lunedì, Aprile 12, 2021

IL DPCM CHE CI MERITIAMO… | attori&spettatori di Anna Fermo

Emergenza COVID-19: la bozza è definitiva ed oggi sarà firmata dal Premier Draghi… La “linea dura” non è la scelta del solo De Luca, ma, a buona ragione, anche del nuovo Governo!

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Anna Fermo | Mentre si susseguono notizie più che preoccupanti, da più parti del mondo, mentre continuiamo a registrare numeri di contagi in salita, specie a causa di varianti sempre più aggressive in ogni dove della nostra Italia, i nostri giovani si danno alla movida del “sabato sera”, vedi Milano e non solo, e le mamme campane scendono in piazza contro la nuova ordinanza del governatore De Luca entrata in vigore giusto ieri circa la chiusura generalizzata delle scuole.
Chi ha ragione? L’aggressività insistente del virus o la stanchezza dei cittadini dopo un anno di “apri e chiudi”?

Il Brasile sta affrontando “una tragedia” causata da quella che presenta tutte le caratteristiche di “una nuova ondata” della pandemia di Covid-19, anche secondo l’Organizzazione mondiale della sanità che conferma: “Il trend in aumento delle morti e dei contagi di Covid-19 in Brasile deve essere un monito per tutto il mondo, la pandemia non è finita e ogni rilassamento è pericoloso”.

Il Tribunale amministrativo regionale, questa volta, da ragione alla Regione Campania: respinti i ricorsi di genitori no-Dad e consumatori contro la chiusura delle scuole causa Covid fino al 14 marzo, per cui, si resta in didattica a distanza. Il motivo? Dicono i giudici che il quadro epidemiologico giustifica la decisione.
Ricordiamo che De Luca era stato sconfitto davanti al Tar per due volte ad inizio febbraio proprio su questo stesso argomento,ma, questa volta dev’essere cambiato qualcosa o no?

Come l’OMS per il Brasile, anche il TAR Campania ha rilevato che l’ordinanza regionale risulta esplicitamente adottata alla luce di un quadro epidemico caratterizzato dalla diffusione delle cosiddette varianti del virus Covid19, connotate da maggiore diffusività nella popolazione anche più giovanile e che su tale circostanza risultano incentrate le valutazioni della Unità di crisi regionale. Ne consegue che l’ordinanza del Presidente della Giunta Regionale è «legittimamente improntata al principio di cautela nel bilanciamento di due interessi (salute e istruzione) di rango costituzionale».
L’Unità di crisi regionale, non a caso, ha confermato che la diffusione della variante inglese del virus presso le fasce più giovani della popolazione campana è allarmante, specie in termini di rischi di propagazione negli ambienti familiari degli studenti. A tutto questo si aggiungono “le problematiche, a tutt’oggi irrisolte, in ordine alla corretta applicazione delle misure di prevenzione individuate dalla circolare del Ministero della salute n.3787 del 31 gennaio 2021, che attestano la necessità di aumentare lo spazio di distanziamento e di ridurre il tempo medio di permanenza in aula” oltre “l’esigenza di assicurare l’efficacia della campagna vaccinale in corso per il mondo della scuola, salvaguardando il personale docente e non docente dalle infezioni occasionate dalla presenza in classe, per il tempo occorrente ad effettuare la vaccinazione secondo il calendario previsto”.
Nonostante tutto questo, le mamme campane, quelle dure di comprendonio, insistono, tant’è che oggi e venerdì 5 marzo, hanno deciso che non faranno connettere i propri figli alle lezioni a distanza in segno di protesta. Sabato 6 marzo poi, ancora manifestazione in piazza contro De Luca.

Ma è uno scherzo? Stiamo comprendendo la gravità della situazione?
D’altro canto, sta anche per arrivare il nuovo Dpcm Draghi con misure anti-Covid ulteriormente rigorose, più o meno alla De Luca maniera, in vigore dal prossimo 6 marzo e sino al 6 aprile, dopo Pasqua, e ancora non abbiamo capito? Mi sa che siamo tutti come i ragazzi ai Navigli? Facciamo caciara fin tanto che non ci infettiamo tutti!
Ed è proprio così, oggi verrà confermata la linea della prudenza del Governo Draghi, con divieti e restrizioni fino a Pasqua e Pasquetta.
Fra le poche novità, c’è la chiusura di barbieri e parrucchieri in zona rossa, la didattica in presenza al 50% per le scuole superiori (no in Campania almeno fino al 14 marzo) e la riapertura di cinema e teatri a fine mese. Va ricordato che il provvedimento di Draghi sostituirà il Dpcm attualmente in vigore fino al 5 marzo. Fra le conferme che non sono mai state in discussione ci sono il coprifuoco, l’obbligo di mascherina all’aperto e al chiuso ed il distanziamento.
Fino al 27 marzo non si può uscire dalla regione anche se si trova in fascia gialla, tranne che per comprovati motivi di lavoro, salute, necessità o per fare rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza. Confermata anche la suddivisione delle regioni con il sistema dei colori (rosso, arancione, giallo e bianco), ma è probabile che Draghi e la squadra dei tecnici accoglieranno la proposta dei governatori di rivedere i parametri per la classificazione. Confermata anche la regola delle visite ad amici e parenti in massimo 2 persone, minori e non autosufficienti esclusi, ma solo nelle zone gialle e arancioni. Nelle zone rosse non è invece consentito spostarsi per andare in altre abitazioni private.

