martedì, Aprile 13, 2021

I camion non imbarcano. Lombardi: “Ora Basta! denuncio la Caremar“

Ultima corsa per le isole. A terra i camion dell’Ortofrutta. Penalizzati i contoterzisti. Pronte le azioni legali

In primo piano

Resta il caos “traghetti passeggeri e merci“  per le Isole di Ischia e Procida. Restano a terra i camion del’Ortofrutta. Ufficialmente causa meteo.  Tanto tuonò che piovve. Alla fine i mezzi destinati agli approvvigionamenti alimentari isolani non sono imbarcati sull’ultima nave in partenza da Napoli. Il fatto è accaduto a Porta di Massa in occasione della prevista partenza delle 21,55 di martedi 6 aprile prevista da Napoli per Ischia e Procida. Mare troppo agitato per traghettarli. E’ questa la versione data ai viaggiatori, al camionista che, nonostante il biglietto di imbarco, non ha potuto guadagnare il garage della nave e quindi raggiungere l’isola di Ischia.  Come scriviamo  da settimane attraverso queste pagine la Caremar ha scelto  la nave veloce Isola di Procida anche per l’ultima corsa delle ore 21,55, cosi molti  rientri sulle isole sono a rischio. La prova con il mancato imbarco registratosi questa sera. I fatti che vi abbiamo raccontato riguardano i camion che trasporto frutta ed ortofrutta ai supermercati e punti spaccio. Camion che partono il il pomeriggio alle 16,00 e rientro alle 21:55. Dunque un percorso quasi obbligato. Viaggiatori ed imprenditori restano dunque alla merce di scelte societarie illogiche ed improvvise e di una Regione, di una politica assente. Nel merito dell’accaduto cosi si è espresso Giovanni Lombardi vittima nello specifico del mancato imbarco, nonché esponente dei trasportatori conto terzi, di Ischia  e Procida: “Quello che avevamo temuto si è avverato, li traghetto veloce, causa mare agitato, ha lasciato a terra i camion degli approvvigionamenti di Ischia e Procida. Darò incarico al mio legale di procedere a denunciare i fatti e la Caremar. L’autista era munito di regolare biglietto di imbarco per le 21.55. “.

Traghetti veloci invece di regolari traghetti. Mezzi con capacità di portata ridotte che di fatto non riescono da soli a garantire le esigenze di trasporto e continuità territoriale. Sono queste e molte altre scelte che non fanno che acuire una situazione di per se già complicata. Con poche corse attive è chiaro come tutti, da passeggeri ad auto a trasportatori si riversino in quelle fasce orarie. Questo modo di fare sta scatenando da settimane  la dura e risentita  reazione dell’utenza e delle singole categorie come i “trasportatori conto terzi“ gravemente penalizzati da questa gestione poco oculata dei trasporti sulle vie del mare. a ben vedere con scarsi risultati. Non bastano le evidenze dei danni perpetrati e le richieste di sensibilità al problema. Il danno resta all’utenza.Purtroppo la pandemia e l’assenza di una reale concorrenza nei servizi  offerti sta favorendo il complessivo e grave aumento della distorsione nei servizi stessi e ovviamente  della concorrenza. Realtà di fatto azzerate a dano dei viaggiatori. 

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1 commento

  1. Non ci sono più i comandanti di una volta.
    Basta vedere che soggetti ci sono oggi su quei traghetti.
    L effetto privatizzante da una parte ha fatto si,che i dipendenti si freghino meno nafta per riempire i serbatoi delle loro macchine,altresì ha scatenato l’effetto raccomandazione mettendo a pucchiacc nman i criature,sia sui traghetti che negli uffici armatoriali.

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