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Giovan Battista Castagna: «Per il caso Pio Monte dovevo sparare i fuochi»

Il sindaco di Casamicciola è schietto. Le consigliere Di Iorio e Carotenuto, politiche giovani, ma determinate, hanno spiegato bene i loro principi e le idee. Hanno posto questioni che condivido

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Ida Trofa | La verità di Giovan Battista Castagna, tra la politica e l’impresa Pio Monte della Misericordia. Casamicciola Terme era e resta un eterno caos. A volte studiato, a volte meno.
Il sindaco ha voluto ripercorrere attraverso le nostre pagine il lungo percorso che porta alla svolta, oltre il vincolo di destinazione, per fare di quello che fu un centro di cura per poveri e bisognosi, senza scopo di lucro, un hotel extra lusso sul lungo mare più bello d’Italia. Tra un R4 e una D1, ci ha rilasciato delle dichiarazioni esclusive sugli ultimi moti politici e la nascita del nuovo gruppo interno alla sua maggioranza. Castagna promuove Angela Di Iorio e Nuccia Carotenuto.
Comprensione e condivisione per le posizioni assunte e le regioni poste alla base della scelta, forte, di essere un’anima “democratica” all’interno di una realtà politicamente variegata e mai del tutto plasmata dopo il consenso bulgaro di due anni e mezzo fa.

Il primo cittadino si assume la responsabilità di quanto accaduto, dei malumori palesati con la presa di posizione dei due consiglieri di maggioranza: “In qualche modo sono stato distratto e, verosimilmente, anche per limiti generazionali e amicizie di vecchia data, ho avuto un rapporto, un colloquio più intenso con alcuni consiglieri, piuttosto che altri. Ma non è stato assolutamente un voler apprezzare il lavoro e l’impegno di tutta la squadra anzi – spiega Castagna prima di addentrarsi nei dettagli di questa pagina comunque importante per il paese.

L’affare Pio Monte
«Stiamo facendo cose importanti. Abbiamo fatto un grande lavoro, a fari spenti, in un paese che si porta dietro il retaggio di nodi irrisolti da quarant’anni. Sempre con umiltà e lavorando sodo, in prima linea. Per il Pio Monte avremmo potuto sparare una batteria di fuochi d’artificio. Abbiamo preferito essere concreti svelando nella pienezza quanto di buono c’è nell’iniziativa di valorizzare quell’impianto che giace abbandonato da decenni. Abbiamo il dovere di provarci e di tentare di mantenere gli impegni assunti con il nostro programma elettorale. Insieme per un paese più forte. Questo è solo questo deve essere il nostro obiettivo comune. Abbiamo il dovere di spendere in maniera efficiente e onesta tutte le nostre energie e le opportunità che arrivano. Un paese più forte, è un paese che ci rende tutti più forti ed orgogliosi. Stiamo cercando di avviare un percorso di recupero per rendere l’economia casamicciolese di nuovo più appetibile e più competitiva. Ci abbiamo provato. Non sempre le cose arrivano subito. Spesso ci vuole tempo. L’importante è partire”.

Quasi 50 anni e una nuova destinazione per il complesso termale sorto senza scopo di lucro. Sarà davvero extra lusso e con tariffe a cifre blu? Siamo giunti ad un punto che forse nessun credeva che si potesse raggiungere mai. E’ davvero la svolta cosa c’è di concreto?
“Davvero nessuno ci crede. Ma è proprio cosi. E’ stata sicuramente una sfida molto difficile irta di ostacoli, anche normativi. Siamo però riusciti ad arrivare all’obiettivo seguendo tutte le indicazioni che la norma e le istituzioni ci hanno posto. Sono ostacoli che abbiamo superato con l’impegno e con la condivisione degli obbiettivi. Non siamo alla fine, ma siamo ad un punto molto importante di partenza, dopo quarant’anni di penitenza. C’è più possibilità adesso di uscire, da tanti anni di stallo. Di mettere da parte quelle che potevano essere le ambizioni di ognuno per ridare dignità a quel fazzoletto picciolo della nostra terra che poi tanto piccolo non è. Ci sono più di 15 mila metri quadri da recuperare. Rappresenta una bella fetta del paese, situato in una posizione molto importante e strategica. Il recupero sarà un benefico non solo per Casamicciola Terme, ma per tutta l’isola. Insomma sarà sicuramente un qualche cosa di bello che ci piacerebbe condividere con tutti, oltre la politica e le scelte di ognuno. Insomma lo sforzo non è stato poco e per questo devo ringraziare tutta la mia amministrazione che ha voluto andare in questa direzione, senza tentennamenti è pensando bene di esporre il Comune a contenziosi”

Dunque il progetto politico è chiaro. Ma le somme, gli investimenti economici necessari per la realizzazione di questo progetto ci sono davvero o è tutta fuffa?
“Abbiamo sempre rispettato i ruoli. Noi abbiamo raccolto un’istanza, quella del privato. Certamente in termini di impegno ed investimento pubblico non potevano fare di più. Parliamo di un quadro economico che non è proprio nelle nostre corde. Soprattutto ora. E chiaro che il proprietario per poter arrivare dove siamo già, ha impegnato tantissimo anche economicamente e sa che deve impegnare ancora di più. I soli costi di costruzione ammontano alla cifra di 4 milioni di euro. E quindi nella sostanza uno che paga alle casse pubbliche 4 milioni di euro, non è che li butta li per vedere ancora il rudere abbandonato. Non penso che la proprietà voglia affrontare un salto nel buio. E’ una scelta ponderata e fortemente voluta. C’è secondo me concretezza del progetto, perché, sicuramente, uno non si parte a fa un’impresa del genere già spendendo tanti soldi, in pianificazione e progettazione per poi lasciare tutto a metà della strada”.

