Giù le mani dai contagiati di Coronavirus

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Più andiamo avanti, più non riesco a comprendere come facciano molti di quelli che vivono attorno a me, su questa isola, ad essere così profondamente violenti, squallidi, razzisti e pronti a sparare sul malato.

Che sia il turista bresciano, il giovane o l’anziano di Barano o la donna di Forio non fa nessuna differenza. Eppure ho le chat piene di messaggi assurdi e strani.

In Italia non abbiamo ancora capito quale sia stato il paziente 1 e, vogliamo sapere chi, come e quando abbia contagiato chi, come e perché?

Con una violenza mascherata da preoccupazione o precauzione, dopo aver sfogato contro i vecchi del nord Italia che vengono ad Ischia per “quattro soldi” (però, poi, ci preoccupiamo della Naspi o dei sei mesi di lavoratori di fratelli, mogli, padri, cugini e amici), ora abbiamo iniziato a spalarci fango l’uno con l’altro.

Non so quanti mi hanno raccontato che hanno visto tizio da una parte, caio dall’altra, che uno aveva la tosse, un altro il catarro e chi più ne ha più ne metta: BASTA!

Basta con la ricostruzione della vita di questo o di quell’altro. Basta con il retroscena della vita privata, dei possibili rapporti, delle parentele. Una sorta di agenti segreti che ricostruiscono le vite degli uomini e delle donne alla scoperta del possibile contatto con la famosa gocciolina. Il droplet del contagio!

Ma questa è colpa di chi non ha preso le redini della società tra le mani e ha iniziato a segnare un percorso di decenza, di modernità, di rispetto e di buon senso. Chi non ha sentito la responsabilità del “buon padre di famiglia” di una comunità e non ha ammazzato, sul nascere, ogni possibile deriva negativa. Ma è anche vero, purtroppo, che chi doveva tranquillizzarci ha fatto di tutto per aizzarci contro questo e contro quello.

E il riferimento all’atteggiamento dei nostri sindaci non è per nulla casuale.

Se con un dito condividiamo le foto dei camion dell’esercito che trasportano le bare fuori da Bergamo, nello swipe successivo siamo pronti ad aizzare la paura, la rabbia e la discriminazione contro il nostro concittadino. Basta!

Nessuno ha scelto di essere contagiato dal Covid19. Nessuno ha scelto di ammalarsi. Nessuno ha scelto di voler essere indicato come l’appestato. Nessuno ha scelto, nel 2020, di essere considerato dai propri concittadini, come un terrone malato di colera.

Giù le mani dai contagiati di Coronavirus. Fate schifo!

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