Il Caularone è vivo! W il Caularone!

    Editoriale di Gateano Di Meglio

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    “Pa bella fascia toja” tra potere e credibilità

    Ho letto i più disparati commenti sulla “caduta”, tra l’altro annunciata dal Dispari solo 4 mesi fa, di Carmine Monti. Commenti che, purtroppo, sono una vera e propria condanna: non abbiamo ancora aperto gli occhi.
    Carmine sta ad Arnaldo come Giosi sta a Domenico. O meglio, Arnaldo ha pagato lo screzio a Giosi e Carmine a Domenico. Il primo non aveva nominato vicesindaco il fratello del sindaco di Ischia, il secondo non ha voluto salvare il senatore dal precipizio dei debiti delle partecipate.
    Il primo, Arnaldo, ha detto: “Io mi nomino i miei”, il secondo “Tu hai fatto i debiti e tu li paghi”. Il resto è tutto aria fritta. Il Caularone, le larghe intese, gli accordi politici e tutto quanto ancora vogliamo mettere sul tavolo della nostra ipotetica “sala verde”. E in questa consultazione, con la buona pace di tanti, da un lato sono seduti gli unici due veri politici che Ischia, Domenico De Siano e Giosi Ferrandino e dall’altro i vari pupazzi e poco credibili che di volta in volta annusano il filone giusto e dimenticano che essendo stati messi in quella posizione e non avendo guadagnato quella posizione sono sempre mobili.
    Prima di proseguire è utile chiarire una cosa. Il Caularone è vivo! W Il Caularone!
    La chiave di lettura del Caularone, infatti, è sempre stata una sola: Giosi e Domenico si mettono insieme (Potere + Potere) e schiacciano tutti gli altri (quelli che non hanno credibilità). In mezzo i sindaci di turno, i papabili candidati, i possibili assessori o consiglieri, ma sempre nel recinto delle volontà di Giosi e Domenico. L’unica vera realtà, all’indomani della caduta di Carmine Monti, è che Giosi e Domenico hanno spento il fuoco sotto il pentolone, ma poi sempre loro decidono e comandano.
    Ridete poco, Domenico a Lacco Ameno e Giosi Ferrandino ad Ischia continuano a giocare. Per usare una termine noto a molti, stanno “senza pensieri”. Al loro potere schiacciante, infatti, non ce ne è nessun altro che possa impensierirli. Chi dovrebbe farli preoccupare i vari Salvatore Mazzella, i vari Carmine Monti o Arnaldo Ferrandino o i Luigi Mattera di turno? All’orizzonte, purtroppo, non c’è altro. Non ci sono alternative credibili, non c’è chi dica al popolo (bue, of course) si può cambiare, possiamo uscire dalla palude voluta dai piccoli Gaudiosi di Ischia e Lacco Ameno.
    Il Caularone, ovvero il contenitore che gestiscono Giosi e Domenico, non si è rotto, si è solo spento. Oltre a quello, ahinoi, non c’è null’altro.
    L’artwork di “Grande M” ha un titolo significativo: “Pa bella fascia toja”. Abbiamo preso in prestito una scena cult, l’inizio del match di pugilato tra Rocky e Ivan Drago. Da un lato il piccolo Carmine, dall’altro il grande Mimì. Arbitro Giosi Ferrandino. A differenza del film, il combattimento è truccato, l’arbitro non è terzo. Se vuoi vincere a tutti i costi la “fascia” devi sapere che se te la giochi su quel tappeto lì, giochi su un terreno minato, dove le regole mutano in corso d’opera e dove resti un burattino o un attore nelle mani del pugile russo e dell’arbitro. Sai che ti puoi far male, così come sai che puoi anche vincere, ma stai giocando sempre barando. E chi gioca a giochi bari, bara.
    I migliori rumors, da Lacco Ameno, per farvi capire quanto il Caularone sia ancora vivo, vogliono che il candidato alla carica di sindaco sia l’ex attuale vice sindaco, Giacomo Pascale che, dopo aver sputato fuoco e fiamme contro Giosi e Domenico, da mesi crede di aver acquistato la verginità. Illusioni pericolose. Ma anche qui, cari lettori, dall’altra parte che c’è? Niente. E questo ci meritiamo.
    Certe volte è inutile dire la stessa cosa troppe volte, fino a quando non si crea una rapida alternativa il potere sarà sempre avanti alla credibilità. Giosi e Domenico continueranno a comandare. E chi vorrà indossare la tanto vituperata fascia, o farà accordi con loro nonostante tutto o, ad oggi, non ha speranze e l’isola, continuerà a soffrire.

    p.s. 1 Mi chiedo, ma se Carmine ed Arnaldo sono stati eletti con i voti, la spinta e le economie di scala che animano Giosi Ferrandino e Domenico De Siano perché poi hanno tradito i loro main sponsor? Se Carmine deve tutto o quasi a Domenico, non era giusto fare come diceva l’ex nemico? Chissà…

    p.s. 2 Ho visto che nei giorni scorsi un’altra esclusiva de Il Dispari ha trovato conferma. L’NCD ha iniziato la sua vita ischitana con una bella figura di merda all’Hermitage e giocavano in “casa”. Quattro gatti per incontrare un altro inutile potente. Sono solo gli scarti di Berlusconi e saltimbanco.

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