Gino Finelli: “Lettera aperta all’Avv. Intartaglia”

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Gino Finelli | Carissimo Presidente, ho avvertito l’esigenza di scriverti questa mia lettera aperta in qualità di ex Presidente del Consiglio Comunale e di Cittadino Onorario dell’Isola di Procida.
Ti conosco da oltre vent’anni e ho sempre apprezzato la tua pazienza, la disponibilità e soprattutto la competenza e rispetto dell’Istituzione. D’altronde da uomo di legge non potresti non esprimere valori di correttezza e di lealtà. Ho ritenuto di scriverti nella tua veste di Presidente del Consiglio Comunale, dopo aver ascoltato il primo Consiglio della nuova amministrazione. Con attenzione ho sentito le parole del sindaco Ambrosino e del consigliere Muro in particolare per quanto riguarda un argomento, ahimè, sentito dalla popolazione e che ha determinato e, a mio avviso continua a determinare, faziosità e licenziosità che molto male fanno allo sviluppo del territorio.
Conoscendo la realtà della nostra Procida, so bene che in territori così piccoli, dove tutti si conoscono e ciascuno ha preferenze, simpatie e valutazione diverse di ogni singolo rappresentante politico, si sviluppano delle aggregazioni di persone che con i loro atteggiamenti e le parole espresse, troppe liberamente e a volte anche impunemente, alimentano focolai di rancori e di rabbiosità che costituiscono terreno di cultura per una difficile gestione della cosa pubblica.
E’ evidente che il risultato elettorale è stato di fatto modesto sotto l’aspetto del consenso, senza per questo nulla togliere alla legittimità di amministrare che viene concessa dalla nostra legge elettorale. Ma come tu ricorderai, nella cosiddetta Prima Repubblica, la correttezza istituzionale faceva sì che i ruoli di garanzia venissero affidati alle minoranze. Certo altri tempi e altri uomini, ma vale la pena di ricordarlo perché troppo spesso, quando si parla di riconciliazione tra le parti o di cosiddetta pacificazione sociale, termine in questo caso inappropriato, si dimentica che la legge del tutto ai vincitori è la conseguenza scellerata di un lungo periodo, che peraltro ancora continua, di leaderismo, che ha fatto scomparire la politica, quella vera, e con essa il rispetto tra gli avversari che ricordo, lo sono e devono esserlo, solo sotto l’aspetto politico, ma mai personale.
In qualità dunque di anziano, e in qualche modo produttore di saggezza per esperienza, non mi è piaciuto ascoltare il dibattito che ha aperto il nuovo Consiglio Comunale e non mi sono piaciute le motivazioni addotte da entrambe le parti.
Bisogna che ci si renda conto che qualcosa è successo e che si sono verificati episodi nel corso della campagna elettorale di certo di scarso livello istituzionale e di assoluta mancanza di educazione politica, quella che dovrebbe essere alla base sempre di qualsiasi scontro ideologico.
E lo dico per entrambi gli schieramenti che spesso si sono lasciati andare ad affermazioni che nulla hanno in comune con la politica e con la corretta richiesta di consenso.
Il vocabolario della lingua italiana per pacificazione intende: “Ricostituzione di una situazione o di un rapporto di pace; eliminazione di motivi dichiarati di ostilità o anche di violenze e squilibri nell’ambito spirituale o sociale”. E come si può raggiungere tale obiettivo se non attraverso la consapevolezza degli errori commessi, delle parole sgarbate, degli atteggiamenti scorretti?
Dunque per ricostruire un rapporto di correttezza propositivo per il bene dell’Isola bisogna che prima si faccia una analisi dell’accaduto, una sorta di training che consenta di valutare l’operato di tutti di giustificarlo o di condannarlo per poi, dopo aver riconosciuto gli errori, procedere con modestia e senza quell’arroganza tipica di chi vince, a ricostruire quel rapporto di fiducia e di lealtà tra le parti.
Ho provato spesso nel corso di questi anni a far sentire, attraverso i miei scritti, una voce che potesse guardare dal difuori gli accadimenti e, se pur per convinzione ideologica appartengo ad uno schieramento politico, ho sempre tentato di essere da stimolo rispetto a quanto necessario per il decoro, la salvaguardia e lo sviluppo di un territorio che considero da sempre la mia terra.
Ora è giunto il momento di far sentire ancora di più questa voce e per questo mi arrogo un diritto-dovere di scrivere affinché possa rappresentare all’intero Consiglio Comunale queste poche considerazioni che hanno un solo obiettivo ridare armonia ad un paese che è, sotto gli occhi di tutti, in conflittualità e totalmente lontano da quella necessaria e auspicabile pacificazione.
Per queste considerazioni e per la stima reciproca, mi permetto di sottoporti una bozza di documento da fare eventualmente tua, dopo averla valutata, modificata nelle parti che riterrai opportune e, qualora da te considerata saggia e esaustiva della problematica in oggetto, leggerla in Consiglio Comunale al fine di rappresentare la chiusura definitiva di tutto il passato ed aprire così una strada nuova di collaborazione sia pur nel rispetto dei ruoli.
“Il Consiglio Comunale riunitosi (omissis) ha analizzato lo svolgimento della campagna elettorale del 20 e 21 settembre 2020.

  • constatato che nel corso dello scontro tra le parti si sono determinati atteggiamenti, situazioni e espresse parole poco rappresentative di un confronto elettorale e che hanno rappresentato, di fatto, non un confronto tra programmi, idee e considerazioni per lo sviluppo programmatico del territorio, ma solo espressioni di personalismo molto lontane dalla correttezza istituzionale.
  • comprendendo che spesso la faziosità e l’animosità politica alimenta atteggiamenti poco qualificanti sotto il profilo istituzionale che comunque terminano con la chiusura della campagna elettorale,
  • considerando che la piattaforma mediatica è spesso oggetto di espressioni non in linea con un corretto uso sociale
    -valutati gli accadimenti verificatisi in corso di campagna elettorale e non giustificandoli
    Condanna
    -qualsiasi provocazione, gesto, parole o atteggiamenti che si sono o si possono determinare nel corso del periodo elettorale e auspica che simili situazioni non si ripetano.
    -invita tutti al rispetto dei ruoli, dell’Istituzione e a mantenere un profilo di espressione in linea con i valori di convivenza sociale.
    -si augura che tutti possano divenire consapevoli della necessità di stabilire regole condivise, per vivere e convivere, attraverso la costruzione del senso di legalità e lo sviluppo di un’etica della responsabilità, dell’impegno e della partecipazione attiva”.
    Questo credo sia il documento di sintesi e di armonia su cui tutti possono convergere nella speranza che si applichi poi davvero e che tutti recepiscano il suo reale valore e significato
    Ringrazio te per avermi letto e il consiglio comunale per quanto farete e sono certo che la collaborazione, che è fonte sempre di crescita e di apprendimento, sia la ragione che renda utile questo mio scritto. In caso contrario la mia stima resta immutata.

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