Il mare di Procida non è solo bellezza, ma diventa ponte, abbraccio, possibilità.
Ancora una volta quell’azzurro ha saputo accogliere con il cuore aperto chi, nella vita, ha bisogno di una rotta nuova da seguire.
Quattro ragazzi del Punto Cuore di Afragola, accompagnati da altrettanti educatori, hanno vissuto qui una giornata che non dimenticheranno: il loro primo incontro con la vela, il mare, e con un’umanità che sa donarsi senza chiedere nulla in cambio.
Arrivati a bordo di una barca a vela, hanno attraccato alla Marina di Procida con gli occhi pieni di curiosità e il cuore aperto all’ignoto. Tra i 9 e i 12 anni, questi giovani provengono da contesti difficili, dove spesso i sogni si infrangono prima ancora di prendere il volo. Ieri, grazie all’impegno della Lega Navale Italiana – Sezione di Procida, il vento ha soffiato a favore, spingendo le loro speranze oltre l’orizzonte.
Ad accoglierli, un gruppo di volontari sorridenti, pronti a regalare tempo, sapere e soprattutto calore umano. Senza esitazione, hanno detto sì alla richiesta di offrire una lezione di vela, trasformando un desiderio timido in una realtà luminosa. Non era solo un’uscita in mare, ma un gesto concreto di inclusione, un modo per dire: “Tu sei importante. Tu appartieni.”
A guidare questa piccola avventura, figure cariche di umanità e spiritualità: don Guillaume de Laage, sacerdote francese e responsabile del Punto Cuore di Afragola; padre Edouard de Grivel, dalle Mauritius; un giovane volontario messicano e un militare della Marina Militare Italiana. Provenienze diverse, un’unica missione: accompagnare questi ragazzi verso la scoperta del loro valore, attraverso il mare.

La giornata è iniziata con una lezione teorica a terra: qualche nozione sulle vele, il vento, l’equilibrio. Occhi sgranati, domande curiose, mani che si alzano con entusiasmo. Poi, il momento tanto atteso: la discesa in mare sulle barche Optimist della Lega Navale. Per molti di loro era la prima volta, ma bastava guardarli per capire che qualcosa di profondo stava accadendo. Il timone tra le mani, il vento sul viso, l’acqua che spruzza e solletica: era come se il mare parlasse una lingua che loro comprendevano bene, quella della libertà e della scoperta.
A rendere possibile tutto questo, la passione e la dedizione dei soci Valerio Luongo, Dario Auriemma, Corrado Bianco, Paolo Di Costanzo, Leo Scotto di Santillo e Giuseppe Scotto di Carlo e con loro il Presidente della Sezione della Lega Navale di Procida, Corrado Boanco. Uomini di mare, certo, ma soprattutto uomini di cuore, che hanno messo a disposizione le loro imbarcazioni e la loro esperienza, ma soprattutto la loro presenza autentica.
E quando le vele si sono ammainate e le barche sono rientrate in porto, la magia non era finita. Ad aspettarli, una merenda semplice ma gioiosa: tranci di pizza calda, Coca Cola fresca, aranciata e risate. Non servivano grandi discorsi, bastavano gli sguardi, i sorrisi larghi, le mani che si stringevano forte. Era il momento della condivisione, quello in cui ci si sente parte di qualcosa di più grande.
E questa storia non finisce qui. Venerdì prossimo, un nuovo gruppo di ragazzi vivrà la stessa esperienza. Perché il mare di Procida ha ancora tante lezioni da offrire, e una vela che si gonfia al vento può diventare simbolo di rinascita per chi ha dovuto, troppo presto, affrontare tempeste.
Nella quotidianità che molto spesso ci fagocita, che corre veloce e spesso dimentica chi resta indietro, questa iniziativa è una carezza che lascia il segno. È la dimostrazione che l’inclusione non è un concetto astratto, ma qualcosa che si realizza con gesti concreti, con tempo donato, con mani tese verso l’altro.
Procida, con il suo mare accogliente e la sua gente generosa, ha regalato a questi ragazzi molto più di una giornata speciale: ha donato loro un ricordo che li accompagnerà per sempre. Un ricordo fatto di vento tra i capelli, acqua salata sulla pelle, e un cuore che, finalmente, si sente visto, ascoltato, amato.



