourney Weaver con “My sailing year”.

A quattro giorni ci avviamo verso  la chiusura di questa 70a edizione in attesa che la giuria decreti il vincitore dell’orso, speriamo di portarci a casa qualche buon risultato, in questo momento una buona notizia fa sempre piacere, anche se è un film.

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