Ero una bambina quando un giorno mio padre mi portò con lui in una classe della Ragioneria a Casamicciola, dove insegnava inglese. Io ero seduta accanto alla cattedra e guardavo quei ragazzi e quelle ragazze così attenti. Erano tutti del 1946/47 e tra loro c’erano anche tanti che conoscevo di vista.
Fu allora che conobbi Giulio Iacono, un giovane serio e molto educato. Negli anni successivi lo incontrai spesso; conosceva anche mio marito, che era due anni avanti a quella classe.
Avendo abitato per sette anni ai Pilastri con mio marito e i miei figli, andavo spesso nella salumeria gestita dalla famiglia di Giulio e conobbi sua moglie, che mi sembrò subito una persona in gamba. Da qualche tempo pensavo di ricordarli, essendo purtroppo venuti a mancare entrambi, e ho chiesto aiuto alla più piccola dei loro quattro figli, Stefania. Così eccomi qui con tante cose da raccontare di questa coppia.
Giulio Iacono, detto “Giulian u Ciglies”, nacque il 27 luglio 1946 a Casamicciola da Dolorinda Di Costanzo (di Buonopane) e Pietro Iacono (del Ciglio), che abitavano nella zona dei Bagnitielli. Poi si stabilirono ai Pilastri, dove Dolorinda aprì un piccolo ristorante e Pietro faceva il carrettiere, e dove nacquero altri tre figli: Giovan Giuseppe nel 1949, Maria Concetta nel 1953 e Pasquale nel 1960. Giulio era bravo a scuola e, dopo il diploma di ragioniere, si iscrisse all’Università di Napoli, facoltà di Economia e Commercio. Nel frattempo cominciò a lavorare, prima con Carlino dell’acqua Ferrarelle in contabilità e poi con i Buono, proprietari delle linee Buono Traghetti Pozzuoli.
Il tempo passava e Giulio notò una bella ragazza di diciotto anni, Maddalena, nata a Casamicciola il 3 agosto 1952, e se ne innamorò. Per corteggiarla la portava spesso in macchina, insegnandole a guidare. Maddalena, che aveva altri quattro fratelli – Francesco, Anna Maria, Giovan Giuseppe e Luisa – era figlia di Evangelista Di Costanzo (originario di Barano e detto “’U Varanes”) e di Rosaria Di Meglio (di Ischia Ponte). Suo padre, sul corso Vittorio Emanuele a Casamicciola, gestiva una piccola struttura alberghiera, “La Caravella”, mentre la madre era sarta ma, appena poteva, aiutava il marito.
Giulio e Maddalena si sposarono l’8 dicembre 1974 nella chiesa del Soccorso e andarono ad abitare ai Pilastri, formando una bella famiglia serena con quattro figli: Paola, Pietro, Angelo e Stefania. Io ricordo molto bene quei quattro ragazzi e in particolare, prima Pietro e poi Paola, che frequentavano la spiaggia dei Maronti dove anch’io andavo con i miei figli.
Tutto procedeva bene, ma Giulio fu colpito da un tumore aggressivo che lo portò via nel 1998, circondato da tante cure e tanto affetto. Maddalena era una donna forte, che riuscì a stare vicino ai figli e a portarli avanti. Ricordo che era contraria alle ingiustizie, aveva un modo di fare privo di bigottismo, era una donna con ideali per i quali sapeva lottare. Due caratteri diversi, Giulio e Maddalena, ma così cari e sempre disponibili, che erano voluti bene da tanti. Eppure il destino portò via anche Maddalena, otto anni dopo Giulio: morì all’improvviso.
I quattro ragazzi, in gamba, riuscirono a farcela e a superare un dolore così grande. Sono stata contenta di ricordare i miei due amici e saluto Paola, Pietro e Angelo, che insieme a Stefania ho conosciuto e ai quali voglio tanto bene.
Ringrazio Stefania Iacono per aver collaborato con me.







