Guaio ASSE a Casamicciola, solo 83.000€ di danno erariale

Tra condanne risarcitorie e prescrizioni. La corte d’Appello notifica gli atti al comune. Confermate gli addebiti al risarcimento dell’ente da parte degli imputati. Se la caveranno con pochi spiccioli. Mentre il guaio del carrozzone in liquidazione resta alla comunità coinvolta dalla mala gestione. Dalla malamministrazione

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Ida Trofa | Caso Asse. Pubblicata la sentenza di appello confermate le condanne. La sentenza della Corte dei Conti sezione seconda giurisdizionale centrale d’appello ha consegnato el sue decisioni al comune di Casamicciola Terme. Dopo i guai, il danno erariale ed il depauperamento delle risorse pubbliche gli amministratori, ritenuti responsabili dalla corte dei Conti di Napoli se la caveranno con pochi spiccioli .Resta l’errore amministrativo grave e le conseguenze, tutte, pagate dalla sola comunità ischitana a fonte di un progetto capestro ed inutile. Lo spiega la sentenza 471/2019 consegnata ai protocolli del comune di Casamicciola Terme il 22 maggio 2020. 35 pagine e molto altro.

Insomma un classico italiano. Di fatto l’ASSE, seppur in liquidazione, esiste ancora, pertanto potrebbe riversereste per il futuro a venire ulteriori sorprese amare per le già asfittiche casse pubbliche. Sovente alle nostre latitudini si suole punire chi segnala l’incendio e non il piromane. E potrebbe essere anche questo il caso in assenza di decisioni drastiche in merito. Una partecipata che ricordiamo almeno fino ad oggi è stato il più grande carrozzone politico non solo casamicciolese, ma ischitano. Non dimentichiamoci che per un cospicuo arco di tempo in quel di corso Garibaldi, nonostante la stessa partecipata non fosse di fatto operativa, senza gestione fatturati e dipendenti, rimaneva con uno studio aperto e, li un liquidatore dallo stipendio faraonico a ricevere e gestire la sua clientela privata. Un noto professionista ischitano, che di fatto deteneva uno studio in quel di Casamicciola con i soldi ed in danno ai contribuenti della cittadina termale.

L’addebito di responsabilità amministrativa ai consiglieri trova indicazione come ha rilevato la sentenza nella “palese trascuratezza serbata nel valutare l’inadeguatezza del piano di fattibilità e gli aspetti di contrasto con la disciplina normativa, non tanto ignorati, ma espressamente rilevato in sede consiliare da altri soggetti che non avevano reso il voto favorevole alla deliberazione numero 51 del 1998. In relazione alla posizione dei soggetti investiti di poteri di controllo, va in linea generale osservato che la considerazione dei compiti di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica sulla gestione relativamente all’effettuazione delle spese, funzione precipua del collegio dei revisori, induce a ritenere che l’esercizio di quella funzione non possa prescindere dalla valutazione circa l’accertamento di responsabilità . L’addebito amministrativo contenuto nella sentenza va definitivamente confermato con riferimento alle posizioni degli appellanti Maurizio Pirulli, Alfredo Balestrieri, Francesco Barbieri, Francesco Mattera, Francesco Arcamone, Antuono Catania, Vincenzo Arcamone e Giuseppe Matera.

Per quanto riguarda gli addebiti risarcitori, va tenuto presente che i rappresentanti del pubblico ministero con le proprie conclusioni formulate in ordine all’ammontare del danno han considerato non casualmente collegato il comportamento degli appellanti alla componente relativa ai pignoramenti presso il comune Casamicciola terzo debitore nei confronti dell’azienda consortile. È evidente che le le somme pignorate non costituiscono di per sé danno risarcibile, là dove il giudizio attiene piuttosto alla causa dell’obbligazione nella fattispecie.

Tale componente non può essere direttamente ricondotta la costituzione dell’azienda consortile Asse e alle perdite maturate nel periodo 1998-2002 L’importo complessivo del danno cagionato, tenuto conto anche del parziale accoglimento della questione inerente la prescrizione, va tanto determinato l’importo di euro 149.150,90. Il giudice di primo grado, con valutazioni che non hanno formato oggetto di appello incidentale della procedura regionale e che il collegio condivide, ha considerato, da un lato di dover valutare in via equitativa i vantaggi conseguiti dall’ente, correlate all’erogazione del servizio e comunque derivanti dalle condotte illecite, dall’altro di dover imputare i responsabili soltanto una parte del danno in ragione dell’apporto casuale da essi fornito dalla sua produzione dalla rilevanza di fattori esterni incidenti sulla parti specie, a pertanto proceduto ad una prima riduzione quantificando l’importo in euro 82.524,50“.

