Guerra all’Asl, c’è il Comune di Ischia: “Salute mentale smantellata per risparmiare”

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Pasquale Raicaldo | Con i tempi della politica, la politica scende in campo nella vertenza per la Salute Mentale e per l’indegno ridimensionamento dei servizi sulla nostra isola, con la soppressione della Sir (da Villa Orizzonte a Villa Stefania, poi il nulla) e il declassamento dei pazienti. E con l’addio a una serie di attività virtuose che ne favorivano la riabilitazione. Facendo della nostra isola una piccola oasi felice per la salute mentale.
Prima, appunto, della gestione Ferraro dell’Asl Napoli 2 Nord. E dell’infelice traghettamento della Iovino, appena silurata e sostituita a Monterusciello.
E arriva oggi una notizia certo non di poco conto: il Comune d’Ischia ha deciso di ricorrere alla giustizia amministrativa per far annullare la delibera dell’Asl con la quale è stata disposta la rimodulazione dei servizi della salute mentale. «Una delibera – come riassunto dall’amministrazione comunale di Ischia, che pure aveva ospitato qualche settimana fa un lungo confronto con Lello Topo – che, partendo da un presupposto apparentemente meritorio, cioè quello di comprimere le spese, nei fatti, smantella definitivamente un servizio importante, che dava risposte ai poveri pazienti della salute mentale membri della nostra collettività. In seguito alla attuazione delle disposizioni contenute nell’atto impugnato e dopo il declassamento ”molto discutibile”(per usare un eufemismo) del grado di patologia dei pazienti affidati alla struttura, appare nella sua compiutezza il disegno malevolo dei vertici dell’Asl di sopprimere ogni presidio sanitario dall’isola nel campo della sanità mentale».
Al di fuori del politichese, viene dunque definito «malevolo» il progetto andato in porto nei mesi scorsi, e più volte osteggiato del resto dal nostro quotidiano e dal comitato di Cittadinanza Attiva.
Oggi, arriva però il ricorso al tribunale amministrativo regionale, promosso dal Comune di Ischia. Che definisce questo passaggio, con le parole del vice sindaco Enzo Ferrandino, «una iniziativa di civiltà doverosa, che abbiamo assunto in concerto con i rappresentanti del comitato che sta giustamente cercando di tutelare i diritti dei malati e delle loro famiglie».
E ancora: il declassamento sospetto, e per alcuni versi miracoloso, del grado di patologia di tutti i pazienti e la rimodulazione del servizio, che tende a ribaltare sui comuni e sulle famiglie degli ammalati l’onere delle cure, costituiscono espressione della malcelata volontà di procedere alla ingiustificata eliminazione di un altro fondamentale servizio sanitario della nostra isola. «Rispetto a queste azioni nefaste – prosegue Ferrandino – l’ente comunale non vuole rimanere inerme e pertanto adesso intraprendiamo l’azione giudiziaria a tutela degli interessi del Comune d’Ischia e di tutta la collettività isolana, e, parallelamente, attiveremo i canali politici per far sentire degnamente la voce della comunità isolana su questo tema come pure su tutta la questione sanità isolana».
E dunque all’azione politica, inaugurata tutt’altro che celermente dall’incontro con Topo (che pure aveva investito il sindaco di Barano, Paolino Buono, dell’impegno di farsi coordinatore di uno studio concreto sul fabbisogno della salute mentale a Ischia), si affiancherà sin da subito un’azione giudiziaria. Che potrebbe avere nuovi e imminenti risvolti: sono molte, decisamente troppe, le linee d’ombra delle gestione dell’Asl Napoli 2 Nord. In seno alla quale proprio ieri l’altro è stato nominato il commissario straordinario Antonio D’Amore, e con lui il sub commissario amministrativo Alberto Pironti e il sub commissario sanitario Luigi De Paola.
Quella di ieri è stata invece la giornata in cui Vincenzo De Luca ha presentato alla stampa quella che ha battezzato come «la Rivoluzione della ‪‎Sanità‬ in Campania per migliorare i servizi ai cittadini».
E che lo stesso De Luca ha sintetizzato in tre punti: 1) Soppressione dell’Arsan, una struttura inutile e clientelare che ci farà risparmiare 8 milioni di euro all’anno; 2. Riordino delle procedure di nomina dei direttori generali, con semplificazione della nomina delle Commissioni e Albo aperto alle professionalità campane e italiane; 3. Istituzione dell’Ufficio Ispettivo, dove una task force effettuerà ispezioni nelle strutture sanitarie in cui attualmente non c’è alcun tipo di controllo.
«Intanto – ha poi riassunto il governatore – nei primi mesi di governo regionale abbiamo provveduto ad una serie di azioni:
1. Stabilizzazione del personale precario della sanità, con cui sono stati assorbiti mille medici e operatori sanitari;
2. Incremento del fondo per gli interventi socio-sanitari, con la semplificazione per cure e terapie dei malati di Sla;
3. Costituzione della commissione regionale per la semplificazione delle procedure per l’esercizio delle attività sanitarie e socio-sanitarie;
4. Approvazione degli atti di gara per il servizio di elisoccorso, in proroga da diversi anni, e affidamento a So.Re.Sa. dell’espletamento della procedura di gara;
5. Costituzione di commissioni tecniche per l’avvio dell’Ospedale del Mare e il ridisegno dell’offerta di Napoli: gli ospedali del centro non saranno chiusi ma riconvertiti in strutture territoriali, mentre saranno potenziati i Pronto soccorso;
6. Avvio della sperimentazione del numero unico di emergenza 112;
7. Rete dell’infarto del miocardio acuto (IMA);
8. Adozione di un software per il Registro tumori da parte di tutte le strutture sanitarie della regione;
9. Istituzione del registro regionale dei donatori di midollo osseo;
10. Commissariamento delle aziende sanitarie, con primo monitoraggio su efficienza e servizi in attesa della nomina dei manager;
11. Revisione e approvazione del piano di rafforzamento delle attrezzature tecnologiche di alta qualità medico scientifiche delle aziende sanitarie con fondi POR;
12. Ricalcolo delle tariffe della radioterapia;
13. Direttive alle aziende sanitarie per l’attivazione di percorsi assistenziali integrati tra ospedale e territorio per i pazienti oncologici o affetti da gravi patologie.
Il mio obiettivo – ha proseguito il governatore – è quello di avere grande umanizzazione e qualità del servizio unite alla valorizzazione delle professionalità. Eliminiamo le liste di attesa, perché un cittadino non debba più aspettare fino a 270 giorni per un’analisi o una visita cardiologica, e cancelliamo i tetti di spesa che per quattro mesi lasciano i cittadini abbandonati a se stessi. In questo modo – ha concluso – evitiamo anche che tanti cittadini vadano a curarsi al nord determinando un passivo di 300 milioni all’anno per la sanità campana. Infine, nessun cliente e nessun padrino politico: i medici dovranno preoccuparsi solo della propria professionalità».

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