Centocinquantamila euro di soldi pubblici affidati a uno dei più celebri studi di architettura al mondo, 111 interventi progettati per ridisegnare il volto di Casamicciola, piantine e idee protocollate con cura. E poi il nulla. È questa la denuncia più esplosiva che Giovan Battista Castagna, consigliere comunale di minoranza del gruppo “Per Casamicciola”, ha lanciato nella sua consueta diretta settimanale con i cittadini, trasformando un appuntamento di dialogo in un atto d’accusa durissimo contro l’amministrazione comunale.
«Ho sfogliato tutto e non trovo niente» dice Castagna, riferendosi alla determina del 27 marzo 2024 con cui il Comune affidava allo studio dell’architetto Massimiliano Fuksas la progettazione di quegli interventi di rigenerazione urbana per un importo complessivo di 150mila euro. Un incarico che il consigliere non contesta in linea di principio — «se era necessaria, ben vengano anche queste spese» — ma che giudica un investimento bruciato, disperso nel vuoto di una programmazione che non ha saputo o voluto valorizzarlo. «Quelle idee dovevano essere tutte quante trasferite nel piano di ricostruzione» accusa Castagna. «Invece non sono state assorbite nemmeno nelle linee generali. Non vedo niente». L’unico elemento riconducibile allo studio Fuksas che il consigliere individua nel piano è la cupola prevista per Piazza Marina, sulla quale però esprime perplessità nette, dicendo di aver interpellato altri architetti e diversi cittadini: «Non vedo quale potenziale possa dare a Casamicciola. Credo che così come è stata ideata non produrrà nessun effetto positivo».
La domanda che Castagna annuncia di voler porre formalmente all’amministrazione è precisa e senza sconti: perché le idee di un architetto di fama internazionale, regolarmente commissionate e pagate con 150mila euro di denaro pubblico, sono rimaste nel cassetto senza trovare spazio nel piano di ricostruzione? Una risposta che i cittadini di Casamicciola, a giudizio del consigliere, hanno tutto il diritto di pretendere.
La vicenda Fuksas si inserisce in un quadro ancora più desolante, quello della ricostruzione post-sisma che secondo Castagna ha mancato completamente il suo obiettivo. «Demolizione, delocalizzazione a gogo e poi niente» tuona il consigliere. Basta spostarsi nelle zone già interessate dagli interventi per rendersi conto della realtà: «Stanno lì abbandonati. Non c’è niente». Il caso più emblematico è quello dell’ex Capriccio, la storica struttura portuale abbattuta e sostituita da una piazza che già un noto giornalista ha ribattezzato “Piazza della Desolazione”. Una definizione che Castagna fa sua senza esitazioni. «Ha ragione» afferma il consigliere. «Un amministratore, prima di percorrere una strada, deve capire dove quella strada lo conduce. Si è demolito il Capriccio, ma la soluzione non è quella che sta lì. Non c’è niente».
Sulla questione Capriccio, Castagna ricorda che la stessa conferenza di servizi — alla quale parteciparono commissario, demanio, capitaneria e soprintendenza — aveva stabilito che la struttura doveva essere ricostruita con le stesse superfici e le stesse cubature in un altro sito. «Nel piano si doveva già stabilire dove ricostruirlo, come garanzia per i casamicciolesi e per le amministrazioni future. Io sono sempre dell’idea che lo spazio c’è. Bastava sfruttare il finanziamento che avevamo già appostato».
L’occasione mancata è tanto più bruciante se si pensa alle potenzialità inespresse di quella struttura: polo nautico, auditorium, o qualsiasi altra destinazione che fosse emersa da un concorso di idee aperto alla cittadinanza, strumento che Castagna dice di aver sempre privilegiato. «Mi piace capire quale potrebbe essere l’idea migliore da portare avanti, al di là di una propria visione politica».
Non va meglio altrove. A Piazza Marina «stanno mettendo insieme qualche cosa», commenta con evidente scetticismo il consigliere, che riferisce di aver visto operai smontare le piante dalla via Marina per spostarle verso il mare senza che emerga una logica comprensibile. «Non so quale razio ci sia in tutto questo» taglia corto. E il quadro complessivo che emerge è quello di una ricostruzione che ha demolito senza ricostruire, spostato senza ripensare, speso senza produrre. «Doveva essere un piano che portava anche una ricostruzione socio-economica» ricorda Castagna. Invece la realtà è fatta di una Piazza Marina ridotta a ospitare una rosa dei venti da sfruttare tre o quattro volte l’anno. «Cosa riduttiva per una piazza, per un paese che si aspettava ben altro».
Ma l’offensiva del consigliere di minoranza non si ferma alla ricostruzione urbanistica. Parallelamente alla battaglia sulle piazze e sui progetti incompiuti, Castagna ha depositato agli uffici comunali una richiesta formale per introdurre una definizione agevolata dei tributi locali, muovendosi nell’alveo delle novità normative introdotte dalla legge di bilancio 2026. La misura consentirebbe ai cittadini di regolarizzare la propria posizione con il Comune — in materia di IMU, TARI e sanzioni amministrative — beneficiando dell’azzeramento di interessi e more maturati nel tempo, a condizione che le cartelle non siano già transitate all’Agenzia delle Entrate, per le quali si applicherebbe invece la rottamazione quinquies prevista a livello nazionale.
«Sappiamo come in questi periodi i commercianti, gli albergatori, gli imprenditori di Casamicciola stiano veramente in sofferenza» dice Castagna, spiegando le ragioni di un’iniziativa che vuole essere concreta e immediata, non un progetto a lungo termine. La legge di bilancio attribuisce ai Comuni la facoltà di attivare queste forme di agevolazione, ma l’attuazione non è automatica: richiede una verifica delle compatibilità di bilancio e la predisposizione di un apposito regolamento.
Per questo il gruppo “Per Casamicciola” ha chiesto all’amministrazione di verificare la sostenibilità finanziaria della misura, di predisporre il regolamento nei tempi previsti dalla normativa e di inserire la tematica all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale. «Noi siamo disponibili con la maggioranza a verificare e a portare questo argomento in consiglio» afferma Castagna, sottolineando che si tratta di andare incontro alle famiglie in modo concreto. A quanto risulta al consigliere, i Comuni di Ischia e Forio sarebbero già a buon punto nel percorso di adesione, il che rende ancora più urgente una risposta da parte di Casamicciola.
Il gruppo consiliare annuncia infine che renderà pubbliche tutte le carte sulla ricostruzione e che nelle prossime dirette spiegherà ai cittadini ogni documento nel dettaglio, chiedendo conto all’amministrazione di ogni scelta compiuta. «Spero che l’amministrazione non dica che l’idea è quella là che c’è adesso» conclude Castagna con tono perentorio. «Altrimenti siamo inguaiati».







