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Giuseppe Di Meglio ricorda Nino D’Ambra: “è entrato a pieno titolo nella storia del XX secolo della nostra Isola”

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Nino D’Ambra, l’avvocato di Forio amante di storia e libertà, non sarà dimenticato presto. Ne sentiremo la mancanza in una società sempre più distante e distaccata e, soprattutto, schiacciata da una coltre di superficialità diffusa che presto ci dirà il colpo di grazia. Durante l’ultimo saluto che l’isola ha a D’Ambra, l’avvocato Giuseppe Di Meglio ha reso un elogio che è un compendio di amicizia e conoscenza. Uno spaccato della vita di Nino D’Ambra che ci offre, un’occasione in più per ricordarlo e per conoscerlo.

Studente della prima donna laureata dell’Isola

Sono sinceramente triste nel rendere l’addio a Nino D’Ambra perché l’ho conosciuto da ragazzo; egli fu alunno prediletto di mia madre Anna Baldino, che fu sua Professoressa di Materie Letterarie e ne apprezzò subito la vivacità intellettuale e la curiosità nella indagine storica e mitologica e rimasero, quindi, in contatto anche quando egli si era avviato nella sua brillante vita professionale e politica.

Da giovane ho seguito la sua carriera politica, ho verificato la sua capacità professionale, ho apprezzato il suo senso dello Stato, ho condiviso la sua battaglia per il miglioramento della nostra Isola.

La morte improvvisa del Sindaco Vincenzo Mazzella, nel Gennaio del 1965, privò questo Comune di una guida stabile, sicura, che stava garantendo la crescita turistica di questa terra che è la più bella dell’Isola.

Visione interisolana

Vi fu il succedersi di Sindaci ed il giovine Nino D’Ambra mostrò presto la sua capacità amministrativa quale stretto collaboratore del Sindaco ingegnere Giuseppe Regine, nativo di Forio, impegnato per lavoro a Milano. Fu in tale periodo, caratterizzato da una intensa attività edilizia, che si schierò sulla strada di un rigore urbanistico, imperniato su regole certe, avvertendo la necessità di un Piano Urbanistico, che garantisse l’uso razionale del territorio ed evitasse che lo spontaneismo edilizio pregiudicasse le realizzazione delle opere pubbliche. Egli era dell’avviso della approvazione immediata, con correttivi, dal Piano Regolatore interisolano, curato dal Prof. Corrado Beguinot su incarico dell’Ente per la Valorizzazione della Isola di Ischia. Fu “vox clemens in deserto”: ci sono voluti 50 anni e va dato atto al Sindaco Del Deo di avere portato a termine questa scelta nell’interesse del Comune.

Il Garibaldino fermato da una rivolta popolare

Nino D’Ambra, a quel tempo, avvertì per primo la necessità che i Comuni si dotassero di propri impianti di smaltimento dei rifiuti; la Giunta, su sua spinta, progettò la realizzazione di un inceneritore a Panza: l’opera fu finanziata, ma la rivolta popolare, su cui soffiava il separatismo della frazione che voleva diventare Comune autonomo, impedì la sua esecuzione, benché di utilità pubblica. A distanza di oltre 50 anni, la Isola, priva di idonei impianti di stoccaggio, subisce gli elevati costi di trasferimento dei rifiuti sul continente che penalizzano le aziende alberghiere e le famiglie con tariffe elevate.

Eletto Consigliere Provinciale, negli oltre dieci anni di mandato si battè per la sua Forio e furono realizzati grazie al suo fattivo impegno la sistemazione e l’ampliamento della antica via Borbonica, che all’epoca era divenuta impercorribile nel tratto dal Maio alla Pannella, e ne venne ricavata una opera pregevole sul piano paesistico con muri in faccia vista. Anche la realizzazione del parcheggio a Panza, in corrispondenza del ristorante ’Cenerentola’, lo vide fortemente impegnato in quanto fu necessario superare con determinazione le resistenze dei coltivatori diretti.

Senza il consenso ad oltranza

Nino D’Ambra, infatti, era convinto che il politico debba perseguire i suoi obbiettivi senza ricercare il consenso sulle proprie scelte ad oltranza. Era, infatti, ancora il tempo in cui le ideologie ed i programmi erano pregnanti e costituivano il collante delle aggregazioni, a prescindere dalla “captatio baenaevolentiae”.

La politica non faceva più per Nino

Nino D’Ambra, socialista della prima ora, non aveva scelta tale collocazione per contrapposizione alla imperante Democrazia Cristiana, ma per la forte aspirazione alla trasparenza e alla chiarezza programmatica; quando il Partito Socialista Unificato si divise, scelse la strada del Partito di Saragat anche perché il PSI in altri Comuni isolani, pur di contrastare la D.C., aveva imbarcato vecchie camice nere come soleva dire. Il tramonto delle ideologie fece riflettere Nino D’Ambra, che aveva preconizzato la difficoltà della azione politica fondata sulle aspirazioni utilitaristiche degli elettori e comprese che era il tempo di coltivare i suoi interessi di studi.

Il Centro studi

Con il suo Centro studi ha curato la pubblicazione di opere interessanti, ha diffuso la conoscenza di eventi, che sarebbero caduti nell’oblio quali i danni del terremoto di Forio del 1883, le devastazioni e le numerose vittime dei bombardamenti della seconda guerra mondiale che colpirono Forio. Il Centro Studi D’Ambra è così diventato luogo di confronto dialettico, di incontri musicali, di eventi di cultura. Esso non dovrà chiudere i battenti con la scomparsa di Nino D’Ambra; spero che atri prendano il testimone coadiuvando la consorte, la prof.ssa Gemma Pappalepore, donna di valore, che ha il merito di avere favorito il successo della opera di Nino D’Ambra.

Esempio per i giovani avvocati

Quale Avvocato devo esprimere a Nino l’apprezzamento anche per la sua lunga attività professionale nel campo civile e nel campo penale. Preciso, attento, rigoroso, dotato di oratoria ha tutelato i suoi clienti. Egli è stato un avversario temibile, ma sempre aperto e leale come era il suo carattere. Il suo esempio possa essere emulato dalle nuove leve che si affacciano alla vita forense. Va anche detto Nino D’Ambra, sempre chiaro e determinato, rifuggiva dalla politica del compromesso e del trasformismo. Fu quindi bersaglio di pennivendoli prezzolati (che la storia ha cancellato dal novero dei giornalisti che meritino ricordo), li ha perseguiti in sede e penale e civile proprio per affermare il principio che la stampa debba essere corretta e non calunniosa nella informazione.

La morte non è l’oblio.

Nino D’Ambra è entrato a pieno titolo nella storia del XX secolo della nostra Isola: uomo libero, laico ma non anticlericale, anticonformista che ha creduto nei valori della politica a servizio die cittadini, coerente con se stesso, amante della storia, forbito esaltatore della storia della nostra Isola non scompare. 

La eredità del centro Studi costituisce il compendio della sua operosità culturale, politica ed umana, di cui saranno custodi la sua sposa Gemma Pappalepore, persona colta e di stile, che con lui ha condiviso l’encomiabile percorso di vita, e la figlia Rosa.

Addio Nino; ti accompagni il rimpianto mio e dei miei familiari. Grazie per l’amicizia e l’affetto che hai sempre portato alla tua Maestra Anna Baldino.

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