La bozza del nuovo Dpcm non estende, almeno per il momento, il divieto di spostamento fino al 6 aprile, mantenendolo fino come abbiamo detto fino al 27 marzo, tuttavia è assai probabile che arriverà un nuovo decreto-legge per prorogare lo stop agli spostamenti interregionali per Pasqua. In quel caso non vi sarà nessuna possibilità di viaggiare fuori regione, anche se in zona gialla, per festeggiare Pasqua e Pasquetta con amici e parenti (tranne che nei casi consentiti per legge, come ad esempio il rientro alla propria residenza).
Nella bozza del Dpcm si legge anche che “restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche”. Nessuna eccezione, neanche in zona bianca.
Le regole per spostarsi nelle seconde case sono contenute nel decreto-legge 23 febbraio attivo fino al 27 marzo, ma ci tocca tenere conto anche delle varie ordinanze locali che istituiscono zone rosse e arancione scuro, che pongono dei limiti a chi vuole andare nelle seconde case. Se è consentito lo spostamento verso le seconde case, anche fuori regione, in zona gialla o arancione, non lo è in una seconda casa ubicata in zona arancione scuro o rossa. Questo perché in tali fasce di colore non è consentito nemmeno uscire dal comune di residenza, per nessun motivo al di fuori del lavoro, salute o necessità.
È consentito invitare a casa persone non conviventi, ma non organizzare feste private, né all’aperto né al chiuso. La regola è che all’interno della stessa regione, zona gialla, ci si può spostare per andare a casa altrui, ma in massimo due persone più i figli minori di 14 anni o più persone conviventi non autosufficienti, ma verso una sola abitazione privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22. Vietati gli spostamenti per visite a casa in zona rossa.

Alla fine, è stato detto no alla proposta di far diventare l’Italia una mega zona arancione, e chiesto di modificare e semplificare il sistema della suddivisione in 4 colori, rivedendo i 21 parametri per la classificazione. Le zone rosse, arancioni, gialle e bianche resteranno pertanto, ma con la possibilità di introdurre maggiori restrizioni a livello provinciale e comunale tramite ordinanze locali.
Non ci saranno allentamenti, almeno fino a dopo Pasqua, anche sul coprifuoco per i ristoranti e i bar. Le attività di ristorazione continueranno ad essere chiuse in zona arancione e rossa e in zona gialla potranno restare aperte dalle 5 alle 18. I centri commerciali invece continueranno a restare chiusi nel weekend. Negozi aperti in zona gialla e arancione, chiusi solo in zona rossa, dove resteranno aperti soltanto i servizi essenziali come farmacie, parafarmacie, edicole, tabacchi, ferramenta, lavanderie. Nella bozza del testo viene quindi confermata la chiusura di palestre, piscine, centri benessere e termali, che al momento possono riaprire solo in zona bianca.
La linea della squadra di Draghi rimane quella del rigore assoluto ed i motivi dovrebbero essere più che chiari a tutti, ma c’è anche un dato che tuttavia deve darci speranza: la nuova nomina del generale Figliuolo al posto di Domenico Arcuri, commissario straordinario anti-Covid nominato da Conte.
Ogni scelta oggi regge sull’avvio di un nuovo piano vaccinale, ben oltre le Primule, le location per le vaccinazioni disegnate dall’architetto Stefano Boeri, archiviate senza nemmeno nominarle dal premier Mario Draghi nel discorso di fiducia pronunciato al Senato. «Abbiamo bisogno – aveva sottolineato il premier Mario Draghi – di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all’interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private».
«Metterò tutto me stesso e tutto l’impegno possibile per fronteggiare questa pandemia. Lavorerò per la nostra Patria e i nostri connazionali», è stato il primo commento del generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo.

A queste parole non possiamo rispondere con gli atteggiamenti assunti sabato ai Navigli o ancora in qusti giorni in piazza a protestare senza cognizione di causa, se non tanto per. Siamo chiamati tutti ad impegnarci almeno fin quando i vaccini non avranno coperto una buona parte della nostra popolazione, per scongiurare altresì che le varianti continuino ad aggravare la situazione.

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