domenica, Giugno 20, 2021

Il coraggio di amministrare

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La sentenza d’appello che di fatto ha restituito dignità amministrativa a Luigi Mennella da Sindaco di Casamicciola Terme mi riporta alla mente una considerazione che ho esternato a più riprese e in diversi contesti. Penso infatti che tra le doti più importanti di un amministratore pubblico (e di un Sindaco in particolare), il “fegato” nell’andare oltre certi schemi sia quella che maggiormente consente di fare la differenza.
Ricordo alla perfezione quando, alla fine degli anni novanta, il buon Luigi si recò con tanto di fascia a prendere possesso del Pio Monte della Misericordia. Mente dell’operazione, manco a dirlo, fu il mio amico Bruno Molinaro, ma certamente va riconosciuto a Luigi di aver avuto coraggio nel porre in essere un’azione amministrativa tanto singolare quanto clamorosa e che, alla luce della recente espressione della Corte d’Appello, si è rivelata fondamentalmente giusta.
Luigi, al pari di tutti gli assertivi, è un personaggio difficile da accettare o da risultare simpatico, talvolta controverso e sicuramente protagonista di episodi da dimenticare (tra tutti, la parentesi ischitana a braccetto col tradimento di Franco Scotto d’Abusco nei confronti dell’elettorato che nel ’98 lo portò al ballottaggio nel Comune di Ischia). In quella occasione, però, dimostrò non solo la capacità di affidarsi ad un consulente di primissimo livello che lo consigliò nel migliore dei modi, ma soprattutto quel coraggio che manca a tanti protagonisti delle nostre attività municipali, Sindaci compresi, per perseguire a tutti i costi un obiettivo di indiscutibile interesse per la propria Comunità.
Il coraggio di amministrare uscendo talvolta dai troppo rigorosi meandri della burocrazia e, in alcuni casi, ponendosi finanche ai limiti della legalità, è senz’altro un hobby rischioso. Ma come recita il vecchio adagio in vernacolo, “chi nun ten curaggio, nun se cocc cu ‘e femmene belle” e, nel caso della pubblica amministrazione, difficilmente raccoglie risultati degni di passare alla storia. Enzo Mazzella, indiscusso numero uno della politica sull’Isola d’Ischia, ancora oggi viene identificato come un leader e, sorprendentemente, questo status gli viene ascritto anche da cittadini di generazione diversa da quelle che hanno avuto modo di conoscerlo come uomo e come politico. Coraggiosa fu la sua scelta dell’esproprio delle Pinete Villari, poi costato il dissesto del ’92 al Comune di Ischia causa un improvvido estimo del Tribunale, ma che regalò a tutti noi un polmone verde in pieno centro che ancora oggi, nonostante l’incuria, tutti ci invidiano. Luigi Telese, con la sua Amministrazione, ebbe il coraggio di chiudere per la prima volta (proprio dopo Mazzella) il centro storico di Ischia Ponte, fregandosene altamente delle lamentele dei soliti conservatori e beccandosi dal TAR Campania la deroga al divieto per Clementina Petroni ed i “castellani”, ma sfidò l’impopolarità pur di raggiungere un obiettivo che ancora oggi rappresenta il vero futuro del nostro vituperato centro storico. Peppe Brandi (insieme a quelli come me che lo coadiuvavano nel quotidiano) passerà alla storia per aver sbloccato dopo oltre un ventennio, contro ogni previsione e attraverso atti giuntali considerati ad altissimo rischio, i lavori del Centro Polifunzionale di Via Morgioni, riuscendo dopo poco tempo a metterlo finalmente a disposizione della collettività; e come se non bastasse, approvò insieme a tutti noi la delibera per l’avvio della metanizzazione, prima grande opera pubblica dell’Isola dopo la condotta idrica sottomarina di Ischia Ponte. E Domenico De Siano, dulcis in fundo, ha sfidato a più riprese vincoli, lacci e lacciuoli della Soprintendenza, riuscendo a realizzare a Lacco Ameno un porticciolo turistico di tutto rispetto e, a breve distanza, quello che è senza dubbio un importantissimo approdo per megayacht.
Oggi, più di sempre, serve coraggio per amministrare. Pensare in grande alla Donald Trump maniera è gratis, ma soprattutto rende possibile quella visione futuribile del nostro Paese che è alla base della sua stessa ripresa. Lo sviluppo educato e rispettoso del territorio che non riceva –anzi, sfidi- in modo sistematico ed oltranzista un nettissimo NO a tutto ciò che è realizzato ex novo, ovvero alla definizione del modo migliore di ultimare i tantissimi immobili abusivi presenti sull’Isola, è la chiave di volta per guardare avanti e puntare ad un rilancio concreto e tangibile. Oggi, a Casamicciola, una storica chimera come la ristrutturazione e la fruibilità del Pio Monte della Misericordia (per anni abbandonato all’incuria più totale ed alle razzie catastali e materiali da parte di privati), grazie al coraggio pro tempore di un Sindaco come Luigi Mennella, può diventare la più insperata delle realtà di casa nostra.
Chiaramente, un pensiero doveroso voglio rivolgerlo alle attuali amministrazioni comunali dell’Isola e, in particolare, a quella del Comune capoluogo, dove Giosi Ferrandino ancora non è riuscito, dopo otto anni e cinque mesi, a lasciare ai posteri un segno tangibile del suo coraggio da sindaco. Di certo sarà ricordato per il verde pubblico, le luminarie, il disastro turistico-culturale in termini di eventi e valorizzazione della storia e delle tradizioni locali e tutto quant’altro, così come a Casamicciola, ha letteralmente distrutto l’immagine e i bilanci dell’Ente e delle sue partecipate. Difronte ad un macello del genere, è da incoscienti non imporsi di trovare, di qui a breve, un’alternativa seria e credibile ad un modo di amministrare che, oltre al coraggio, avrebbe bisogno di un serio rimedio contro l’incapacità e la faccia tosta e –consentitemelo- di un popolo con gonadi ben più consistenti delle nostre. Sperando che, quando decideremo di svegliarci da questo atavico torpore utilizzando la giusta dose di coraggio e pensando in grande, non sia veramente troppo tardi.


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1 commento

  1. sono pienamente d’accordo. E’ scandaloso vedere ancora oggi il palazzo del Pio Monte della Misericordia in pessime condizioni: il che oltre a determinare un grave pericolo di crollo, crea forti danni all’attività turistica su tutto il territorio dell’isola d’Ischia e quindi arreca gravi danni a tutta la popolazione isolana. Spero che i Pubblici Amministratori si sveglino dallo stato di inerzia.

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