Il coronavirus mette in evidenza l’importanza della nutrizione e della dieta mediterranea

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Pur non essendoci ancora una cura per il coronavirus, certo è che la nutrizione può influenzare positivamente i nostri tempi di ripresa. Seguire una dieta bilanciata non solo ci dà il giusto apporto di vitamine e minerali necessari per sopravvivere, ma comporta degli enormi benefici sia per l’umore che la qualità della vita. Durante la fase di trattamento per una malattia così aggressiva, i pazienti sono spesso intubati e costretti a restare a letto per due, se non tre settimane a seguire.

Il rischio maggiore in questo caso è la perdita di troppa massa muscolare, che inevitabilmente abbassa il sistema immunitario e ci mette a rischio di infezioni. Ecco perché il consiglio degli esperti è quello di seguire una dieta equilibrata durante la fase di recupero, cercando di riportare il corpo a una forma ottimale. Non a caso, in Italia e nel mondo, la maggior parte dei pazienti finiti in terapia intensiva sono obesi.

Lo studio rilasciato dal sistema sanitario inglese ipotizza persino un collegamento tra le cellule adipose e la capacità del virus di attaccare l’organismo. Le persone sovrappeso purtroppo, hanno anche una maggiore probabilità di andare in contro a complicazioni proprio per gli alti livelli di grasso presenti sulla pancia e nel torace. Quest’ultimi infatti, esercitano un’ulteriore pressione sui polmoni già affaticati a causa del virus, causando cosi ulteriore gonfiore ed infiammazione.

Il 75% dei pazienti ricoverati negli Stati Uniti ed in Inghilterra hanno un peso corporeo superiore alla media e pur trattandosi di uno studio straniero, quel che è certo è che l’Italia non è immune a questo rischio. Il rapporto sulla malnutrizione infantile della Ong Helpcode ci ha infatti classificati come primi in Europa, con ben 100mila bambini sovrappeso su tutto il territorio.

Ancor di più, nel nostro Paese l’obesità viene spesso vista come una vera e propria malattia cronica e molti ritengono il sistema sanitario incapace di prestare le giuste attenzioni o le cure adatte. Per risolvere il problema dell’obesità infantile, molti studiosi affermano la necessità di intervenire nei primissimi anni di vita del piccolo. Quindi, la risposta sembra essere il ritorno alla dieta mediterranea, sostituita in quest’ultimi anni da un eccesso di fast food e delle bevande zuccherate.

Considerata anche l’evoluzione sociale, la maggiore sedentarietà e il cambiamento nelle scelte alimentari, tanti esperti suggeriscono un consumo equilibrato di alimenti, basato principalmente su verdure, legumi, cereali, pesce e carne. Purtroppo, però, a causa della crisi economica, la maggior parte dei consumatori si vedono costretti a dover risparmiare, scegliendo prodotti di una qualità inferiore.

Ma non è tutto, chi compra è anche inevitabilmente influenzato dall’etichetta che un determinato alimento ha. Ecco perché il ministro della salute Roberto Speranza si è fortemente opposto al Nutri-score, l’etichetta a semaforo proposta dalla Francia e da alcuni politici che vorrebbero vedere il Nutri-score usato in tutta l’Unione europea. Queste etichette non solo mettono in evidenzia gli elementi come le calorie, lo zucchero ed i grassi, ma influenzano la percezione dell’acquirente.

Il maggior problema con il sistema Nutri-score? Queste etichette semplificano eccessivamente l’insieme di nutrienti in un alimento, in modo in cui il consumatore non può comprendere il ruolo che ogni alimento dovrebbe svolgere in una dieta bilanciata.

Di fronte ad un prodotto con il bollino giallo, arancione o rosso tutti potremmo pensare di non doverlo acquistare o consumare, anche se abbiamo tra le mani un prodotto come l’olio extravergine d’oliva, parte integrante dalla famosa dieta mediterranea. Il problema è che il sistema Nutri-score si tratta infatti di un calcolo effettuato su 100 grammi di ciascun alimento che non prende in considerazione una dieta o un apporto bilanciato. Paradossalmente, quest’etichetta segna come verdi, e quindi “sani”, la Coca-Cola Zero e una margherita surgelata, mentre ritiene arancione e quindi nocivo il Parmigiano Reggiano.

Ecco perché uno dei primi passi da fare è quello di impedire che sistemi come il Nutri-score scoraggino i consumatori dall’intraprendere la dieta mediterranea. L’Italia ha già proposto un altro sistema di etichettatura, il Nutrinform battery, che potrebbe rivelarsi più chiaro per i consumatori—a differenza di Nutri-score, il sistema “a batteria” mostra la quantità di calorie, di grassi, di grassi saturi, di zuccheri e di sale in un piatto, anche che l’effetto di ogni singola porzione di quest’alimento sulla dieta quotidiana bilanciata.

Altrettanto importante è anche l’educazione nutrizionale che dimostri come i benefici di un’alimentazione bilanciata ed i prodotti di qualità siano di gran lunga superiori al piacere istantaneo di un pasto al McDonald’s.

La nostra vita frenetica, unita alla disinformazione ci hanno indotti a pensare che la dieta mediterranea sia troppo costosa o che abbia delle preparazioni troppo complicate, ma così non è. Per consumare fast food dobbiamo spesso spostarci in macchina più volte al giorno e poi, a lungo andare, ha delle conseguenze negativi sia sul corpo che la mente.

Non vuole dire che non è possibile godersi di quando in quando di merende, ma una dieta sbilanciata aumenta infatti i rischi malattie cardiovascolari, diabete, obesità, depressione, carie dentali e anche di alcune forme di cancro. D’altro canto, la dieta mediterranea, se seguita correttamente, costa in media solo 50 euro a persona ed ha il giusto apporto di fibre e proteine. Manca quindi, una giusta forma di informazione per le masse più giovani, a cui si cerca di rimediare con piattaforme come la ObecityDigital Village.

Si tratta di una forma di prevenzione fatta sui social, che ha lo scopo di informare le famiglie sulla corretta nutrizione attraverso consigli pratici e articoli scientifici. Nella speranza che nella nostra società ci sia un cambiamento imminente, ti ricordiamo che è fondamentale adottare una corretta alimentazione e uno stile di vita attivo. Così facendo, non solo manterrai in forma ottimale il tuo corpo, ma alzerai le tue difese immunitarie in un periodo in cui un virus sembra minacciare ogni giorno la nostra salute.

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