Il sindaco di Procida ha commesso un vero e proprio reato penale. La legge elettorale, nell’articolo 98 specifica che «Il pubblico ufficiale, l’incaricato di un pubblico servizio, l’esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque  investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni nell’esercizio di esse, si adopera – a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di  candidati – od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di  determinate liste o di determinati candidati – o ad indurli all’astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000.»

Fino ad oggi questo articolo e il tutto il dibattito ad esso collegato era riferito alle interferenze della chiesa nello svolgimento della campagna elettorale o dell’espressione del voto dei propri fedeli, in questo caso, invece, a pronunciare parole che inducono all’astensione è il sindaco in carica del Comune di Procida. Una condizione indegna, come l’ha definita al consigliera regionale Maria Grazia Di Scala e che, in qualche modo, speriamo sia presa in considerazione dalla magistratura.

Le parole del sindaco sono state chiarisse: non votate per le regionali. Ed è ancora più grave perché sono dirette agli elettori anziani. Una sorta di classificazione degli elettori che, secondo il pensiero del sindaco, sono ”scemi” e non sanno come votare.

E’, davvero, tutto assurdo.

“Il sindaco di Procida – ha comunicato Maria Grazia Di Scala, candidata al rinnovo del consiglio regionale con Forza Italia -, che ieri ha invitato pubblicamente i suoi concittadini a non votare né per le elezioni regionali né per il referendum non è degno di vestire la fascia tricolore. Parliamo di un vero e proprio insulto alla democrazia, alla Costituzione che all’articolo 48 parla di ‘dovere civico’. È gravissimo che questo episodio veda triste protagonista un sindaco eletto”, conclude Di Scala.

Alla luce di queste parole, però, cosa dirà il governatore De Luca? E tutti gli altri candidati al rinnovo del consiglio regionale? Davvero un’istituzione come il sindaco, si può permettere il lusso di dare istruzioni sul non votare? Sarà felice il “capo” (De Luca, ndr) di Ambrosino che i procidani non lo votino.

Fino ad oggi non avevamo mai sentito parole così gravi. Parole così offensive. Parole che hanno un peso serio sulla qualità della classe dirigente. Non votate perché ci sono troppe liste? Ma davvero un rappresentante istituzionale del Partito Democratico può essere così nemico della democrazia e della partecipazione popolare al voto?

1 commento

  1. Se avessi potuto essere al posto di uno dei giornalisti intervistatori, qualche sera fa, nel confronto su Tv nuvola, avrei subito rivolto al Sindaco Ambrosino la seguente domanda: Come mai non ti vergogni di aver chiesto a tutta la popolazione Procidana ed in particolare agli anziani dell’isola di non votare per la regione e per il referendum così offendendo, umiliando e calpestando in pochi secondi tutti i procidani, la Costituzione, le regole democratiche, tutti i candidati alle regionali, il Parlamento ed in definitiva l’Italia intera ? Se non ti vergogni vuoi spiegare serenamente il perchè? Tra l’altro, dopo aver elargito il “prezioso, e davvero drammatico consiglio che peserà per tutta la vita sulla tua “fedina” politica ” hai anche avuto la lucidità e l’attenzione di cogliere, in chi ascoltava, le “risate di scherno” che tu stesso hai sottolineato nel tuo intervento. Come dire: “non pensate che io sia “ridicolo”, e non disprezzatemi col vostro scherno, io sono perfettamente consapevole di quanto vado a sostenere”.
    Quello che è accaduto l’altra sera in Piazza Centane ha dell’incredibile. I commenti non dovrebbero neppure esserci. Avrebbe fatto bene a ritirare la sua candidatura a Sindaco, o, in alternativa, a confessare (pur mentendo) di avere scambiato lo zucchero con altra sostanza poco prima del comizio o di aver bevuto solo vino fin dai primi bagliori dell’alba del lunedì precedente. Ma ciò non è accaduto e l’Avv. Muro è stato fin troppo perbene e generoso ad accennare solamente allo scandalo, perchè di puro scandalo si tratta.
    Ora, che l’Ambrosino non fosse un De Gasperi o un Togliatti, si era, in verità, già ampiamente compreso da moltissimi anni ma che arrivasse a tal punto davvero nessuno poteva aspettarsi. Si è così affezionato al potere da non sottovalutare alcun mezzo pur di consolidare la sua poltrona. Io sono convinto che gli ultimi 5 anni siano stati l’esperienza amministrativa nettamente più negativa dell’ultimo mezzo secolo, perchè oltre non ho ricordi nitidi. Scegliere di vivere un nuovo incubo nel prossimo quinquennio sarebbe veramente un drammatico passo falso per la nostra isola. Una incapacità assoluta di amministrare con un ufficio tecnico che, grazie a ben quattro nomine consecutive di funzionari, sempre infelici, è riuscito a bloccare un intero settore strategico come l’edilizia. Ma c’è di più. L’assoluta incapacità di scelta degli uomini ha condizionato anche la Segreteria del Comune. Infatti il “nuovo segretario”, il “primo” degli impiegati, scelto dal Sindaco ha finito per litigare e intentare perfino causa al Comune ed al Sindaco stesso. Ed è davvero paradossale pensare che un personaggio del genere che, tra l’altro, aveva anche promesso di risolvere il problema del traffico, circoli ancora tra le strade di Procida a chiedere, a dispetto della Costituzione e delle più elementari forme di rispetto per i cittadini stessi, il sostegno per ridiventare il Primo cittadino dell’isola di Procida.

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