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#guardastupisci Aria ferma? Leonardo Di Costanzo

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Michelangelo Messina | Ancora una volta il regista di origine ischitane Leonardo Di Costanzo indaga sui rapporti umani con un rigore d’obbligo che mette a confronto due vite parallele estrapolandone le vicende umane e sociali. A distanza di nove anni da “L’intervallo”, film che gli valse ben sette premi collaterali alla 69 edizione del festival di Venezia, che Paolo Mereghetti per descriverlo scomoda la parola “capolavoro”, il regista ha presentato il suo nuovo film “Ariaferma” nella sezione fuori concorso alla 78a edizione del festival lagunare. Personalmente non comprendo la logica che un film del genere sia stato posizionato in fuori concorso, non solo per gli ottimi successi ottenuti nel passato da Di Costanzo, ma anche per la tematica e realizzazione dell’opera, a mio personale parere il film meritava senz’altro la competizione per il più ambito premio.

A differenza delle precedenti opere, dove si avvale di attori primordiali, alle loro prime esperienze, questa volta il regista ha affidato i ruoli principali a due straordinari interpreti del panorama cinematografico nazionale: Silvio Orlando e Toni Servillo (entrambi presenti anche in altre pellicole al festival). Due personaggi che hanno saputo esprimere attraverso il percorso indicato dal regista e ovviamente attraverso alla loro più che confermata professionalità gli stati d’animo di due anime costrette a vivere in parallelo l’esperienza di un penitenziario. Rispettivamente nei ruoli di carcerato e carceriere, i due attori napoletani trasportano il pubblico nella scena con delicatezza e garbo, ponendo riflessioni sullo stato sociale del carcere, raccontando il punto di vista delle anime che sono costrette a viverci anche se pur in posizioni diverse. Il regista ha messo al centro dell’opera il rapporto, interpersonale, fisico ed istituzionale che avviene in un carcere tra i detenuti e le guardie.

Altro tema centrale che emerge da quest’opera è la claustrofobia, che riporta lo spettatore sui momenti passati durante il lock -down, alla riflessione che forse siamo tutti prigionieri, ognuno nel suo ruolo, ognuno nel suo stato d’animo. “Ariaferma”, titolo non a caso, è una riflessione sullo spazio, sul tempo e sul giudizio, in questa sospensione totale c’è l’illusione di una normalità che forse tutti auspichiamo, oramai lontana. Per raccontare questa vicenda è stato utilizzato il cupo carcere di San Sebastiano di Sassari che nella finzione scenica rappresenta il carcere di Mortana, un luogo fittizio. A dare luce, ancora una volta ai cupi ambienti scelti dal regista è Luca Bigazzi che ha già collaborato con Di Costanzo nel suo precedente film “L’Intervallo”. Senz’altro hanno stimolato agli sceneggiatori anche gli avvenimenti accaduti durante la pandemia nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Il regista ha sottolineato che “Ariaferma” non sia «una pellicola sulle condizioni delle carceri italiane, ma sulla assurdità del carcere». Il film è prodotto da Tempesta e Rai Cinema, uscirà nelle sale cinematografiche il 14 Ottobre distribuito da Vision.

Chi è Leonardo DI Costanzo

Nato ad Ischia, vive tra Parigi e Napoli. Ha iniziato a lavorare nel mondo del cinema in Francia alla fine degli anni ’80. Nel 2003 ha realizzato il documentario A scuola, che riceve la candidatura al David di Donatello per il miglior documentario di lungometraggio. A questo lavoro hanno fatto seguito altri documentari nei primi anni 2000. Nel 2012 ha realizzato la sua opera prima, L’intervallo, film presentato alla 69ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nella sezione Orizzonti. Con questa pellicola vince il David di Donatello per il miglior regista esordiente, il Ciak d’oro per il miglior film e per la migliore opera prima e il Gran Premio della stampa estera ai Globi d’oro 2013.Il regista Leonardo Di Costanzo è alla sua terza regia dopo L’intervallo (2012), che gli è valso un David di Donatello e un Ciak d’oro per Miglior regista esordiente, I ponti di Sarajevo (2014) e L’intrusa (2017).

La curiosità

Sul set del film, Tempesta, (la casa di produzione) ha adottato con successo EcoMuvi, il disciplinare europeo di sostenibilità ambientale interamente certificabile per la produzione audiovisiva. La sceneggiatura di “Ariaferma” è scritta da Leonardo Di Costanzo con Bruno Oliviero (Tre Piani) e Valia Santella (La Variabile Umana) da un soggetto di Di Costanzo. Valia Santella e Di Costanzo hanno collaborato anche per “L’intrusa”.

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