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Ida De Maio: «Affronterò questo nuovo ruolo con il massimo impegno»

Intervista. La prima donna vicesindaco del Comune di Ischia ci racconta obiettivi e speranze. «Il mio non è un risultato personale solo ed esclusivamente alla De Maio, ma un risultato dovuto anche agli altri colleghi di lista». Le deleghe affidate e la volontà di aiutare i cittadini in difficoltà

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Ida De Maio è la prima vicesindaco donna del Comune di Ischia. Un traguardo importante al di là del successo personale. In questa intervista la neo vicesindaco spiega come affronterà la nuova esperienza.

– Un grande successo politico ma anche una responsabilità che, leggendola tra virgolette, è importante anche e veramente per tutte quelle donne che vogliono fare politica. Una sorta di rivincita, quasi di genere?
«Quello che ora mi ritrovo a ricoprire è un ruolo che mi lusinga non poco. Naturalmente è un ruolo di grande responsabilità, non solo perché sono rappresentante del sesso femminile, ma anche per il gruppo politico che rappresento. Non so cosa mi riserverà il futuro, come tutti ne sono all’oscuro. Però l’unica cosa che so è che spero e di fare del mio meglio. Con impegno e con diligenza. Ad ogni modo non vi nascondo che comunque è un ruolo importante e che da ieri mi lascia pensare molto. Richiede molta serietà, molta responsabilità, tanto sacrificio e molta concentrazione».

– Raccontaci “la notte prima degli esami”. Per un avvocato o per chi vive una vita cadenzata dalle date prefissate c’è sempre la “sera prima”. Come è stata la sera prima della tua decisione di accettare “di firmare il decreto di nomina propostami dal sindaco”?
«In realtà io non mi aspettavo di firmarlo il giorno 19 luglio, che per me è una data importante perché sono trascorsi quattro anni dalla morte di mia madre. E quel giorno, quando ho firmato, non mi rendevo conto di questo momento particolare, però forse l’ho colto come se fosse un segno del destino. E’ come se mia mamma mi dicesse “ma dai, vai che io penso che sei una persona che comunque può dare tanto a questo paese”. Ci penso, ci rifletto perché è un ruolo impegnativo. Spero di poter adempiere a questo compito con la massima diligenza, con il massimo impegno. Poi naturalmente io penso che nella vita errare è umano e gli errori ci saranno, ma spero di conservare sempre un atteggiamento di buona fede. Io ce la metterò tutta e se dovessi sbagliare in qualche cosa, che dire, mi perdonerete.

Naturalmente accetto il confronto e anche le critiche, ma sono allergica a quelle pretestuose, queste non le ho mai accettate perché sono una persona, o quantomeno cerco di essere una persona concreta, magari poco avvezza a tutte queste forme di pubblicità. Ma in ogni caso cerco di dare del mio meglio».

QUATTRO COMPITI IMPORTANTI. Arrivi ad essere vicesindaco di Ischia anche grazie ad un importante e largo consenso elettorale, sia personale come Ida De Maio, ma anche come gruppo, come lista.
«Ho ringraziato, anche tramite whatsApp e Facebook, gli altri componenti della lista che io spero e mi prefiggo di poter coinvolgere in quelli che sono tutti traguardi che cercheremo di raggiungere. Perché, come ho già detto in un’intervista precedente, il mio risultato non è un risultato personale solo ed esclusivamente alla De Maio, ma un risultato dovuto anche agli altri colleghi di lista. Che attenzione sono tutti i giovani, meno giovani, professionisti ma comunque persone capaci di scendere in campo e di dare il meglio di se stessi con le proprie idee, ma anche e soprattutto diciamo materialmente, concretamente. Io sono contenta della mia lista, sono contenta del risultato elettorale. Lo ripeto, sono onorata, perché penso che i miei voti, oltre alla collaborazione di tutte le persone che mi hanno sostenuto, sono per la maggior parte voti di stima».

– Ti faccio una domanda che può sembrare un po’ stupida, però io sono estremamente convinto che certi esempi e certe storie vadano raccontate nella sua interezza, soprattutto perché immagino che ci sia qualcuno che possa leggere questa tua intervista e possa porsi delle domande. Io te la faccio semplice, magari c’è qualcuno che si pone delle domande più importanti. Come si fa a essere mamma, moglie, vicesindaco e avvocato?
«Diciamo che è difficile poter conciliare tutte queste professioni. Posso usufruire dell’apporto collaborativo degli altri membri della famiglia, nel senso che i miei figli sono adulti e comunque mi aiutano e mi hanno aiutato anche durante la campagna elettorale. Non ti nascondo che i miei figli e mio marito stesso, che comunque mi ha dato un grande apporto, questo lo dobbiamo riconoscere, è stato di grande sostegno e tuttora lo è. Loro mi hanno aiutato, mi sostengono e collaborano a tutto il ménage familiare, naturalmente ci vuole una grande organizzazione e una capacità di poter conciliare tutte queste attività che spero di non trascurare o quantomeno cercare di portarle avanti al meglio».

– Un commento sulle deleghe che ti ha affidato il sindaco Enzo Ferrandino? Anche se immagino che la prima che abbiamo letto, gli affari generali, sia quella che caratterizza in totale il tuo assessorato. Certo ci sono anche le altre deleghe, ma sono tutte secondarie, anche per gli effetti politici che non sto qui a commentare con te perché è troppo presto.
«Si, ovviamente è presto per ogni dichiarazione. Questa delega che dispiega i suoi effetti proprio sulla vita delle persone è di cruciale importanza. Ci tenevo tantissimo, infatti ho proposto al sindaco di darmela perché penso che la politica sia anche questo, ovvero poter essere di aiuto alle persone in difficoltà, alle persone che hanno bisogno. Ora è un momento particolare in cui ci dobbiamo dare da fare e dobbiamo sostenerle. Naturalmente la delega alle politiche sociali non prevede solo questo tipo di lavoro e di apporto, però come hai ben detto sono all’inizio, non so effettivamente fino a che punto si estende; cioè non conosco bene effettivamente i suoi limiti. Mi interesserò perché, ti ripeto, è una delega importante, per poter essere solidale soprattutto con chi ha bisogno di maggiore sostegno in questo momento storico».

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