martedì, Aprile 13, 2021

IL COLLE. Conte Ter o elezioni anticipate? Il Governo di Unità Nazionale non piace a nessuno!

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Attori e Spettatori di Anna Fermo | L’Esecutivo targato Conte Bis rischia ormai davvero di implodere mentre l’ipotesi elezione non sembra più così peregrina. Diciamo innanzitutto che l’operazione “responsabili” è fallita!

Mentre scriviamo, ieri per chi legge, abbiamo appreso la notizia che Conte sarebbe andato entro sera o al massimo in mattinata, dunque stamattina, al Quirinale. Per dimettersi o solo per informare il Presidente Mattarella dei dettagli della situazione in cui è finita la sua maggioranza dopo lo strappo di Renzi?

Le notizie che si rincorrono in effetti non prospettano nulla di buono per il Premier ed i suoi. Non hanno i numeri! Il dato reale è che seppur ci sia stato al Senato, settimana scorsa, un voto che ha, in maniera comunque risicata, consentito al Governo di non andare a casa, oggi la situazione sia punto e a capo, anche perché, il prossimo voto, sempre a Palazzo Madama, questa volta potrebbe rivelarsi diverso e dunque fatale. Perché? Perchè Renzi è cattivo e vendicativo, ed, a meno che non riesca ad ottenere ciò che vuole, questa volta, non si asterrà, ma andrà fino in fondo con un voto contrario, segnando la capitolazione di questa maggioranza oggi debolissima.

Domani, 27 gennaio, od al massimo giovedì, volenti o nolenti sarà pertanto davvero il giorno della verità, ed il tutto si giocherà sulla relazione sulla giustizia del ministro Bonafede.

“Ci sembra alquanto paradossale, minacciare di non votare la relazione annuale sullo stato della giustizia, senza nemmeno averla ascoltata. Unitamente alla maggioranza e al ministro Bonafede abbiamo fatto molto, dalla legge anticorruzione, alla riforma del voto di scambio politico-mafioso, alla legge sulla class action fino al Codice rosso. Abbiamo un grande lavoro da portare avanti, soprattutto perché unitamente al Recovery Plan dobbiamo proseguire con la riforma della Giustizia per accedere ai finanziamenti europei. Non possiamo sprecare questa occasione e bloccare il nostro Paese a causa di dannosi personalismi. Proseguiamo con il nostro lavoro per migliorare il Paese e sostenere i cittadini”, hanno dichiarato dal Governo. Eppure, anche se siamo consapevoli che questo della Giustizia è un tema importantissimo, al fine anche di non vedersi bocciato il Recovery Plan dall’Europa, tuttavia non può, a mio modesto avviso, rappresentare l’ennesimo alibi per chi ci governa al fine di tenere in scacco Istituzioni e Paese reale. Lo dico riferendomi in particolar modo a tutte le giustificazioni assurde che stiamo ascoltando, provenienti dagli esponenti più importanti del M5S, che vorrebbero a tutti i costi mantenere in piedi il loro Conte, (insieme a chi, tra l’altro, oggi a loro non importa più), e per farlo hanno il coraggio barbaro di invocare quale giustificante l’epidemia covid o la minaccia di una mancata elargizione del Recovery Found dall’Europa!

Voglio rassicurare i cittadini, sono tutte balle, tra l’altro, vergognose! Ma soprattutto va detto che il Recovery Found non è né di Conte né dei suoi, tantomeno del M5S. Per cui, attenti a non candere in questi inganni.

Il fatto è che ci troviamo dinanzi ad un Governo finito, che era già in una lenta agonia e che oggi ormai deve rassegnarsi a dare corso ad uno nuovo. Sarà il Conte Ter? Probabile come potrebbe capitare che si decida per le Elezioni! Stanno votando tutti in Europa come nel resto del mondo con tanto di Covid e compagnia cantando, non si capisce perché da noi questo non è possibile! Siamo in dittatura? No. Siamo solo dinanzi ad un Governo incapace che non ha diritto a nulla!   

I pontieri ‘contiani’ stanno lavorando da giorni per evitare lo showdown sulla relazione sulla Giustizia ed è chiaro che non ci sia nessuna intenzione di andare incontro ad una nuova roulette russa, tant’è che Giuseppe Conte è aperto tutt’ora ad ogni soluzione, pertanto anche a quella del voto? Se proprio tutto dovesse andare male si, non potrà fare nulla.

Ha continuato il corteggiamento degli scontenti di Fi e Italia Viva sino a ieri mattina, e la decisione di andare al Colle, prima dell’appuntamento di mercoledì alla Camera, più probabilmente per avviare le pratiche di un Conte ter che altro, è giunta ieri pomeriggio come un fulmine a ciel sereno.

