Ignazio Barbieri è già nemico di Arnaldo che punta tutto su Cimmino e Iaccarino

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Ida Trofa | Ignazio, ora, è di nuovo nemico di Arnaldo. Stessa lista obiettivo e fini differenti. D’altronde c’era d’aspettarselo. Come sempre, nella sua triste storia di politico fallimentare e incapace, Arnaldo si assicura di inserire in lista coloro i quali, in caso di una sua elezione a Sindaco, lo manderanno a casa. La presunzione e l’ego smisurato generano mostri gravemente nocivi.
Così, già a poche ore dall’apertura delle urne, si consuma il primo vero tradimento all’accordo contro natura (chi sarà a sodomizzare chi?!) tra i due Ferrandino: Arnaldo e Giosi.

Voti dirottati contro Ignazio
Nemici giurati prima del 26 aprile, acerrimi e contrari ora a tre giorni dal voto. La congiura è contro Ignazio Barbieri, candidato di punta di Giosi Ferrandino nell’accordo trasversale per contrastare il sindaco uscente Giovan Battista Castagna e porsi, come contendenti, al gioco di potere tra Giosi e il Senatore Domenico De Siano. Nel tentativo di arrestare l’ascesa dei giosiani, d’ora innanzi sarà “tutti contro Ignazio”: voti dirottati contro di lui. Il candidato sindaco Arnaldo Ferrandino dirotterà, infatti, i voti sulle sue favorite e favoriti, ovviamente piazzando in posizione di vantaggio le sue quote rosa. L’obbiettivo è farlo fuori in vista della probabile sconfitta in modo che con Arnaldo salgano le sue due fedelissime. Anche Loredana Cimmino tra le più quotate portatrici di consensi alla lista pronta a scaricare Ignazio Barbieri?
Fonti interne alla lista del commercialista sostengono che sia in atto il tentativo di boicottare la coppia Ignazio Barbieri e Tuta Masturzo, tra i più apprezzati dall’elettorato che, pur di difendere le posizioni di Giosi, si turerebbero il naso votando l’inviso Arnaldo. L’obbiettivo è non far eleggere Ignazio e lasciare tra i banchi dell’opposizione Arnaldo Ferrandino e le sue fedelissime.
Anche su questa vicenda ci sono molti doppi e tripli giochi. Arnaldo starebbe sostenendo due quote rosa in grado di scalzare lo strapotere di Barbieri e, di rimando, quello della Masturzo (moglie id Giosi Ferrandino) portando, per questi, in molte case casamicciolesi il nome di Loredana Cimmino. In altre, con il gruppo più ristretto, quello di Annalisa Iaccarino. In entrambi i casi per far fuori Ignazio: voti dirottati sui nomi voluti da Arnaldo.
Giunti a questo punto, la vera domanda da porsi non è quanto durerà l’eventuale maggioranza dell’ex sindaco con la fissa per le calcolatrici, bensì quanto durerà la legislatura con tutte queste insane alleanze.
Che la compagine guidata da Ferrandino sia giunta al suo epilogo prima ancora di cominciare è infatti evidente.
Lo è anche a chi voglia scorrere in modo distratto le cronache politiche.
È una scena già vista, il remake di un film già visto che si trascina da tempo quando c’è di mezzo Arnaldo Ferrandino.
L’ennesimo aborto, partorito sul nascere, ma che sta raggiungendo punte grottesche, negli ultimi giorni della campagna elettorale. Qualcuno dice che proprio questa è la chiave del rebus Casamicciola. Il solito casino, la solita condotta rissosa sarà poi funzionale ad acchiappare voti e dopo tornerà tutto come prima. Loro torneranno a spartirsi la torta. I sondaggi condotti prima del silenzio imposto dal veicolo demoscopico hanno indicato tendenze chiare che non possono essere citate, eppure le rilevazioni sono palesi e nette. Resta comunque a giocare un’altra partita, importante, in prospettiva futura la composizione del civico consesso con la elezione dei suoi consiglieri. In vista degli equilibri, ancora tutti da chiarire, di una maggioranza stabile o instabile o di una minoranza che in parte, proseguendo cosi l’andazzo, potrebbe essere a dir poco “folle”. La manovra anti Ignazio Barbieri ne sono la conferma. Una minoranza che, difficilmente, verrà stabilizzata dalle prossime elezioni i cui esiti allo stato sono incerti come incerta è la cifra degli elettori. Più che un dramma politico dai gravi risvolti sociali sembra una farsa. Una tragicomica e crudele farsa. Un trenino vergognoso. Che si chiuderà così come si è aperto. Ovvero con l’ennesimo tradimento. Perché la scelta compiuta quel famoso sabato di chiusura delle liste non è niente altro che il tradimento di un patto e ora il boicottaggio di Ignazio è la seconda parte di quella ignobile deriva: il tradimento.
Quello che tutti coloro che assumono un incarico istituzionale stringono con i propri elettori e con tutti i cittadini. Un impegno che, ovviamente, si fonda su regole, norme e legge, eppure dovrebbe poggiare anche su una dimensione che vada oltre. Un modo per far sì che finalmente la politica possa essere una giusta e sana miscela di fattori mischiati e sostenuti da concreti e solidi rapporti di fiducia. Ma a Casamicciola, specie quando c’è di mezzo Arnaldo né le istituzioni, né le persone vengono prima di lui, di Arnaldo e le sue fissazioni.
Domenica 26 maggio si voterà per il riassetto delle cariche comunali. La prima volta nel post terremoto 2017. Un voto che ha e avrà specie dopo l’esito delle urne un significato politico e comunitario “pesante”. E speriamo di non portare davvero una croce insostenibile.

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