Il condono di Ischia e la “circonvenzione” di incapaci

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Gaetano Di Meglio |Ho difeso Ischia fino alla fine. Ho depistato ogni giornalista “nazionale” e quando non ho potuto, ho denunciato la clientela politica del sindaco di Ischia e non gli abusi di tizio o caio.  Eppure mi sarebbe piaciuto portare la telecamere di mezza Italia ad inquadrare l’Hotel vicino alla Zona Rossa,  costruito sull’alveo con diverse RESA pendenti, altro che istanze di condono! Mi sono taciuto sulle norme che si stavano realizzando. Ho fatto finta di non saper leggere e, nei limiti, sono stato “complice” della macchina ischitana che ha portato alla stesura dell’articolo 25. Il più importante del decreto. Quello nel quale il governo ha scritto, nero su bianco, norme anticostituzionali all’andata e al ritorno.

Eggià. La norma frega sia i terremotati di Ischia in prima persona, sia tutti gli altri terremotati d’Italia. Comunque la leggete, la norma che ha “scritto” questo parlamento a trazione grillina, è un guazzabuglio che si presta ad una profonda bocciatura! E, rileggendola, i congiuntivi di Gigggino sbagliati o le bufale geografiche sono nulla…

Una legge che, a differenza di tutte le altre, ha anche un logo: la faccia di Toninelli con tanto di pugno alzato! Ma torniamo al titolo. La “circonvenzione di incapace” è un reato punito dal nostro ordinamento penale. In questo, caso, però mutuerò l’espressione dall’articolo 643 del codice per illustrare la “colpa” di Bruno Molinaro e Giacomo Pascale. Un “colpa” che, però, attenzione, è un complimento. Provo ad essere più chiaro.

Da una parte Bruno Molinaro, fine giurista e Giacomo Pascale, abile venditore. Dall’altra, Giuseppe Conte professore universitario che “non aspetta i tempi della giustizia” e che si trova a fare il premier della nostra nazione e Luigi Di Maio da Pomigliano, ministro e vice premier. Ebbene, i primi due si sono fatti i secondi due, come dei “polli”.

Per illustrarvi meglio la vicenda, potrei usare la scena collodiana del Gatto e la Volpe ma i pinocchi, in questo caso, sarebbero due.

Mentre il PD ha scelto di scendere al livello dei 5stelle e ha cannibalizzato la scena con l’attacco più semplice possibile, quello del condono nudo e crudo senza entrare nel merito, Molinaro e Pascale hanno fatto di tutto per tenere “ignoranti” i loro interlocutori.

E così, all’improvviso tutta la polemica del terzo condono, anche grazie alla incapacità del governo, non è stata affrontata. L’articolo 25, comma 1, grazie alla norma Molinaro, rende “nullo” la lettera D dell’articolo della 326/03.

«Fermo restando quanto previsto dagli articoli 32 e 33 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, le opere abusive non sono comunque suscettibili di sanatoria, qualora: siano state realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesistici, nonché dei parchi e delle aree protette nazionali, regionali e provinciali qualora istituiti prima della esecuzione di dette opere, in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici».

Questo è tutto il segreto, il cuore della vicenda. L’ostacolo che dovevamo superare e ci sono riusciti. Ora è legge. Si, è vero, manca la firma di Mattarella ma non credo sia un ostacolo.

La verità è che Bruno e Giacomo hanno fatto un “pezzo di lavoro” di alta “qualità” politica. Così come Salvini si sta cucinando Luigi Di Maio, così i nostri due, si sono “cucinati” metà governo.

La Lega, zitta su tutta la vicenda, tranne che nel momento politico in cui veniva messo in discussione il loro “condono”, ci ha mozzicato e messo ko con il comma 3. Ma andiamo per gradi.

Il governo di Conte, Toninelli e Di Maio (il ministro ha detto tante ovvietà e inesattezze sia sull’abuso e sia sul condono del padre che la metà bastano) ha approvato le scelte di Bruno e Giacomo e, ancora un volta, si è fatto fregare (buono per noi) da una manina. Questa volta, però, una manina fin troppo esperta.

