Iervolino: «Idee chiare per il futuro»

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Giovanni Sasso | E’ soddisfatto del lavoro svolto prima dello stop ed è disposto ad allenare il Lacco Ameno anche nella stagione 2020/21. Angelo Iervolino ha le idee chiare per il futuro. Come quelle che mette in campo sia in settimana che in partita. Il giovane allenatore rossonero, in questa annata interrottasi a sei giornate alla fine, si è fatto apprezzare per il gioco espresso dalla propria squadra. A dispetto della giovane età, Iervolino ha già una certa esperienza, avendo iniziato ad allenare da giovanissimo, nel lontano 2004. Inizia con squadre giovanili isolane (Futura, Juniores del Barano e Mondo Sport), poi si mette in discussione nei settori giovanili di club professionistici. Due anni alla Juve Stabia (B) come allenatore dei Giovanissimi Prof. nel 2013/14 e come collaboratore tecnico della Primavera stabiese nel 2012/13, poi ben tre stagioni alla S.S. Lazio (dal 2015 al 2018) in cui ha fatto parte delle varie selezioni dell’attività di base. Nel mezzo, una breve parentesi in Promozione (2014) con l’Olympic Salerno (dimissioni alla sesta giornata per divergenze di mercato). Autore di vari testi anche su riviste di nicchia e specializzate (suo il libro “Dalla programmazione mirata all’esercitazione efficace” edito da “allenatore.net”), relatore a vari seminari e dimostrazioni per allenatori e calciatori, Iervolino è conosciuto negli ambienti anche come match analyst, fondando anni fa “TactiLab”. Infatti, il tecnico isolano ha avuto modo di offrire il suo apporto come analista avversari per alcune società di Serie B e C. In panchina o dietro la scrivania, l’entusiasmo e la passione di Angelo emergono sempre.

Iniziamo la chiacchierata con Iervolino con una domanda d’attualità: campionati finiti? «Penso che la Federazione stia facendo in modo di provare a ripartire per accontentare tutte le società, piccole e grandi, che hanno fatto molti sacrifici – esordisce Angelo –. Ma di mezzo c’è la tutela delle persone, bisogna fare i conti con la sicurezza sanitaria. Già in Serie A è difficile capire come cominciare, figuriamoci a livello dilettantistico».

Ottima la stagione alla guida del Lacco Ameno. Possiamo definirla una piccola consacrazione per Iervolino? «Sicuramente un grande lavoro ed è sotto gli occhi di tutti. Un lavoro che deve essere portato avanti, una mia idea personale, l’ambizione di fare meglio e di fare come professione sempre più su».

INNOVAZIONE – E’ opinione diffusa, specialmente nell’ambiente lacchese, che sono i metodi di lavoro di Iervolino a stimolare e motivare i calciatori, in particolar modo i più “pigri”. Saper cambiare, innovare per non annoiare. «Questa è stata una chiave, direi una grande chiave – replica Iervolino –. I ragazzi si sono trovati di fronte a metodi nuovi. Bisogna avere delle attitudini di volontà a voler cambiare, imparare a fare le cose in modo diverso. Nel gruppo ci sono calciatori che per dieci-quindici anni hanno lavorato in un determinato modo, resta la difficoltà nel far cambiare ai ragazzi alcuni metodi. L’idea è quella di mettere i calciatori al centro del progetto tecnico. Ogni singola persona all’interno della seduta si sentiva protagonista, sempre con la palla e con tanto divertimento. La cosa migliore apprezzata dai ragazzi, e ne sono orgoglioso, anche perché ne parlano calciatori di altre realtà dell’isola. Abbiamo scelto un progetto tecnico che è stato condiviso da tutti».