Alla stregua del criterio di ripartizione seguito dalla sezione territoriale esclusa la quota imputabile al sindaco Arnaldo Ferrandino 50% la cui posizione è stata definita con un accordo legale e quella del 12% astrattamente imputabile ai revisori dei conti, la quota del 35% del danno temuto. Un’altra quota va ascritta a Paolo Rizzotto, non partecipa anche a questo giudizio. Invece i Responsabili Maurizio Pirulli, Alfredo Balestrieri, Francesco Barbieri, Francesco Arcamone, Antonio Castagna, Vincenzo e Arcamone e Giuseppe Mattera dovranno euro 3610,45 ciascuno. Al funzionario del Comune Francesco Mazzella il danno risarcibile imputato è pari a euro 2475,73. iI soggetti responsabili vanno condannati al risarcimento del danno in favore del comune di Casamicciola Terme nella misura corrispondente alla quota determinata oltre alla rivalutazione monetaria ed interessi legali della sentenza di primo grado. Le stesse vanno condannati al pagamento delle spese di giudizio di 228€ circa . Sono accolti gli appelli parziali per intervenuta prescrizione proposti l’Anna Di Scala e Salvatore Vitale un procedimento che va avanti ormai dal marzo 2018

Intanto le comunità coinvolte lottano ancora e sempre con fantasmi di un passato amministrativo e politico devastante. Come molti ricorderanno, l’Asse era la società creata dai Comuni di Lacco, Casamicciola e Serrara per gestire in maniera unitaria il servizio di raccolta dei rifiuti. Appena fu creata, ormai circa vent’anni fa, il piano economico-finanziario fu quasi subito bocciato dalla magistratura contabile, perché ritenuto assolutamente non idoneo a far fronte alle spese. In liquidazione dal 2002, quel che resta della società sono solo guai per il paese, per i sindaci dei tre Comuni, mentre il dottor Sandro Iannotta, liquidatore dell’Asse ormai da oltre tre lustri, continua vivere nel suo limbo dorato, creato ad arte dai soliti a,ici degli a mici. A più di vent’anni di distanza, l’Asse continua a turbare i sonni degli sfortunati enti che vi sono finiti dentro.

1 commento

  1. Chissà se questa storia ha a che fare con le svariate raccomandate di un certo studio legale di Napoli, tale Avv.to Brunella Conte, che per conto della A.M.Ca s.r.l. (erede continuativo dell’Asse), sta inviando, proprio in questi istanti a Casamicciola Alta, per un presunto mancato pagamento della T.I.A. anno 2010, con tanto di minacce se non si provvede a pagare entro 7 giorni dal ricevimento della raccomandata.
    Ma le ricevute di pagamento delle imposte locali, cioè dovute al Comune, come Tasse sulla casa e rifiuti, non si prescrivono sempre in cinque anni??????????
    Dunque i controlli sul pagamento di Imu, Ici, Tasi, Tari possono arrivare fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui si deve pagare o presentare la dichiarazione. Per un’imposta sulla casa pagata nel 2018, la documentazione va tenuta fino al 31 dicembre 2023.
    Questo significa che dopo cinque anni le ricevute di pagamento di tali imposte possono essere buttate.
    Lo stesso dicasi per l’imposta sui rifiuti che oggi si chiama Tari. I controlli possono arrivare fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui si deve pagare o presentare la dichiarazione.
    Perché questi signori (di bassa lega), attraverso uno studio legale, minacciano cittadini che la tassa l’hanno pagata e potrebbero aver gettato la ricevuta?????
    Questo non è il mio caso, perché ho le ricevute fino all’anno 2001, ma mi chiedo di chi invece le ha buttate a partire dal 6° anno, o che sono terremotati che hanno i pezzi di carta sepolti sotto le macerie tra Maio e La Rita. Come si dovranno regolare queste persone?
    Caro Direttore, ma per quanti anni un Cittadino onesto si deve difendere da dirigenti pubblici disonesti sotto tutti i punti di vista?????
    Cordiali Saluti.

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