“Forza Italia boccerà la malagiustizia di Bonafede e con il centrodestra unito contesta Conte che preferisce il mercato delle vacche al reperimento dei vaccini per la salute degli italiani”. Così il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, ai microfoni del Tg2. “Per quanto mi sforzi di essere generoso non potrò certo votare a favore”, ha detto in una intervista al ‘Resto del Carlino’ il senatore Pier Ferdinando Casini.

La maggioranza si trova pertanto dinanzi ad un nuovo possibile terremoto. I senatori di Italia Viva hanno già annunciato il proprio voto contrario.

Non si tratta di un vota diretto sulla relazione, ma sulle risoluzioni che verranno presentate. Solitamente si tratta di una a favore della maggioranza e una contraria dell’opposizione. Il Governo in questo caso si troverebbe in una situazione alquanto complessa se il Parlamento, o anche solo una Camera, dovesse bocciare un suo ministro. Che, di norma, si dovrebbe dimettere mettendo in discussione la tenuta dell’intero esecutivo.

Se Conte sale al Colle vuol dire che la caccia ai costruttori e la ricerca dei numeri necessari per salvare il Guardasigilli non ha dato buoni risultati.

Lo scenario che si sta delineando in queste ore è sempre più quello delle dimissioni di Conte, passaggio fondamentale per poter dar vita, come detto, ad un nuovo Governo, con un reincarico o meno, un Conte ter o altro, ma comunque con una squadra dei ministri rinnovata.

Eppure, mai come in questo momento, mi sento di condividere a pieno un’altra posizione per la quale rinvio alle dichiarazioni che seguono, quelle dell’Onorevole Silvio Berlusconi: “L’attuale emergenza richiede soluzioni di alto livello e l’unità sostanziale del Paese. Sono soluzioni che sto invocando da mesi, purtroppo finora inascoltato. In circostanze normali la strada più lineare sarebbe restituire la parola ai cittadini che attribuirebbero al centro-destra quella stessa maggioranza che abbiamo ottenuto in quasi tutti gli appuntamenti elettorali parziali negli ultimi anni. Ma gli italiani oggi non ci chiedono di pensare all’interesse di parte: una classe dirigente degna di questo nome pensa prima all’interesse collettivo. Per questa ragione noi avevamo avanzato la proposta di un governo di unità nazionale, proposta che è stata però subito esclusa dal Partito Democratico e dai Cinque Stelle. E’ chiaro che questo rifiuto avvicina il ricorso alle elezioni anticipate”. “Ci siamo rivolti al Capo dello Stato affinché fosse lui ad individuare la soluzione più adeguata e più saggia, capace di coniugare il rispetto della volontà popolare e la gravità del momento di emergenza che stiamo attraversando”. “Finora i partiti della maggioranza hanno lasciato cadere questo appello a soluzioni condivise, preferendo tattiche parlamentari di corto respiro. Di fronte a questo, abbiamo constatato che una paralisi di due mesi per le elezioni farebbe meno danni rispetto ad una paralisi di due anni di non-governo. Ma è evidente che il Paese ha bisogno di concordia e di efficienza, non di paralisi che, lunghe o brevi che siano, in questo momento non farebbero il bene dell’Italia”. “Sono davvero preoccupato: mi pare che la paralisi politica si trascini senza sbocchi. Eppure è ogni giorno più evidente l’abisso fra i riti di un sistema politico ripiegato su sé stesso e la drammatica crisi sanitaria, economica e sociale che il Paese sta attraversando”. “Vorrei che Governo e Parlamento lavorassero ogni giorno sul Recovery Fund, sul piano vaccinale, sui ristori alle categorie più colpite dalla crisi, sulle strategie per far ripartire il Paese quando finalmente la tragedia del Covid sarà alle nostre spalle. Vorrei discutere di fisco, burocrazia, giustizia, infrastrutture, lavoro. Invece l’attenzione del governo e dei partiti della maggioranza è tutta concentrata sulla caccia a qualche senatore disposto a cambiare schieramento”.  “Una caccia che per quanto riguarda Forza Italia è destinata a rimanere infruttuosa, e che – se anche avesse successo con parlamentari di altri partiti – sarebbe una risposta debolissima e di basso profilo di fronte all’emergenza più grave nella storia della Repubblica”. 

Il Colle: ancora una volta sarà qui che si decideranno le nostre sorti. Ancora una volta il ricorso a Mattarella.

Speriamo che questa volta, dinanzi ad una ipotesi di Governo di Unità Nazionale sempre più messa da parte, si restituisca il momento della scelta a noi Italiani. Il Voto, quanto prima possibile.  

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