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I Windsor e il tempo inesorabile | #4WD

Daily 4ward di Davide Conte del 11 maggio 2022

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Fa notizia l’assenza della Regina Elisabetta in occasione del discorso a Westminster, letto per sua espressa volontà dal Principe Carlo. Ma se vogliamo, questo è forse il più grande segnale di “umanità” di una sovrana che, a novantasei anni, sa di un sovrumano che va oltre la semplice longevità.

La stessa immagine del figlio, seduto con la moglie Camilla e il primogenito William accanto alla corona materna sul cuscino trasmette una certa tenerezza, considerato che quell’uomo ormai settantaquattrenne sarebbe, all’atto dell’uscita di scena di sua madre, il più anziano erede al trono del Regno Unito.

Anche le recenti beghe di palazzo con lo smarcamento volontario di Harry e Megan dalla famiglia reale e il loro trasferimento in California, con tanto di piccanti rivelazioni sull’aria irrespirabile che tirerebbe a Buckingham Palace, la dicono lunga sul fatto che di questi tempi è praticamente impossibile sottacere anche quanto, negli anni, è sempre rimasto ovattato dalla rigida cortina protettiva che lo circonda.

Una famiglia, quella reale inglese, che neppure la silente quanto rigida autorità di Elisabetta è riuscita a tenere unita, dovendo cedere -alla fine- a quanto il mutamento generazionale e sociale impone di soggiacere. Erano altri tempi anche quando il mondo intero pianse, scandalizzato, la morte di Lady Diana, vivendo ancora tra i mille dubbi che impediscono di fare chiarezza su quell’incidente d’auto a Parigi: se fosse successo oggi, altro che interviste piccanti o indagini insabbiate…Eppure, questa defaillance della Regina, più che prologo non ad un’impossibile abdicazione ma a una probabile, imminente reggenza di Carlo in caso di manifesta incapacità a proseguire, sembra proprio quell’inaspettato colpo di scena che, agli occhi di chi ben conosce le dinamiche dei reali, potrebbe rappresentare il modo più appropriato di chiudere un’epoca e porre anche i Windsor dinanzi alla dura realtà del mondo che cambia e del tempo che, inesorabile, passa per tutti.

1 commento

  1. Non credo che gli convenga abolire la monarchia. Porta miliardi con il turismo nelle casse dello stato e sarebbe davvero una mossa stupida. Tanto, di potere reale non ne hanno e quello che si spende per loro rientra agevolmente con tanti interessi. Poi, chiaro, dipende da chi segue come si porrà. Mi pare di aver letto anche alcuni sondaggi tra inglesi che ancora ci tengono. Un po’ di nostalgia e tradizioni fanno anche bene in questi tempi tremendi, no?

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