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#guardastupisci Qui rido io, l’omaggio a Scarpetta

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Michelangelo Messina | Dopo l’anteprima al festival di Venezia che lo vede in competizione con gli altri film in concorso, esce nelle sale cinematografiche nella prima decade di settembre l’omaggio di Mario Martone ad Eduardo Scarpetta. A distanza di due anni dall’uscita del “Sindaco del Rione sanità”, altro omaggio a Napoli e ai suoi autori, (vincitore per l’occasione del Leoncino d’Oro sempre alla mostra di Venezia), Martone continua il suo percorso napoletano con “Qui rido io”, la storia di uno dei più celebri drammaturghi e autori teatrale Italiani. Nel film, il regista racconta la complessa vicenda umana e artistica e al caso di plagio che vide il grande attore napoletano contrapposto al più famoso poeta e scrittore Gabriele D’Annunzio.

La storia ambientata a Napoli, vede come protagonista Eduardo Scarpetta, attore comico, amatissimo dal pubblico partenopeo, sopratutto per il suo personaggio di “Felice Sciosciammocca”, che riesce a fare fortuna con i suoi spettacoli, ma anche il lato personale della vita di questo eclettico artista. La sua vicenda personale si snoda tra la sua complessa famiglia, moglie, amanti , figli legittimi e illegittimi. Il film vuole raccontare in sottofondo e con sobrietà anche la storia di altri grandi personaggi del teatro italiano, quella dei f.lli De Filippo, nati per l’appunto tra il rapporto tra Eduardo Scarpetta e sua nipote Luisa De Filippo. Sentimenti che aiuteranno gli spettatori a capire la più complessa opera esternata anni dopo poi da Eduardo De Filippo in “Filomena Marturano”.

Il film racconta la vita di Scarpetta passo dopo passo, all’apice della popolarità, dopo un successo straordinario, la caparbietà dell’autore di mettere in scena “La figlia di Iorio”, (tragedia del più grande poeta italiano del tempo: Gabriele D’Annunzio), lo trova a combattere in prima con i sostenitori di quest’ultimo che tra fischi e urla interrompono lo spettacolo. Lo stesso D’annunzio lo citerà in secondo luogo per plagio, vantando uno delle prime cause per il diritto d’autore in Italia. Ad interpretare il ruolo di Eduardo Scarpetta, un artista che muove i suoi primi passi propio a teatro insieme al fratello: Toni Servillo.

Un cast tutto napoletano che vede tra gli interpreti un discendente diretto del drammaturgo napoletano: Edoardo Scarpetta jr., trisnipote omonimo del capostipite, volto noto per il pubblico italiano che ha avuto modo di apprezzarlo nella serie televisiva “L’amica geniale” e nell’interpretazione di “Carosello Carosone” nell’omonima fiction tv. Nel film interpreta il bisnonno Vincenzo, padre di suo nonno Eduardo. Insieme a Scarpetta jr. spiccano i nomi di Maria Nazionale, Cristiana Dell’Anna, Antonia Truppo, Roberto De Francesco, Lino Musella, Paolo Pierobon, Gianfelice Imparato e Iaia Forte. Anche per questo lavoro Martone si avvalso della collaborazione alla scrittura del film di Ippolita Di Majo, con la quale aveva già firmato la sceneggiatura degli ulti suoi tre lavori: Il giovane favoloso’, ‘Capri-Revolution’ e ‘Il sindaco del Rione Sanità’.

E nel mondo sarà… “The kind of Laughter”

Nel film nulla è lasciato al caso, molto girato nei teatri di posa, persino le riprese si svolgono al Teatro Valle, storico teatro romano in cui nel 1889 debuttò la commedia Miseria e Nobilltà. Molte scene sono state girate a Castel Capuano e in altre località partenopee tra cui le Rampe Brancaccio. Accuratissimi i vestiti realizzati dalla costumista Ursula Patzack, le scenografie fedeli al 900 e alla Belle Époque sono state curata da Giancarlo Muselli (già collaboratore di Martone sin dal film d’esordio: “Morte di un matematico Napoletano”) e Carlo Rescigno, mentre invece la fotografia è stata affidata a Renato Berta. Per le vendite all’estero il titolo del film sarà “The King of Laughter” (Il re delle risate). La durata del film è di 133 minuti, prodotto da Indigo Film e Rai Cinema, distribuito da 01 e ad Ischia sarà in programmazione al Cinema Excelsior di Ischia dal 9 Settembre.

Il commento

Per tutta la vita il grande Eduardo De Filippo non volle mai parlare di Scarpetta come padre ma solo come autore teatrale. Quando suo fratello Peppino lo ritrasse spietatamente in un libro autobiografico, Eduardo gli levò il saluto per sempre. Venne intervistato poco tempo prima di morire da un amico scrittore: “Ormai siamo vecchi, è il momento di poterne parlare: Scarpetta era un padre severo o un padre cattivo?”. La risposta fu ancora sempre e solo questa: “Era un grande attore”. Qui rido io è l’immaginario romanzo di Eduardo Scarpetta e della sua tribù.

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