Giosi Ferrandino: «Ischia, non vedo l’ora di abbracciarti»

Per il passaggio in Eccellenza della squadra di Emanuele D’Abundo arrivano i complimenti dell’europarlamentare

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Giovanni Sasso | L’Ischia sbarca in Eccellenza e dal Parlamento Europeo arrivano i complimenti di Giosi Ferrandino. Un tifoso speciale. Da giovane, l’ex sindaco di Ischia ha indossato la maglia gialloblù, coltivando negli anni la passione per il calcio e per la squadra dell’isola natia, ma soprattutto perché ha contribuito a riportarla nel calcio che conta, intervenendo in maniera concreta sulla ristrutturazione dello stadio di Fondobosso che cominciava ad accusare il peso degli anni. Giosi Ferrandino, dopo l’indimenticato e inarrivabile Enzo Mazzella, è sicuramente l’amministratore comunale che ha operato concretamente per il rilancio della principale realtà calcistica isolana. Appena appresa la notizia della promozione dell’Ischia, l’europarlamentare si è complimentato con la società e con i tifosi attraverso i social. «Auguri Ischia Calcio, questa promozione è una bella notizia e oltre che per merito di una squadra affiatata e magistralmente allenata, è frutto di programmazione, impegno e passione, qualità che accomunano tanto la società, a cominciare dal presidente D’Abundo, che i supporter dell’Ischia, che più di tutti meritano questa gioia dopo anni di sofferenze e patimenti su campi polverosi e scalcinati. Chissà, magari è solo l’inizio di un nuovo filotto, che ci restituirà i palcoscenici che meritiamo. In fondo, non sarebbe certo la prima volta». Un messaggio molto bello che testimonia l’attaccamento di Giosi Ferrandino all’Ischia.

Al termine della prima delle tre sedute plenarie in cui a Bruxelles si discute delle proposte contro il razzismo, delle future relazioni dell’Unione Europea col Regno Unito e del bilancio futuro a lungo termine, a Giosi Ferrandino abbiamo chiesto come ha seguito il calcio e i campionati a distanza. «Pay-tv e giornali, con un pizzico di ingegno anche a Bruxelles si può seguire il calcio. Ovviamente con il Napoli è più semplice, perché, compatibilmente con gli impegni parlamentari, nel caso degli azzurri mi è stato possibile anche vedere molte partite – spiega Ferrandino –. Con l’Ischia è diverso, ovviamente. Per fortuna le nuove tecnologie espandono le possibilità: alcune volte mi è capitato di riuscire a vedere qualche gara in diretta streaming sui social, altrimenti sintesi e resoconti giornalistici. Non è come respirare l’aria dello stadio, ma per l’Ischia questo ed altro».

Il lavoro di Emanuele D’Abundo è sotto gli occhi di tutti. Le prospettive, nonostante il momento non favorevole, quali potrebbero essere? «D’Abundo è un imprenditore molto serio e capace e in quanto tale è riuscito a circondarsi delle persone giuste per rilanciare il calcio a Ischia. Ha dovuto affrontare molte difficoltà, senza clamori o annunci roboanti sta facendo risalire la china all’Ischia. Non è stato semplice ed il percorso è ancora lungo, ma sono convinto che ha tutte le carte in regola per centrare traguardi ambiziosi». Parole che sicuramente faranno piacere al presidente gialloblù che, forse per scaramanzia, ben sapendo che il Comitato Campano ha promosso sia Ischia che Pianura, decretando l’allargamento dei gironi di Eccellenza (si passa dai due da 18 squadre ai 3 da 14 squadre), ha preferito attendere il Consiglio federale prima di iniziare a programmare la prossima annata agonistica. «Ho appreso di questa novità, del resto i tempi dello svolgimento della stagione sportiva si sono ridotti», dice Ferrandino a cui abbiamo spiegato quali potrebbero essere i criteri per promozioni, play-off e play-out. A rendere maggiormente interessante il prossimo campionato, sicuramente saranno i derby con Barano e Real Forio.

L’Ischia Calcio, nel suo piccolo, può essere motivo di rilancio. Giosi Ferrandino per quattro anni ha seguito in prima persona le vicende di una società che nel giro di poco tempo è passata dal dilettantismo al professionismo. «Il calcio è business e va trattato come tale – sottolinea l’europarlamentare –. Anche a livelli come quello dell’Ischia, senza dare la possibilità alla società di avere la gestione dello stadio, le difficoltà saranno l’ordinaria amministrazione. I club operano con margini di ricavo molto stretti, si devono aumentare gli introiti da stadio e quelli del game day. Se si riesce in una operazione del genere, allora il calcio può essere un modello di business trainante anche per l’economia dell’isola d’Ischia, sia in via diretta che in termini di immagine».

Quando rivedremo Giosi allo stadio come ai bei tempi? «Non avete idea di quanto mi manchi andare la domenica al Mazzella per l’Ischia, abbracciare gli amici, lasciarsi trasportare dalle sensazioni della gara. È una sana abitudine che spero di poter recuperare presto».

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