Homo sum: il Liceo Buchner celebra la notte dei classici il 27 marzo

Notte Nazionale del Liceo Classico, XII edizione. L'istituto ischitano partecipa all'evento nazionale con performance, letture e momenti teatrali ispirati al tema dell'humanitas

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Il Liceo Statale Giorgio Buchner di Ischia sarà protagonista, il prossimo 27 marzo 2026, della XII edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico, l’appuntamento che ogni anno trasforma gli istituti classici di tutta Italia in palcoscenici di cultura e pensiero, aperti alla cittadinanza dalle 18 fino a mezzanotte. Ad annunciarlo è la Dirigente scolastica prof.ssa Assunta Barbieri, con una comunicazione ufficiale indirizzata a studenti, famiglie, docenti e personale dell’istituto.

Il tema scelto per questa edizione è “Homo sum”, tratto dal celebre verso di Terenzio — “Homo sum, humani nihil a me alienum puto” — che tradotto suona come un monito sempre attuale: nulla di ciò che è umano può esserci estraneo. Una scelta non casuale, che invita la comunità scolastica a una riflessione profonda sul significato dell’essere uomini nel tempo presente, segnato da conflitti, violenze visibili e invisibili e dalle sfide inedite poste dalla modernità e dall’intelligenza artificiale. Attraverso performance, letture, momenti teatrali e attività culturali, il Buchner intende raccogliere l’eredità dei classici per dare voce al concetto di humanitas inteso nella sua accezione più piena: apertura all’altro, responsabilità, dignità e compassione.

La locandina ufficiale della XII edizione, realizzata dall’artista Valeria Sanfilippo, è essa stessa un manifesto visivo di straordinaria forza espressiva. Al centro dell’immagine un neonato adagiato in un nido di foglie tra i rami di un albero, avvolto in un alone di luce sotto la corolla di un fiore: è l’Humanitas compiuta, la vita che chiede protezione e cura, la promessa del futuro. Intorno a questa figura fragile e luminosa, il mondo si mostra nella sua contraddizione più drammatica: città in fiamme, armi, soldati, vite spezzate nella parte inferiore dell’immagine, mentre volti fluttuanti sospesi nello spazio intermedio portano sul proprio tratto le espressioni del dolore, del silenzio e della paura.

Sono, nelle parole dell’artista, le coscienze ferite dell’umanità plurale. L’albero che tutto sorregge rappresenta la tradizione classica: le sue radici affondano in una terra ferita dalla guerra e dalla devastazione, ma tra di esse splende un seme — la physis, il principio vitale — pronto a germogliare se adeguatamente custodito.

Il messaggio dell’opera è nitido e potente: l’humanitas non è un dato acquisito, ma un processo continuo di cura, trasmissione e difesa. Se il seme viene dimenticato, se le radici vengono recise, nessuna umanità futura potrà fiorire. Ed è proprio in questo spazio che il liceo classico emerge come luogo di custodia e coltivazione del patrimonio degli antichi, non come reliquia da conservare ma come seme vivo capace di generare coscienza critica e rispetto dell’altro.

L’evento del 27 marzo si preannuncia dunque come una serata intensa e partecipata, in cui la comunità del Buchner — studenti, docenti e famiglie — aprirà le porte dell’istituto alla città per condividere il valore sempre attuale degli studi classici. Il programma dettagliato della serata sarà comunicato nelle prossime settimane.

  • Articolo realizzato dalla Redazione Web de Il Dispari Quotidiano. La redazione si occupa dell'analisi e della pubblicazione fedele degli atti e dei documenti ufficiali, garantendo un'informazione precisa, imparziale e trasparente. Ogni contenuto viene riportato senza interpretazioni o valutazioni personali, nel rispetto dell’integrità delle fonti e della veridicità dei fatti.

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