Una scelta che è piaciuta all’opinione pubblica, ma che ha trovato anche qualche eccezione. C’è stato il cambio di destinazione d’uso, una opportunità che speriamo si possa estendere a tutti, ma anche qualche perplessità da parte di chi pensa che la valorizzazione potesse avvenire altrimenti. Davvero non poteva esserci un uso pubblico del complesso ?
“ Sicuramente non è mai stato un problema estendere a tutti la possibilità di cambiare la destinazione d’uso. Ci sono delle questioni che vanno valutate e ponderate, è ovvio. Conosco l’architetto che è sicuramente una persona che pondera e studia quel che dice. Insomma non è che si svegli la mattina e mette su un teorema. Le cose le studia e certamente le approfondisce. E’ chiaro, anche però, che nel frattempo sono passati tanti anni da quell’azione, di cui è stato promotore. All’epoca il Comune aveva un altro obiettivo e altre possibilità. Nel frattempo sono passati più di vent’anni, non è che poi può essere la giustifica, ma nel frattempo c’è stata necessità di capire come risolvere quel nodo irrisolto. Seriamente non avevo a prospettive di vedere nell’immediato finanziamenti o quant’altro. Nel frattempo è venuta questa possibilità dell’ente morale che si è presentato con un progetto serio, con una possibile fattiva, che abbiamo anche dichiarato di interesse pubblico con una serie di concessioni è benefici anche per il pubblico come l’area ludica, i terreni da 4 mila metri quadri, il ritorno della Madonna del 1700 di Lista ai casamicciolesi.

Realtà che il “Pio Monte“ si è impegnato a trasferire proprio in proprietà al Comune. Una cosa simbolica, ma significativa forse le più significativa di tutto. Alla fine la destinazione resta sempre di tipo ricettivo, con l’obbiettivo di ridare a quell’immobile quella che è la giusta destinazione. Poi è chiaro che non possiamo dire che il Comune poteva fare di più. Poteva sicuramente fare altro, ma, ripeto nell’immediatezza, dopo quarant’anni, credo che la scelta che abbiamo fatto sia quella più solida e concreta. Aspettare altri trent’anni per poter arrivare a qualche cosa non aveva senso”.

E sul più bello, quando tutto pareva rose e fiori, arriva la sorpresa di “Casamicciola Democratica”. Che interessi ci sono, perché proprio adesso, con il progetto Pio Monte caldo, la ricostruzione, l’affare porto. C’è qualche collegamento o interesse?
“No, assolutamente no. Non è così. I consiglieri Di Iorio e Carotenuto, politiche giovani, ma determinate, hanno spiegato bene i loro principi e le idee. Hanno posto questioni che condivido. Alla fine ecco qualcosa di più di un voler essere gruppo a parte. Nella sostanza credo che se il figlio muove una critica e mostra la sua insofferenza negli atteggiamenti del genitore, o dice qualche cosa, ecco è sempre il padre che si deve assumere responsabilità. Quindi diciamo che sotto questo aspetto ci siamo chiariti. La loro azione aveva lo scopo di dare un impulso, anche perché sono due ragazze e due giovani e quindi hanno voglia veramente di spingere un poco di più il pedale sull’acceleratore, così come pure l’altra parte della maggioranza. Alla fine alla questa cosa, il loro voler essere gruppo nel gruppo, sicuramente porterà benefici, proprio perché porterà questa voglia di voler fare di più. Purtroppo tante cose che abbiamo fatto, purtroppo, sono passate sotto banco per l’enorme peso che abbiamo, ed è indubbio, con la questione del terremoto. Mi rendo conto che non è facile per nessuno. Sotto certi aspetto abbiamo fatto miracoli ed il merito è di tutti, anche se dobbiamo fare sempre di più. Al di la del discorso politico, il confronto è fondamentale. Alla base, vi posso assicurare, c’è sempre il rispetto di tutti e la voglia di essere di aiuto alle persone”..

Allora, appianati i dissidi è risolte le questioni personali, che purtroppo hanno tenuto qualche assessore lontano dalle giunte, vedremo la dottoressa Carotenuto di nuovo operativa con l’esecutivo e non solo Antonio impegnato in banchina con i megayacht, così come il consigliere Di Iorio a lavoro con le sue deleghe?
“Sì, ma sicuramente. Poi Antonio, il fratello di Nuccia, in questi mesi ha sempre aiutato la sorella e con lui speriamo tutti quanti che l’assessore torni al più presto a dare il suo contributo”.

Non c’è nessuna frangia, pronta a scalzarla e creare un nuovo “polo democratico” per sfuggire l’ipotesi della lotta interna tra Nunzia Piro e Peppe Silvitelli apertasi per il dopo Castagna?
“Alla base questo discorso non l’abbiamo proprio fatto, anzi loro sono dispiaciuti per l’equivoco sorto e per tutta sta tarantella della speculazione che qualcuno ha cominciato ad intessere sulla loro iniziativa. Con loro abbiamo ribadito che siamo tutti sempre pronti a lavorare e metterci in gioco. Poiché c’è la volontà di costruire qualche cosa di buono ed anche di voler sentirsi partecipi. Infatti, per l’obbiettivo attuale raggiunto con il Pio Monte, devo ringraziare su tutti Vincenzo D’Ambrosio che si impegnato in passato per instaurare un dialogo costruttivo. Ma nessuno si è mai tirato indietro, nel portare avanti questa idea, come le altre che sono comprese nel nostro programma elettorale. Tutti hanno partecipato attivamente questa cosa”.

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