Con l’articolo 25, già da due mesi e per quanto avverrà nei prossimi giorni, tutti quelli di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio che hanno il terzo condono, possono chiedere lo stop della demolizione. E i 6 mesi del governo, verranno cancellati che è una bellezza. Per quanti sono destinatari di una demolizione, infatti, dal 27 settembre valgono i capi IV e V della 47/85. E allora? E allora che dire…. non si può demolire! Eggià, la 326 non ha effetto. Vallo a spiegare a Di Maio e Conte.

E ancora. Con l’articolo 25 approvato, tutti quelli dei tre comuni e che hanno un terzo condono diranno che hanno avuti danni. E non guardate a Casamicciola e a Lacco Ameno, rivolgete il vostro sguardo a Forio. Dal Maio a Citara, è tutto cratere. Fino a Panza, e ai confini con Serrara Fontana. Basta poco. Ormai è legge. E’ tutto primo condono. E quello che non hanno capito Di Maio e Conte, è che la corsa dalle nostre parti è già iniziata. Nei prossimi giorni le schede AEDES o le certificazioni dei danni da sisma, si moltiplicheranno in maniera esponenziale e tutti quelli che hanno taciuto fino ad oggi per “paura” del terzo condono sono, nuovamente, in corsa. Io sono convinto che non lo hanno capito e che Giacomo e Bruno sono stati bravissimi a tenerglielo nascosto.

Abbiamo un governo che ha dimostrato di essere inadatto al ruolo a cui è chiamato e la prova è proprio l’articolo 25 che presenta una “doppia” incostituzionalità.

Comma 1: “Al fine di dare attuazione alle disposizioni di cui al presente capo, i Comuni di cui all’articolo 17, comma 1, definiscono le istanze di condono relative agli immobili distrutti o danneggiati dal sisma del 21 agosto 2017” in questo caso il governo discrimina tutti gli altri terremotati d’Italia. Da quelli del “cratere” senza danno fino a quelli di Pordenone.

Comma 3: “Il contributo comunque non spetta per la parte relativa ad eventuali aumenti di volume oggetto del condono” in questo caso i terremotati di Ischia sono discriminati rispetto a tutti gli altri. Soprattutto quelli del primo e secondo condono!

Come vuoi definire un governo che approva all’articolo 18 comma 1, lettera  f-bis) un comma che stabilisce che il commissario “coordina e realizza gli interventi di demolizione delle costruzioni interessate da interventi edilizi”? Solo incapace.

3 Commenti

  1. foriero di illusioni per i poveri ischitani che non sanno… anche se condonati tutti gli abusi edilizi oggetto della legge 85 devono rispettare comunque la normativa antisismica al momento del rilascio della concessione edilizia. ciò vuol dire ricostruire da capo e per intero l’intero edificio oggetto di condono con costi pazzeschi : 8.000 euro solo per istruire la pratica antisismica senza contare oneri di concessione e i costi di una struttura antisismica. Di sicuro il muovere solo le carte farà felici tanti studi e impoverirà tanta gente

  2. Egregio Mario con il tuo commento ci stai dicendo che per non impoverire la gente si dovrebbe ricostruire senza seguire le norme antisismiche e per di più catapecchie?

    • non hai capito nulla australiano: siamo davanti ad una illusione perché ricostruire con la normativa antisismica condono o meno, vuol dire edificare ex novo radendo al suolo il precedente fabbricato. Questo è quanto previsto per la ricostruzione a norma di legge e per mettere in sicurezza le case sul territorio segnato da eventi ciclici di sismicità vulcanica . Ma stranamente nessuno ne parla . I decreti o decretini o i cas e scass che oggi stanno illudendo i terremotati e i soliti furbetti dell’abuso edilizio, serviranno solo a far partire la macchina delle consulenze e perizie, poi chi se lo potrà permettere metterà mani al portafoglio e sanerà un abuso, si autodenuncerà ma avrà la tagliola della costruzione da realizzare con la normativa antisismica o saranno dolori con gli abbattimenti che torneranno nuovamente, anche con case condonate , basta leggersi la recentissima sentenza della cassazione.

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