PRIMA DELLO STOP – Soddisfatto della classifica parziale, se non finale? Speravate realmente nel raggiungimento dei play-off o quanto meno un piazzamento alle spalle di Ischia e Pianura? «Per come ci hanno etichettato ad agosto un po’ tutti, se ci avessero detto di firmare per la posizione attuale (settimo posto, ndr) ad aprile 2020, lo avremmo fatto tutti. Quando stavamo nella fase positiva, con dodici-tredici risultati utili, in realtà ci abbiamo sperato. Ma dovevamo fare pur sempre i conti con Ischia e Pianura e c’era la grossa probabilità che i play-off non si sarebbero mai disputati. Dopo le due capoliste che hanno “ammazzato” il campionato, ci ha fatto piacere stare a pochi punti dall’Ercolano che ha una corazzata, Procida che ha uomini d’esperienza e Ottaviano che ha avuto un percorso lineare. Mettendo sotto Sant’Antonio Abate e Rione Terra che erano partiti con ambizioni play-off».

Sulle due capoliste, Iervolino si è già espresso, indicando l’Ischia leggermente più competitiva rispetto a quella di Sarnataro. Eccellenza meritata? «I verdetti in funzione della sospensione per coronavirus bisogna aspettarli ma sulla carta penso che la promozione sia meritata per entrambe».

IERVOLINO DOMANI – Il futuro di Iervolino? Già avuto contatti col presidente Castagna e con la dirigenza? «Già prima della diffusione del virus, a inizio marzo, stavamo discutendo della prossima stagione. Importante essere lungimiranti, pensare a muoversi in anticipo – spiega il tecnico –. L’anno scorso, non per colpe specifiche, ci siamo catapultati nella categoria il 10 agosto. Quest’anno si doveva parlare da subito di progettualità tecnica. Dopo lo stop, con i dirigenti mi sento di frequente, quasi tutti i giorni, per discutere della prossima stagione. Sfruttiamo questo momento di stasi per non arrivare con l’acqua alla gola. A parte il progetto tecnico, adesso bisogna fare i conti con quelle che saranno le conseguenze del virus. Si parla in maniera tecnica, ma passerà ancora del tempo per avere un quadro preciso della situazione. Fattivamente, contiamo di vederci per i primi di giugno. Dobbiamo poi rapportarci per comprendere la portata del budget».

Iervolino in questa stagione ha ricevuto numerosi complimenti per la qualità del gioco espressa dal suo Lacco Ameno. Con i social e la Tv è possibile visionare e analizzare incontri anche delle categorie inferiori. Comincia ad essere un vantaggio per molti allenatori ma allo stesso tempo una sorta di boomerang… «E’ la bellezza di questo lavoro. Team analysis e match analysis hanno sempre più importanza. C’è bisogno della conoscenza dell’avversario ma anche della tua squadra, così viene fuori la strategia che un allenatore prepara in funzione dell’avversario e dell’esaltazione dei singoli calciatori».

MEGLIO COI GRANDI – Iervolino ha avuto esperienze extra-isolane in società professionistiche, seguendo le squadre giovanili. Quello con i vivai è un discorso interrotto o in futuro potrebbe essere ripreso? «E’ un discorso messo nel cassetto. Il mio obiettivo è dedicarmi ai grandi, penso che sia arrivato il momento. Però non escludo nulla, un progetto importante non è mai da scartare. Quello che posso dare ai giovani ed ai grandi, è sicuramente messo sul campo. Quando si hanno delle conoscenze, è importante metterle a disposizione. Al momento l’intenzione è di proseguire con i grandi».

Anche i calciatori dilettanti, attraverso la propria associazione, reclamano un “inquadramento”, con regolare sottoscrizione di accordi economici, anche se minimi. Questa fase di pandemia concretizzerà questo processo? «Mi aspetto una accelerata di questo processo ma che venga sfruttato il momento di stasi per un rinnovamento di come si muove il calcio dilettantistico. Secondo me – conclude Iervolino – si dovrebbe fare di necessità virtù, i calciatori un minimo di tutela lo meritano anche a questi livelli».

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