lunedì, Febbraio 16, 2026

I vigili urbani diventano “2.0” scattano body-cam e dash-cam a Forio

Approvato il regolamento comunale sulla videosorveglianza: regole, limiti e garanzie per il nuovo sistema tecnologico della Polizia Locale. Telecamere fisse nei punti sensibili del territorio, dispositivi indossabili per gli agenti, videocamere sulle auto di servizio e droni già operativi: il Comune di Forio mette a regime il sistema integrato di controllo urbano, fissando tempi di conservazione, modalità di accesso ai filmati e tutele per la privacy dei cittadini.

Gli ultimi articoli
pubblicità elettorale

Un paese osservato da più occhi elettronici, ma con regole scritte riga per riga. Forio compie un passo deciso verso la videosorveglianza integrata, approvando il nuovo regolamento comunale che disciplina in modo organico l’uso di telecamere fisse, dispositivi mobili, body-cam per gli agenti, dash-cam sulle auto di servizio e droni già in dotazione alla Polizia Municipale e alla Protezione Civile.

Non si tratta solo di un aggiornamento formale, ma dell’atto che mette ordine in un sistema già in fase avanzata di realizzazione. «È il provvedimento che disciplina tutto quello che stiamo facendo e che stiamo continuando a fare», è stato spiegato dal consigliere delegato alla Polizia Municipale, Salvatore Serpico, che ha illustrato l’architettura del progetto e le sue finalità operative.

Il piano prevede l’installazione progressiva di telecamere nei punti considerati più sensibili del territorio: il porto, l’area centrale, le principali spiagge e altri snodi strategici. A queste si affiancano i dispositivi mobili in dotazione agli agenti e quelli montati sui veicoli del comando, oltre ai droni utilizzati per il monitoraggio dall’alto in situazioni di emergenza o per il controllo di zone difficilmente accessibili.

Il cuore del sistema sarà una centrale di videosorveglianza collegata a un server dedicato alla conservazione delle immagini. Una struttura che consentirà, nelle intenzioni dell’amministrazione, di intervenire con maggiore rapidità in caso di situazioni critiche, emergenze o episodi potenzialmente pericolosi, e allo stesso tempo di ricostruire con precisione quanto accaduto quando le immagini vengano richieste dall’autorità giudiziaria o dalle forze di polizia.

Le body-cam, in particolare, non funzioneranno in modalità continua. Gli operatori le attiveranno solo in circostanze specifiche, quando l’intervento presenti profili di rischio o quando sia necessario documentare condotte illecite, anche di carattere minore. Un uso “a chiamata”, pensato per tutelare sia gli agenti sia i cittadini coinvolti, evitando registrazioni indiscriminate.

Lo stesso principio vale per le dash-cam sulle auto di servizio, destinate a documentare pattugliamenti, incidenti stradali e interventi complessi, e per i droni, già impiegati per il sorvolo di aree sensibili e per il supporto alle attività di protezione civile in caso di eventi straordinari.

Se questa è la parte visibile del progetto, quella tecnologica, il regolamento comunale rappresenta la sua spina dorsale giuridica. Il testo, articolato e dettagliato, recepisce il Regolamento europeo sulla protezione dei dati, il Codice della privacy italiano e le linee guida del Garante, stabilendo principi di proporzionalità, minimizzazione dei dati, limitazione dei tempi di conservazione e tracciabilità di ogni accesso.

Le immagini raccolte dal sistema potranno essere conservate, in via ordinaria, per un massimo di sette giorni, salvo proroghe motivate legate a indagini o richieste dell’autorità giudiziaria. Ogni operazione di visione, estrazione o copia dovrà essere registrata in appositi log, con l’indicazione dell’operatore, dell’orario e della finalità. L’accesso ai server sarà consentito solo a personale formalmente autorizzato, con credenziali individuali e profili differenziati.

Il regolamento individua inoltre il Comune come titolare del trattamento dei dati, il sindaco pro tempore come responsabile politico-istituzionale, il comandante della Polizia Locale come referente operativo e un responsabile della protezione dei dati incaricato di vigilare sulla correttezza delle procedure. Sono previste sanzioni disciplinari, amministrative e penali in caso di utilizzo improprio delle immagini o di accessi non autorizzati.

Sul punto, l’avvocato Salvatore Serpico ha voluto rimarcare la linea seguita dall’amministrazione.
«Il sistema di videosorveglianza che stiamo realizzando – ha dichiarato il consigliere delegato alla Polizia Municipale – nasce con una duplice finalità: rafforzare in modo concreto la sicurezza urbana e, allo stesso tempo, garantire il massimo rispetto dei diritti delle persone. Il regolamento approvato dal Comune non è un atto meramente tecnico, ma uno strumento di garanzia per tutti, cittadini e operatori. Abbiamo voluto fissare regole chiare sull’utilizzo delle telecamere, sulle body-cam, sulle dash-cam e sui droni, stabilendo chi può accedere ai dati, per quanto tempo possono essere conservati e in quali casi possono essere messi a disposizione dell’autorità giudiziaria».

Serpico ha insistito anche sull’aspetto della trasparenza e della tracciabilità.
«Ogni accesso ai filmati sarà registrato, motivato e verificabile. Non esistono spazi per utilizzi discrezionali o per forme di controllo generalizzato della popolazione. La tecnologia deve essere un supporto all’attività della Polizia Locale e alla tutela del territorio, non uno strumento di compressione delle libertà individuali. Per questo abbiamo ritenuto indispensabile dotarci di un regolamento rigoroso, in linea con il GDPR e con le indicazioni del Garante per la privacy».

Un passaggio, quello sulle garanzie, che l’amministrazione considera centrale anche per evitare che il nuovo sistema venga percepito come una rete di sorveglianza permanente più che come un presidio di sicurezza.

Nel testo regolamentare, infatti, è espressamente vietato l’uso delle telecamere per il controllo a distanza dei lavoratori, per riprese all’interno di abitazioni o luoghi privati, o per finalità diverse da quelle istituzionali legate alla sicurezza urbana, alla tutela del patrimonio pubblico e al contrasto degli illeciti, compresi quelli ambientali come l’abbandono dei rifiuti.
Resta ora la fase operativa finale: completare le installazioni, mettere a regime la centrale di controllo, formare il personale autorizzato e rendere pubbliche, come previsto, le informative per i cittadini e la segnaletica nelle aree videosorvegliate.

Forio, in sostanza, sceglie di affidarsi a una rete tecnologica sempre più estesa per tenere sotto osservazione il proprio territorio. Lo fa promettendo regole severe e controlli puntuali sull’uso dei dati. Promesse scritte in un regolamento lungo e dettagliato. Come spesso accade, la vera prova non sarà nella carta bollata, ma nella quotidianità degli accessi ai server e delle mani che, materialmente, premeranno “play” sulle registrazioni. Per ora, almeno, le regole ci sono. E non sono poche.

  • Articolo realizzato dalla Redazione Web de Il Dispari Quotidiano. La redazione si occupa dell'analisi e della pubblicazione fedele degli atti e dei documenti ufficiali, garantendo un'informazione precisa, imparziale e trasparente. Ogni contenuto viene riportato senza interpretazioni o valutazioni personali, nel rispetto dell’integrità delle fonti e della veridicità dei fatti.

    Visualizza tutti gli articoli

Iscriviti alla newsletter

Resta informato e non perderti nessun articolo

contenuti sponsorizzati da Geozo

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Iscriviti alla newsletter

Resta informato e non perderti nessun articolo

Gli ultimi articoli

Stock images by Depositphotos