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Daily 4ward di Davide Conte del 26maggio2020

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Ancora una volta un provvedimento in emergenza Covid di questo Governo sempre più inadeguato appare ingiustificatamente discriminatorio. La riapertura delle piscine esclude, infatti, quelle d’acqua marina e termale, facendo sì che la già gravissima situazione in cui versa l’intero comparto turistico nazionale riceva un altro grave colpo. Ad Ischia, poi, dove emungere tali acque per piscine natatorie non è solo una prerogativa della maggior parte degli hotel ma, principalmente, il valore aggiunto di quegli splendidi parchi termali unici al mondo, la necessità di tale distinguo appare non solo ancor più incomprensibile, ma anche inaccettabile.

Non passerà una settimana e sarà ritrattata, ma nel frattempo si è dato modo a strutture importanti di rinunciare definitivamente all’apertura 2020. E’ il caso dei Giardini Poseidon, che non hanno perso tempo per dare il triste annuncio dal loro sito ufficiale, con la scusa che “ad oggi non solo l’attività dei centri termali, e quindi anche del nostro Parco, è sospesa per legge fino a data indefinita, ma visto il complesso contesto normativo, perdura una notevole incertezza circa le misure di sicurezza ritenute necessarie.

Non me la sento di dare completamente torto alla proprietà dei Poseidon! Penso però ai suoi quasi (o forse più) cento dipendenti che in questo momento sanno solo di esser rimasti senza lavoro; così come alle tante strutture alberghiere che, a differenza dell’ultima arrivata gestione forestiera del Mezzatorre (che già da tempo ha annunciato di fermarsi per un giro mentre altrove riaprirà), stanno compiendo numerosi sacrifici per riaprire dalla fine di giugno e garantire almeno qualche mese di lavoro.

In assenza di “piscine proibite”, credo che la famiglia Staudinger avrebbe forse il dovere di ritornare sui propri passi e “devolvere” il proprio decremento sul fatturato 2020 a un territorio da cui, negli anni, ha sempre, puntualmente e meritatamente attinto a piene mani.

1 commento

  1. Poseidon = 130 dipendenti circa

    Concordo a pieno con la Sua analisi, Caro Davide.
    Questo vale sia per la Signora Lucia Staudinger-Beringer, quanto per la famiglia Sciò ed imprenditoria locale varia.
    Se in un anno normale fai da 5 a 7 milioni di fatturato guadagnandoci (ed è giusto così), in un anno particolare, causa questa maledetta pandemia, fai lo sforzo di aprire, fai la metà del fatturato, con meno dipendenti (scegliendo tra quello più anziano) , coprendo le spese, ma lasciando qualcosa sul territorio e nel sociale.
    Il ritorno di gratitudine sarebbe immenso.
    Ma forse, io e Lei siamo solo dei sognatori…

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